CATS & MISDEEDS. WHO WILL WIN

GIRO D'ITALIA | 20/05/2026 | 18:10
di Cristiano Gatti

Narvaez and UAE win the stage, Eulalio keeps the pink jersey: it's a Giro of monologues. Only the time trial specialist Ganna's break interrupted the film, then the same screenplay again.


Perhaps to break the monotony, or perhaps to grasp at straws, here in the area there's been a lot of discussion about Vingegaard, seen by many as diminished and downsized after the Versilia time trial.


Was it a real crisis? Since we're not here to ask questions, but to seek some answers, I'll try to earn my salary by hazarding one of my own. No, it wasn't a real crisis. No, it doesn't seem to me at all that Vinge is returning to the vulnerable and beatable. Apart from the fact that if he really is going slow, someone should tell me who among these starters can go faster. The number one rule always applies: for every loser, there must be a winner. Lately, Arensman's odds have been rising considerably, the author of a fine time trial performance (surprise, surprise), but he's not exactly a lightning bolt in the mountains, terrain that's getting ever closer as we approach the Alps.

But even hypothesizing the emergence of a new antagonist (so far the best climber is called Gall), even admitting that the poverty of this VIP roster expresses a name, the question about Vinge remains. My idea is always the same: just as in football they say that in the two-legged cup tie you have to think over 180 minutes, so Vinge is moving on the idea of six weeks. Three preliminary ones here in Italy, three decisive ones further ahead in France.

If that's the score, the music follows accordingly. In the absence of challenging opponents, he exerts himself minimally here. Let's say the right amount. That is to say, he races the first half of the Giro controlling on the scales of a pharmacist (damn it, in cycling it's better to use another profession for metaphors), let's say on the scales of a grocer (oops, again), in short on whatever balance he weighs his energy expenditure, consuming just enough in the only two climbs (Blockhaus and Corno alle Scale), with a view to a third week of settling accounts on the slopes he loves. This plan obviously also includes the decision not to squander himself by wearing the pink jersey too early, willingly entrusting it to the Portuguese wearer (the only case in which the term shouldn't be understood as a synonym for gatecrasher).

This too is a strategy of the dominant, but even a child understands it's not the same as the other dominant on the scene. That one, two years ago in the same situation, unleashed hell by attacking immediately, everywhere, even in the pink jersey, won six stages and then fortunately the Giro ended, otherwise his bulimia would have led him to attempt sprint victories too. Another kind of master, more vicious and merciless. This one has a paternalistic dimension, leaves something for others, administers to the penny, moderates his instincts, doesn't waste anything. The other one also reasoned in terms of six weeks, but simply couldn't hold back, like our ministers with the courtesans of the palace. This one, yes, is made of different stuff (and we understood that even from the simple fact that he avoids road races altogether).

It must be said that Vinge, compared to Teddy, has even more reason not to blow the Giro, having some serious headaches in France ahead. But neither can we expect him to go against his nature, to force himself, to violate his way of being. He's the lord of the climbs, not the absolute lord. And there on the climbs he's decided to impose his reign. It just takes a little more patience. Then the proof will come.

Exactly. It's entirely possible that I now see a different Vinge, that I speak of a different Vinge, that is, a Vinge who moves forward thinking of a six-week race, without leaving anything on the road, without conceding anything to the superfluous. It could be that instead Vinge is another one, the one seen soft as a fig in the time trial, therefore very attackable (very beatable) in the mountains.

In that case, there's no problem. If that's how it is, I'm paid to publicly recognize my own stupidities, and I'll promptly not shy away from it. I'll sign it with a notary's signature. I hope it applies to those who now see him so poorly too...


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COMMENTI
ah allora non sono provocazioni... ci crede proprio...
20 maggio 2026 18:50 Frank46
Vingegard è lo stesso della Vuelta.... Gli avversari più forti sono mediamente del livello di qualsiasi big che non si chiami Pogacar, sebbene quest'anno molto probabilmente è nata una nuova stella per i GT (Seixas), ma è atteso prima alla sua prima recita perchè non si può essere certi della tenuta nelle 3 settimane per uno che non le ha mai corse 3 settimane di fila.

Vingegaard è il favorito del Giro... E grazie al cazzo, non l'aveva capito nessuno....

La pochezza sta in chi non ha rispetto per dei signori corridori.... ma poi gli manca di rispetto solo quando fanno il Giro... vai a sapere il motivo..

Mi permetto di contestare
20 maggio 2026 19:45 PEDIVELLA
Ieri Vingegard NON ha fatto il calcolo di non prendere la maglia perchè poi avrebbe faticato per difenderla. Non è stato un calcolo, ieri non ne aveva più. E' arrivato stravolto scomposto con la bava alla bocca. L'ho scritto ieri ha fatto un brutto fuori giri, male diretto dai suoi in ammiraglia. Poi sappiamo che vincerà il Giro per mancanza di avversari, senza offesa per i battuti.

