Una mattinata dal sapore speciale, fatta di ricordi, emozioni e pagine di storia del ciclismo che tornano a vivere. In occasione della partenza dell’undicesima tappa del Giro d’Italia, Porcari – Chiavari, la sede e il Museo Amore e Vita – Fanini hanno accolto due figure simbolo del ciclismo italiano: Stefano Allocchio, Direttore Generale del Giro d’Italia, e Roberto Amadio, attuale Commissario Tecnico della Nazionale Italiana professionisti.
Il primo a varcare la soglia del museo è stato Stefano Allocchio, che ha voluto fare visita all’amico di lunga data Ivano Fanini, regalando una mattinata carica di emozioni. Passeggiando tra le sale del museo, circondati da migliaia di fotografie, poster storici, cimeli, biciclette, maglie e trofei, i due hanno ripercorso insieme una vita intera dedicata al ciclismo.
I ricordi sono riaffiorati uno dopo l’altro, riportando alla mente gli anni delle sfide in corsa, quando Allocchio, da corridore, si confrontava nelle volate con gli atleti della squadra Fanini, tra cui Paolo Cimini, Alessio Di Basco e Maurizio Molinari, quest’ultimo oggi da anni parte integrante dello staff del Giro d’Italia.
Particolarmente intenso il momento in cui Allocchio ha rivisto la propria maglia, donata a Ivano Fanini e al museo in occasione del Premio Fedeltà allo Sport 2024, oggi custodita nella suggestiva “Trophy Room”, lo spazio simbolo della memoria del team, dove trovano posto le maglie che hanno segnato la lunga storia della squadra Fanini – Amore e Vita, comprese le prestigiose 12 maglie iridate conquistate ai Campionati del Mondo e le straordinarie 76 maglie di Campione Nazionale conquistate in ben 44 nazioni diverse, inclusa quella italiana di Pierino Gavazzi.
Ma le emozioni non erano ancora finite.
A distanza di appena dieci minuti dalla partenza di Allocchio verso il villaggio del Giro, alla sede Fanini è arrivato anche Roberto Amadio, figura di assoluto prestigio del ciclismo internazionale, ex manager di campioni del calibro di Vincenzo Nibali e Peter Sagan ai tempi della Liquigas e oggi Commissario Tecnico della Nazionale Italiana professionisti. Tra i cimeli custoditi nel Museo Amore e Vita – Fanini è presente anche la maglia iridata conquistata da Roberto Amadio nel Campionato del Mondo del quartetto a cronometro, un altro prezioso pezzo di storia del ciclismo conservato con orgoglio all’interno del museo.
Anche per Amadio la visita al museo si è trasformata in un viaggio nel tempo: un percorso tra ricordi, sacrifici, vittorie, fatica e grandi soddisfazioni che hanno segnato una vita interamente dedicata alle due ruote.
«Sono molto felice e profondamente emozionato – commenta Ivano Fanini –. Vivere una giornata come questa ha un significato enorme per me. Da una parte il Giro d’Italia che parte da Porcari, a pochi metri dalla nostra sede; dall’altra la visita di due grandi amici e di due personalità importanti del nostro ciclismo come Stefano Allocchio e Roberto Amadio. Queste sono soddisfazioni autentiche, quelle che hanno un valore speciale. Mi ha colpito vedere con quanta partecipazione abbiano rivissuto quei momenti che loro stessi, da corridori, dirigenti e uomini di ciclismo, hanno vissuto in prima persona. Rivederli emozionarsi insieme a me, ricordare episodi, persone e storie di una vita intera, è stato qualcosa di unico e difficilmente ripetibile. Oltre all’amicizia ci uniscono stima e rispetto reciproco: valori che vanno oltre qualsiasi risultato sportivo. Sono gli stessi ideali sui quali ho costruito Amore e Vita e sui quali ho sempre cercato di basare la mia vita».
Una giornata che ha confermato ancora una volta come il ciclismo, oltre ai successi e alle vittorie, sia soprattutto memoria, amicizia e legami umani destinati a rimanere nel tempo.
La soddisfazione di patron Ivano Fanini, però, si è amplificata ulteriormente pochi chilometri dopo il via della tappa. Durante la diretta televisiva Rai del Giro d’Italia, infatti, il telecronista ed ex Maglia Rosa Silvio Martinello, campione del mondo e campione olimpico su pista, ha voluto dedicare alcuni minuti a raccontare la storia di Ivano Fanini e del team Amore e Vita – Fanini, regalando un momento tanto inaspettato quanto emozionante.
Nel corso del collegamento, Martinello ha ricordato la nascita della squadra, fondata nel 1948, ripercorrendo la lunga e prestigiosa storia del team e sottolineando i grandi risultati conquistati nel corso degli anni. Un passaggio speciale è stato dedicato alle storiche 15 partecipazioni consecutive al Giro d’Italia e ai successi di tappa ottenuti dalla formazione Fanini, che hanno contribuito a scrivere pagine importanti del ciclismo italiano. Martinello ha inoltre voluto ricordare anche la straordinaria figura della compianta Michela Fanini, nipote di Ivano e figlia di Brunello, indimenticabile campionessa capace di conquistare ad appena 21 anni il Giro d’Italia femminile, il Campionato Italiano e la medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo, ricordando inoltre come proprio Brunello Fanini organizzi da anni il Giro della Toscana femminile in sua memoria.
Durante la trasmissione, inoltre, la Rai ha mostrato anche le immagini di una casa situata nei pressi della partenza della tappa, allestita con uno straordinario omaggio dedicato alla storia dei Team Fanini e ai grandi campioni cresciuti in maglia Fanini. Un tributo particolarmente rivolto soprattutto a Mario Cipollini e Michele Bartoli, due autentici simboli della storia della squadra. Per Mario Cipollini, protagonista di pagine leggendarie del ciclismo mondiale, la soddisfazione è stata ancora maggiore considerando che, nonostante il recente intervento chirurgico subito soltanto pochi giorni fa, era presente al villaggio di partenza del Giro. Michele Bartoli, invece, altro storico campione di casa Fanini, è stato protagonista della cerimonia ufficiale di partenza della tappa insieme al Sindaco di Porcari, dando simbolicamente lo start alla corsa.
Un riconoscimento pubblico di grande valore, che ha regalato un’ulteriore intensa emozione al patron lucchese.
«Sentire raccontare in diretta televisiva la nostra storia e ripercorrere una vita fatta di sacrifici, passione e amore per il ciclismo mi ha emozionato davvero tanto – ha raccontato Ivano Fanini –. Ascoltare parole così belle e meritate da parte di Silvio Martinello mi ha toccato profondamente. Sono momenti che arrivano al cuore e che ripagano di tutto il lavoro svolto in tanti anni. È stata un’altra grandissima gioia in una giornata già indimenticabile».
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