La cronometro di ieri ha confermato ciò che molti si aspettavano: quando il percorso è veloce e privo di grandi difficoltà altimetriche, il grande favorito resta Filippo Ganna. Il campione italiano ha dominato la prova contro il tempo con una prestazione di altissimo livello, imponendosi davanti a specialisti puri e lasciando agli uomini di classifica il compito di limitare i danni.
Tra questi anche Jonas Vingegaard, che ha chiuso con il tredicesimo miglior tempo. Un risultato comunque positivo per il danese, soprattutto considerando le caratteristiche del tracciato. La cronometro infatti non era particolarmente adatta a un corridore come lui: il percorso era quasi interamente pianeggiante e mancavano quelle salite o rampe impegnative dove un atleta leggero e scalatore come Vingegaard avrebbe potuto fare la differenza.
Il danese ha gestito la prova con intelligenza, senza andare fuori giri e mantenendo un distacco contenuto dagli specialisti. In percorsi più mossi, con pendenze capaci di esaltare il rapporto peso-potenza, Vingegaard avrebbe probabilmente potuto esprimersi meglio. Su un tracciato così rapido, invece, la superiorità di Ganna era difficilmente contrastabile. Nonostante tutto, il leader della Visma -Lease a Bike resta fiducioso per il prosieguo della corsa e si è detto ottimista e convinto di avere ancora grandi possibilità di conquistare la maglia rosa nei prossimi giorni, soprattutto quando il percorso inizierà a proporre montagne e arrivi più adatti alle sue caratteristiche. Le tappe più dure devono ancora arrivare, ed è lì che il danese punta a costruire il proprio assalto alla classifica generale. Al termine della corsa, Vingegaard ha mostrato ottimismo analizzando la propria prova: «Sì è stata una giornata decisamente difficile, perché questa cronometro era lunga e pianeggiante. Non è la mia specialità - ha detto il danese - Non sono mai stato bravissimo in questo tipo di prove, e si adattano meglio ai corridori più robusti e potenti. Ma credo di essere in una buona posizione».
Alla fine il due volte vincitore del Tour è arrivato tredicesimo con un ritardo di 2’59” dallo specialista delle prove contro il tempo Filippo Ganna.
«Mi sto avvicinando alla maglia di leader. Sarebbe stato bello poter indossare già ieri la maglia rosa, perché bisogna godersi ogni giorno la maglia di leader. Ma sono contento anche di indossare quella blu».
Parole queste, che confermano la serenità del danese, convinto che il Giro cambierà volto nelle prossime tappe, soprattutto quando arriveranno le grandi salite dove le sue qualità potranno fare la vera differenza.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.