Frank46
20 maggio 2026 19:57 Eli2001
quando il saggio Frank é in difficoltà ecco Frank il bullo che dice le parolacce come al bar. Vingegaard é il favorito del giro ma corre con le cautele di chi é qui per mettere il bollino e poi andare a fare la corsa che interessa davvero. L'assenza di rivali é purtroppo la triste realtà di un giro che non ha nemmeno un dominatore che da spettacolo. Accontentiamoci in attesa dei fuochi d'artificio di luglio...

Eli2001
20 maggio 2026 21:16 ghisallo34
Invece leggere di maglie rose non degne, sono carezze. 2 su 2. Qui e da Stagi

Vinge
20 maggio 2026 21:35 Tola Dolza71
Il vero Vinge lo vedremo solamente al tour: lì si capirà se è tornato un corridore che può ancora competere con Pogi o se ha intrapreso la fase calante della carriera. Finora non c'ho capito molto ma ho l'impressione che non sia così dominante e che stia facendo troppa fatica per fare la differenza

Eli il dato di fatto è la bassezza di altri soggetti non certo dei corridori.
20 maggio 2026 21:50 Frank46
Ha pure la cautela di pedalare da schifo, fare diventare la faccia rossa come un peperone far finta di essere in affanno e dire alle interviste che è stata una cronometro terribile.

Lo fa per non fare credere alla gente che in realtà si sta facendo una passeggiata salutare.

Poi non si capisce perché alla Vuelta Almeida che era arrivato 2° era un avversario serio, Pidcock famosissimo uomo da GT 3° era un fenomeno, Hindley in lotta fino alla fine per il podio era un fenomeno, Pellizzari che fino alla crisi dell' ultima tappa di montagna era ancora in lotta per il podio nonostante avesse fatto da gregario ad Hindley e nonostante non fosse ancora quello di quest' anno era un avversario valido e Vingegard e Gall reduci dal Tour ovviamente erano nelle loro migliori condizioni.

Qui invece Pellizzari e Hindley non sono più buoni a niente, Aresman è una pippa, Gall che ha preparato davvero il Giro non vale una minchia, O Conor è una pippa al sugo solo quando fa classifica al Giro ma non quando arriva 4° al Tour, 2° alla Vuelta o 2° al mondiale, Derek Gee figuriamoci... Negli altri GT invece tutti fenomeni... Fenomeni Vaquelin , Johannessen, Jegat.... Tutti fenomeni...

Ma quali sei settimane...
20 maggio 2026 23:10 pickett
é venuto al Giro perchè sa che il Tour é ormai fuori dalla sua portata.Esattamente come fece Bernal 5 anni fa.(E prima di loro Evans,ma ad Evans andò storta.)Altrimenti non avremmo mai visto sulle nostre strade né l'uno né l'altro,garantito.

Vincegar
20 maggio 2026 23:46 Pacho1807
La triste realtà è che vincerà il girò passeggiando…. Non certamente appassionando…. Non onorerà l’Italia, come non ha mai onorato la Spagna…. Visto dagli antipoghi come una valida alternativa, osannato anche quando non punge…. A me sinceramente NON È MAI PIACIUTO!!! Neanche quando di tour ne ha vinti due di seguito…. Non osa, non attacca, ultimamente sta a ruota fino all’ultimo una versione punto due del miglior quintana che sulla ruota posteriore di froome ci aveva messo un gancio

Frank46
20 maggio 2026 23:57 Buzz66
Partí bene, scrivi cose condivisibili, ma poi scivoli sempre nel tifo italico.
Lo ripeto e lo sottolineo per la centesima volta: Pellizzari alla Vuelta NON ha fatto il gregario a Hindley.
Ha tirato 300 metri il giorno prima di vincere la tappa.
Quel giorno, fu l’australiano a fare da gregario a lui.
Andando a chiudere due volte su Riccitello e una su Pidcock.
Continuando a scrivere che ha fatto il gregario, oltre a dire una cosa non vera, entri a far parte di tutta quella pletora di pseudo giornalisti che lo fanno sembrare un fenomeno e gli mettono sempre più pressione…

Buzz66
21 maggio 2026 09:39 Eli2001
scusami ma credo che nonostante la spocchia al limite della mitomania che lo contraddistingue non credo che Frank sia letto da nessuno fuori da questo angolo dei commenti. Di certo non mette ansia a Pellizzari che immagino abbia ben altro da fare. Non alimentiamo l'ego di Frank o finisce per scrivere un libro ad ogni commento!

