“Troppe ingerenze da Lega ciclismo, collabori di più con la Federazione”. Repubblica titola così una lunga intervista rilasciata dal Presidente della Fci Dagnoni, incentrata sui rapporti difficili tra le due istituzioni che sovraintendono il mondo delle due ruote. Scrive l’inviato Cosimo Cito nel cappello introduttivo citando il ruolo dell’onorevole Pella al vertice della Lega “diventata una sorta di Federazione ombra. Il Coni si è attivato per cercare di saperne di più anche riguardo la gestione dei fondi provenienti da Sport e Salute. E la Federazione ha innalzato il suo livello di vigilanza”.
Poi la parola a Dagnoni: “La Lega è un'emanazione della Federazione, lavora su delega della Federazione, non in sua vece. Io, anche contro alcuni elementi del mio consiglio federale, ho insistito perché tenessimo in vita la Lega, un organo storico del nostro ciclismo, lasciandole un'operatività di un campo d'azione ben delimitato, quello del professionismo. Questa Lega però si è molto allargata: è andata a coinvolgere il ciclismo femminile, che non è professionistico, ha coinvolto le Continental che sono di fatto società dilettantistiche» risponde il presidente Fci, che aggiunge: “Pella non conosce afffatto le regole dell’ambiente. Nel suo ruolo di deputato è molto bravo, devo essere sincero, nell’andare a reperire i fondi, anche fondi pubblici. Quelli che però è bravo a reperire solo di striscio ricadono sul ciclismo. Alle corse, agli organizzatori finiscono veramente le briciole”.
Dagoni aggiunge: “Lo scorso anno noi, come Federazione, con i nostri 100mila tesserati e l’attività di preparazione olimpica da tenere in vita, abbiamo ricevuto 9 milioni di contributi pubblici attraverso Sport e Salute. La Lega, che rappresenta 18-19 società, ha preso circa 3 milioni e mezzo”.
Il numero 1 federale spiega il coinvolgimento del Coni, che “ha chiesto un incontro anche col ministro Abodi e con Sport e Salute. Nell'ultimo consiglio federale tutto il consiglio ha votato in favore dell'intervento dei nostri revisori dei conti per cercare di capire qual è la situazione. Pella ha anche provato a intimidirmi dicendomi 'stai attento che io adesso ti mando la Corte dei Conti'. Gli ho risposto che può fare quello che vuole, noi siamo tranquillissimi”.
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