TRAEEN, LA MAGLIA GIALLA DELLA TRANQUILLITA'. E C'E' CHI GLI VUOL TROVARE LA FIDANZATA...

TOUR DE FRANCE | 08/07/2026 | 20:00
di Francesca Monzone

Torstein Træen non si lascia travolgere dal peso della maglia gialla e alla fine di questa giornata da leader ha espresso tutta la sua serenità con una sola battuta: «Io penso solo a pedalare».


Fino a pochi giorni fa il suo nome era poco famoso, soprattutto dagli appassionati più attenti. Oggi, invece, Torstein Træen è finito sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Il motivo è semplice: il corridore della Uno-X Mobility a Foix si è preso la maglia gialla del Tour de France, entrando improvvisamente sotto i riflettori della corsa più importante del ciclismo mondiale.


Per il trentenne norvegese è un cambiamento enorme. Le telecamere lo seguono ovunque, i giornalisti lo aspettano dopo la tappa e il suo telefono continua a riempirsi di messaggi. Eppure, chi si aspettava un corridore travolto dall'emozione o dalla pressione si è dovuto ricredere. Træen continua a essere lo stesso di sempre: tranquillo, sorridente e con un unico obiettivo in testa, correre nel miglior modo possibile.

Alla domanda su come abbia vissuto il suo primo giorno da leader del Tour, il norvegese ha raccontato di aver cercato soprattutto di godersi ogni momento: «È stata una giornata davvero piacevole in maglia gialla. Abbastanza tranquilla, abbastanza rilassante. Me la sono goduta fino in fondo».

Tra le tante congratulazioni ricevute, ce n'è stata una che lo ha colpito più delle altre: «Il messaggio più bello è stato quello del mio allenatore. Mi ha telefonato e mi ha fatto davvero piacere».

Un gesto semplice, ma che racconta il rapporto costruito negli anni, ben prima che arrivassero la notorietà e la maglia più prestigiosa del ciclismo. Dall'esterno Træen è apparso sereno per tutta la giornata. In realtà qualche momento di tensione c'è stato. «A dire il vero ero piuttosto stressato, almeno fino alla caduta. Per il resto è stata davvero una bella giornata».

Una confessione, che dimostra come anche chi indossa la maglia gialla possa vivere emozioni contrastanti durante una tappa del Tour. Tra le conseguenze più curiose della maglia gialla c'è anche l'improvvisa popolarità fuori dalla corsa. Uno dei suoi compagni di squadra ha raccontato ai giornalisti che Træen avrebbe ricevuto numerosi messaggi privati e che qualcuno starebbe persino cercando di trovargli una fidanzata. La risposta del norvegese è arrivata con il sorriso: «No, dovete parlare con Anders, il piccolo Anders come lo chiamiamo noi. Lui si occuperà di tutto questo... io continuo semplicemente ad andare in bicicletta». Un chiaro riferimento  a Anders Halland Johannessen. Un siparietto che conferma il carattere semplice e disponibile del corridore della Uno-X.

Pur trovandosi al comando della classifica generale con un vantaggio importante sui grandi favoriti, Træen evita qualsiasi previsione. «A dire il vero vivo alla giornata. Vedremo cosa succederà - il suo approccio resta pragmatico - Se hai buone gambe, hai buone gambe. Vedremo fin dove potrò arrivare.»

Il Tour, però, è ancora lunghissimo e all'orizzonte ci sono le grandi salite, dove gli uomini di classifica entreranno davvero in azione. Træen sa perfettamente che difendere la maglia gialla contro campioni come Tadej Pogacar sarà un'impresa. «Certo che temo la tappa di domani». Poi arriva una frase che sintetizza perfettamente il suo realismo. «Pogacar è Pogacar. Se vuole correre lo farà e forse proverò a seguirlo, ma probabilmente verrò staccato».

Parole che raccontano tutta l'umiltà del norvegese, consapevole del proprio valore ma anche della differenza che separa lui dai grandi favoriti per la vittoria finale. Qualunque cosa accada nei prossimi giorni, Torstein Træen ha già conquistato qualcosa che nessuno gli potrà togliere: la maglia gialla del Tour de France e un posto nella storia della Uno-X Mobility.

Il ciclismo è fatto anche di queste storie. Corridori che lavorano per anni lontano dai riflettori e che, improvvisamente, si ritrovano al centro dell'evento sportivo più seguito del mondo.

Per ora Træen non sembra voler cambiare il proprio modo di vivere questa avventura. Niente calcoli, niente proclami, nessuna pressione aggiuntiva. Solo una filosofia semplice, quella che lo ha portato fin qui: continuare a pedalare, un chilometro e una tappa alla volta.


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