L'ultima volta che siamo arrivati fin lassù fu nel 2022 quando, grazie all'amico cuneese Fabio Pellegrino e al comune francese di Château Queyras-Ville Vieille, fu posizionata una targa sulla roccia, proprio lì, accanto a quel pezzo d'asfalto dove Michele il 27 maggio 2016 si fermò, mettendo il piede a terra. Sono passati dieci anni da quel giorno. Dieci anni durissimi, tutti in salita, per raggiungere un traguardo impossibile, eppure giusto, come quello della pace sulla strada, della sicurezza vera, per tutti.
Partiamo in cinque da Filottrano questa mattina: io; Ercole, Fabrizio, Giorgio, Bruno e altri filottranesi ci raggiungeranno sabato sera a Sampeyre per fare insieme l'ultima tappa fino a Risoul. Verranno i nostri genitori e molti amici si aggregheranno lungo il percorso. Sarà una settimana intensa in cui ricorderemo Michele chilometro dopo chilometro e sarà un'occasione importante per mettere un piede a terra insieme contro la violenza stradale.
Prima tappa, lunedì 6 luglio: Filottrano-Cesenatico, dove allo Spazio Pantani, alle 18, incontreremo la Fondazione Pantani, il Sindaco di Cesenatico e la Asd Fausto Coppi.
Martedì 7 ripartiremo da Cesenatico per raggiungere altri amici, quelli del Circuito dei Santuari a Zola Predosa, passando per piazza Maggiore a Bologna.
Mercoledì 8 da Bologna ci sposteremo a Parma, scalando la salita di Canossa, dove c'è una statua dedicata a Michele, e a Parma ci attenderanno la Fiab locale e il sindaco.
Giovedì 9 pedaleremo verso le strade del mito Fausto Coppi, arrivando a Tortona.
Venerdì 10 il traguardo è la città di Alba, sabato Sampeyre dopo essere passati per Cuneo.
Quindi la tappa regina: da Sampeyre a Risoul, domenica 12 luglio, con il passaggio sul Colle dell'Agnello e piede a terra accanto alla roccia della targa. La roccia del piede a terra.
Quel che conta è non dimenticare e pedalare insieme per una strada nuova. Quel che conta è che la fatica di ognuno di noi sia condivisa in gruppo. Quel che conta è dire grazie a Michele e a tutte le emozionì che ci ha regalato. Quel che conta è riconoscerci sulla stessa strada, sulla stessa bicicletta.
Veniteci incontro, unitevi a noi o spingeteci, ma soprattutto non scordatevi di essere parte di un gruppo: il gruppo infinito di Michele.
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