Con la vittoria di oggi a Chiavari, Jhonatan Narvaez è diventato l’ecuadoriano con più vittorie al Giro: 5, davanti a una leggenda come Richard Carapaz, campione olimpico 2021 e vincitore del Giro 2019. Terza tappa dopo quelle di Cosenza e Fermo per Narvaez, che è venuto al Giro dopo uno stop di tre mesi e mezzo per la caduta al Tour Down Under il 24 gennaio.
“C’è stato duro lavoro prima di venire qui – spiega Narvaez, 29 anni, che al Giro si era imposto anche a Cesenatico 2020 e Torino 2024 -. E poi devi sempre pensare a come guidi la bici, è come nel motociclismo, non dipende solo dalla bici: prendi la tappa di oggi, mi sono caduti davanti, non dipende solo dalle gambe, devi stare attento anche a come affronti le curve in discesa”.
Testa a testa con Enric Mas, battuto in volata e poi un bell’abbraccio dopo il traguardo: “Avevo paura che qualcuno potesse rientrare da dietro, e abbiamo iniziato a guardarci l’uno con l’altro”.
Nella seconda tappa in Bulgaria la sua Uae Emirates ha perso Adam Yates, Vine e Soler, e si è reinventata il Giro: “Noi non perdiamo mai la motivazione, siamo andati a caccia delle tappe. Quando vai in gara e hai la mentalità di correre duramente, va bene. Così oggi: abbiamo perso tre volte la fuga e la squadra si è impegnata per farmela prendere. C’è voluto tempo, la tappa è stata dura. E poi a quel punto sono stato a ruota, ho mangiato e bevuto e ho seguito gli altri. È stato un giorno stressante, si sapeva che ci sarebbe stata una grande lotta per la fuga”. Il contratto di Narvaez scade a fine 2026: “Ottima domanda per il mio manager, credo che sia molto impegnato in questo periodo”.
E sulla lotta per la classifica finale, l’ecuadoriano della Uae Emirates la vede così: “Il Giro è lungo, abbiamo fatto metà delle tappe, e l’ultima settimana sarà decisiva per chiunque. Naturalmente Vingegaard è favorito, ma anche i rivali sono forti e sono venuti qui nella miglior forma”.
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