La generosità di Pogacar nei confronti di Del Toro è racchiusa nel maxifotogramma in cui lo sloveno cede platealmente il successo al giovane compagno di squadra. D’effetto le immagini scelte un pò da ogni testata, in particolare lo scatto… dello scatto vincente del Torito sul Montjuïc, brulicante di spettatori, come e (se possibile) più del giorno prima.
Ricorda nel suo incipit su Gazzetta dello Sport, Ciro Scognamiglio: ”Alle Strade Bianche 2025, Tadej Pogacar si era lanciato in una profezia sembrata un po’ impegnativa: «Un giorno sarò io a tirare per lui»”. Stesso tasto riguardante il gentile regalo di Tadej viene battuto in altre forme anche da Marco Bonarrigo sul Corriere, che nel descrivere la gentile concessione dello sloveno immagina un Mbappè che non punti a rete come i tifosi si aspettano ma ceda la palla a un compagno, ne protegga la fuga dai difensori che lo inseguono. Solo il ciclismo.
Su Repubblica, Cosimo Cito fa invece espresso riferimento al gioco con una doppia punta da parte della Uae, al messaggio forte della squadra nei confronti di un rivale costretto a difendere con i denti il simbolo del primato. Scrive Pier Augusti Stagi su Il Giornale, dedicando l’incipit all’uomo a pois (per ora) ed al ragazzo che ha riportato il Messico a vincere una tappa (digiuno che durava dal 1990 ricorda La Vanguardia): “Non fanno saltare il banco, ma saltano di gioia, per una vittoria che volevano assolutamente dopo la battuta d’arresto nella cronosquadre di sabato scorso terminata alle spalle di Visma Lease e Bike e Netcompany”. E se la stampa iberica descrive anche il senso di vuoto che subentra nel Paese ospitante dopo la Grand Départ, in Francia avrebbero voluto accogliere il Tour con pienezza, senza le doverose restrizioni per l’afflusso del pubblico dovute agli incendi pirenaici. Quanto ai fatti agonistici di ieri, Alexandre Roos su L’Equipe chiarisce il senso del titolo “La punizione”, descrivendo il piano diabolico di Tadej: “Non ha vinto la tappa, eppure la lezione che ha impartito a Vingegaard – e a tutti gli altri – è stata ancora più severa”.
GAZZETTA DELLO SPORT
COPPIA D'ASSI
Alle Strade Bianche 2025, Tadej Pogacar si era lanciato in una profezia sembrata un po’ impegnativa: «Un giorno sarò io a tirare per lui». Lui era il compagno Isaac Del Toro, che ancora doveva debuttare al Giro d’Italia poi concluso al secondo posto, l’anno scorso. Quel momento non è arrivato, non ancora, intanto però ciò che entrambi hanno mostrato ieri a Barcellona sul Montjuic, gran finale della seconda tappa del Tour de France, è stato memorabile. Di fatto Pogi ha fatto quello che ha voluto, al culmine di una dimostrazione di superiorità devastante di tutta la Uae-XRG. E si è permesso di “accompagnare” fino alla linea bianca il 22enne messicano, debuttante al Tour e già a braccia alzate. (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
POGACAR E' ANCHE GENEROSO: SCORTA DEL TORO ALLA VITTORIA
Immaginiamo che, lanciatissimo verso la porta, Mbappé non punti a rete come i tifosi si aspettano ma ceda la palla a un compagno, ne protegga la fuga dai difensori che lo inseguono e, quando realizza che non verrà raggiunto, allunghi e lo affianchi per condividere con lui la gioia del gol. In assenza di immaginazione (e di Mbappé) ci aiutano gli ultimi mille metri della seconda tappa del Tour, dove ieri Tadej Pogacar ha rinunciato alla 122ª vittoria e alla maglia gialla a favore del pupillo messicano Isaac Del Toro con un capolavoro di tempismo, equilibrismo e generosità tattica, maltrattando Vingegaard che sabato l’aveva battuto a cronometro. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
POGACAR FA PER DUE: LANCIA DEL TORO E METTE PRESSIONE A VINGEGAARD
Pogacar ha lanciato lo scudiero Del Toro, l’ha quasi spinto a vincere la tappa e ha visto annaspare Vingegaard. Il bis sul Montjuïc dopo la cronosquadre di sabato è tutto a favore dello sloveno ed è anche un messaggio forte alla maglia gialla, tenuta con i denti dal rivale danese: la UAE, il team di Pogi e del Torito è qui per fare la corsa con due capitani. (Cosimo Cito)
IL GIORNALE
POGACAR GENEROSO: LASCIA LA VITTORIA AL COMPAGNO DEL TORO
Non fanno saltare il banco, ma saltano di gioia, per una vittoria che volevano assolutamente dopo la battuta d’arresto nella cronosquadre di sabato scorso terminata alle spalle di Visma Lease e Bike e Netcompany.
Giornata di gloria per la Uae Team Emirates XRG di Tadej Pogacar, che anche ieri sul circuito del Montjuic ha dato dimostrazione di forza assoluta. Lascia vincere il suo compagno di squadra Isaac Del Toro e lui, Taddeo, si piazza lì, al suo fianco, arrivando in parata, ma lasciandogli il gusto della vittoria e regalando al team emiratino un uno-due che sa di rivincita. (Pier Augusto Stagi)
L'EQUIPE
LA PUNIZIONE
Dalla cronometro di sabato, tutti si chiedevano come avrebbe reagito Tadej Pogačar alla vittoria di Jonas Vingegaard: quanto avrebbe bruciato vedere il suo acerrimo rivale indossare quella maglia gialla che solitamente è sua. L'ipotesi più ovvia e brutale era che avrebbe cercato di staccare Vingegaard durante la tripla scalata al Château, sulla collina di Montjuïc, per ricordargli che nulla sarebbe stato facile e per stroncare sul nascere la fiducia che era sbocciata la sera della prima tappa.
Ma il quattro volte vincitore del Tour de France aveva architettato un piano ben più diabolico. Non ha vinto la tappa, eppure la lezione che ha impartito a Vingegaard – e a tutti gli altri – è stata ancora più severa. (Alexandre Roos)
LA VANGUARDIA
IL REGALO DI POGACAR
Ieri Isaac del Toro è diventato il primo messicano a vincere una tappa del Tour dal 1990, grazie a un gesto del suo compagno di squadra della UAE, lo sloveno Tadej Pogačar, che gli ha ceduto la vittoria. Nella foto, i due sono in testa al gruppo, seguiti dalla maglia gialla Jonas Vingegaard. Ieri Barcellona ha risposto con grande partecipazione al passaggio della tappa del Tour de France a Montjuïc.
Mentre la Visma e Jonas Vingegaard hanno sferrato il primo colpo nella tappa del Tour de France con arrivo a Montjuïc, è stata la UAE a dominare incontrastata la corsa durante questa seconda uscita barcellonese del *Grand Départ*. Migliaia di tifosi, assiepati lungo le ripide rampe del castello di Montjuïc, hanno assistito alla superiorità del vincitore di tappa Del Toro e di Tadej Pogačar, che ha controllato senza sforzo tutti i rivali sul rettilineo finale. (Roberto Rodriguez)
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