Buzz66
21 maggio 2026 10:06 Frank46
Te non dici una fesseria ma non comprendi neanche cosa voglio dire io.
Era il suo luogotenente, sono il primo a dire che fare il luogotenente a volte può persino giocare a favore della propria classifica, vedesi Kuss alla Vuelta o Adam Yates quando fece 3° al Tour.

Di sicuro al Giro non giocò a favore della sua classifica perchè dovette aiutare in due occasioni Roglic che si stava staccando e dovette tirare per molti km e anche in tratti di discesa, pianura e falsopiano e mi sembra che in una tappa perse anche un pò di terreno a causa di ciò.
Nonostante ciò arrivò comunque 6°, secondo me il 4° posto era alla sua portata facendo da capitano, i primi 3 dimostrarono di avere qualcosa in più in salita, a parte una tappa dove Pellizzari andò davvero molto forte e fù il 2° più forte dopo Carapaz.

Alla Vuelta se non fosse stato un luogotenente probabilmente non avrebbe vinto quella tappa.
Un luogotenente è anche un capitano in 2a spesso e quel giorno la Bora se la giocò in quel modo.

Però è assolutamente scorretto dire che Hindley gli fece da gregario, non fece mica i classici 300 metri per preparare l'attacco di Pellizzari?

In quella tappa decisero di alternarsi all'attacco, visto che Pellizzari era in ottima posizione in classifica e potenzialmente ancora in piena lotta anche per il podio.

Il più interessato a rispondere agli attacchi doveva essere Pidcock ma non potendo andare dietro ad entrambi scelse di non seguire Pellizzari perchè lo riteneva meno pericoloso in quanto comunque qualche secondo in più di Hindley lo accusava in classifica.

Hindley a quel punto poteva sfruttare la situazione per rimanere a ruota e, nel caso avessero raggiunto Pellizzari, sarebbe stato lui a contrattaccare.


Però non è che guadagnò molto in classifica, stiamo parlando di qualche secondo.

In questo Giro penso sia una cosa obiettiva dire che tra Corno alle scale e la cronometro ha perso da un minimo di 2 minuti ad un massimo di 2 minuti e mezzo a causa dei problemi fisici. Va detto che Hindley con gli stessi problemi è riuscito a perdere un pò meno di 30s in meno di lui (avrà tenuto duro meglio di lui? l'intensità del problema nel suo caso era minore?... non lo sapremo mai).

Praticamente nonostante l'errore di inesperienza fatto sul Blockhaus si poteva ritrovare alle calcagna di Vingegaard (Vingegaard in versione extra Tour ovviamente).

E tutti gli altri? Per me sono campioni e Pellizzari è trai più solidi nonostante la sua giovane età. Credo che in tutti i GT a cui parteciperà avrà possibilità concrete di finire in top 5 e a volte, se non spesso finirà anche a podio. Spero che riesca un giorno a trionfare in un GT e perchè no anche di ripetersi.

Frank
21 maggio 2026 11:01 Buzz66
Qui hai chiarito meglio il tuo pensiero e condivido tutto. Però siamo uno a uno…è vero che Hindley non gli fece da gregario quel giorno nel senso più stretto del termine (si limitò a chiudere sugli avversari..), ma è altrettanto vero il contrario.
A meno che non vogliamo credere che 300 metri davanti al gruppetto selezionato dei migliori possano aver inficiato il risultato finale della Vuelta di Pellizzari…😉

Buzz66
21 maggio 2026 17:33 Frank46
Sul risultato ha inficiato solo la giornata di crisi. In verità avevo cercato di spiegare anche la questione dei 300 metri come la vedo io ma purtroppo il commento non è stato pubblicato.

Dicevo che il luogotenente non fa un lavoro di quantità ma di qualità. Da quello che mi ricordo Pellizzari quei 300 metri che dici di tirata li fece in 2/3 occasioni. Quando un corridore del genere fa quelle azioni fa macello, perché isola gli altri capitani e riduce il gruppetto a 5/6 corridori.

A quel punto si sposta ed essendo un luogotenente non si può piantare, però ci sta che qualche secondo in più del dovuto lo potrebbe prendere.

Prendi ad esempio Piganzoli che sta facendo da luogotenente a Vingegard. Sul Blockhaus ha tirato i suoi 300 metri e poi ha cercato di ritrovare il suo passo e di non naufragare. A Corno alle Scale quei 300 metri lui non li ha dovuti fare perché ha tirato la Decathlon e lui ha avuto la forza di fare una progressione nel finale che lo ha portato al 3° posto.

Io sono convinto che se lui avesse fatto quella tirata di 300 metri non riusciva ad arrivare 3° e avrebbe perso qualche secondo in più.


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