Tom Crabbe continua a vincere e forse, a questo punto, nessuno dovrebbe più stupirsi del contrario. Il giovane belga del Team Flanders Baloise è infatti in stordente ascesa e sprintare davanti a tutti, con quattro vittorie stagionali già in tasca e una fiducia sempre più granitica, è qualcosa che ormai gli viene incredibilmente facile anche se, si sa, imporsi nel ciclismo di oggi non è mai impresa agevole.
Oggi poi, sul traguardo di Marmaris, abbiamo scoperto che il nativo di Jette può contare al Giro di Turchia su un supporto speciale e un’extra spinta motivazionale visto che, a seguirlo in questa prima speciale avventura asiatica della carriera, sono presenti anche papà Hans e mamma Sonia che, approfittando dell’impegno del figlio, hanno deciso di prendersi qualche giorno di vacanza e tornare in un luogo che avevano già avuto modo di esplorare in passato.
“Non è la nostra prima volta in Turchia” ci hanno detto i genitori di Crabbe nei pressi dell’arrivo della seconda tappa. “Eravamo già stati qui nel 1992. Sicuramente il paese è cambiato molto, ma resta sempre un posto davvero bellissimo, con cose meravigliose da vedere (ieri, ad esempio, abbiamo visitato Efeso) e ottimo cibo”.
Ed è proprio in un ristorante locale con vista sullo splendido mare della località balneare turca che la coppia ha ingannato l’attesa prima dell’arrivo del figlio che, dopo aver tagliato il traguardo in prima posizione, non ha mancato di abbracciarli in maniera calorosa ed emozionata, una scena questa che 24 ore fa non si era potuta concretizzare perché i due non erano presenti sul traguardo di Selçuk
“Ieri non siamo riusciti a vedere l’arrivo perché, dopo esser stati alla partenza, non abbiamo fatto in tempo in macchina ad arrivare al traguardo” ha ammesso la coppia che oggi, invece, non si è fatta scappare l’ennesimo grande scalpo stagionale del figlio.
“È una sensazione incredibile vederlo vincere così. È ancora molto giovane e negli ultimi quattro anni è cresciuto davvero tanto ma in quest’ultimo ciò che sta facendo è davvero fantastico” ha commentato Hans che, in cuor suo, aveva iniziato a mettere in conto un exploit simile da parte di Tom in questo 2026.
“Un pochino ci aspettavamo che potesse fare dei risultati del genere perché ci aveva detto che avrebbe avuto diverse possibilità. Ha attraversato un momento difficile durante le gare fiamminghe perché è caduto e ha riportato degli ematomi che dopo tre giorni si sono ingrossati. Il suo corpo non reagiva in sostanza come avrebbe dovuto ma ora è ok ed è in un ottimo momento di forma. Il migliore della sua vita? Questo lo vedremo tra vent’anni, ma fino a questo punto forse lo è” ha esclamato sorridente Sonia la quale, insieme al marito, ci ha poi spiegato che tipo di ragazzo sia Tom giù dalla sella.
“È un ragazzo molto modesto, molto positivo. È davvero appassionato di questo sport e di tutto ciò che ne concerne, sia dal punto di vista fisico che mentale. È dotato di un gran senso dell’umorismo, e più è nervoso, più questo suo aspetto emerge. Per il resto ora sta solo cercando di mantenersi in salute e questa è la cosa più importante”.
Inevitabile per lui, considerati i successi a ripetizione infilati in questa stagione, che sempre più squadre lo stano mettendo nei propri radar (“Sappiamo che molte squadre sono interessate e che lui ora sta discutendo col suo manager su come muoversi” le parole a riguardo di Hans) per la prossima stagione quando si troverà certamente a vestire un’altra maglia a causa della chiusura del Team Flanders Baloise, formazione che, sia per i genitori che per lo stesso Tom, ha indubbiamente contribuito all’esplosione del nome nuovo delle volate belghe.
“Questo team è veramente una grande famiglia, ed è stupendo farne parte. Come genitore, trovo sia qualcosa di davvero bello perché alla fine il ciclismo non è uno sport individuale ma di squadra. Per questo, come avete visto oggi, ci congratuliamo sempre con ogni corridore e membro dello staff che compone il team, è molto importante farlo” ha affermato Hans.
“Penso sia davvero importante avere questa squadra a sostenermi. Sono uno di quei ragazzi che è stato ignorato dalle grandi squadre di sviluppo, ma che aveva solo bisogno di qualche anno e mese in più per crescere e arrivare al punto in cui mi trovo ora: tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la squadra in cui sono adesso. Tutti al suo interno, dallo staff ai corridori, mi hanno dato tantissima fiducia e sono super motivati a lavorare per me perché sanno che, se vinco, non lo faccio per me ma per tutti loro” gli ha fatto poi eco in conferenza Tom, ovviamente pronto a dispensare bellissime parole anche per i suoi genitori.
“Mi hanno sempre sostenuto fin da quando ero un ragazzo. È fantastico che siano riusciti a venire qui e sono felicissimi per me perché sto realizzando ciò che ho sempre sognato. È davvero bello fare tutto ciò in un’altra parte di mondo rispetto al Belgio, è una sensazione incredibile” ha dichiarato Crabbe che, sicuramente, potrà contare sulla vicinanza della propria famiglia anche nelle prossime settimane quando, una volta tornato dal Giro di Turchia, riattaccherà il numero nelle corse di casa.
“Dopo questa corsa tornerò a casa e mi riposerò un po’, poi credo ricomincerò al GP Criquielion e disputerò quindi alcune gare in Belgio con l’obiettivo di preparare i Campionati nazionali che si terranno ad Anversa su un percorso pianeggiante ideale per me” ha chiosato il classe 2005 che, non è da escludere, possa arrotondare presto il proprio bottino personale. Ma se lo farà, d’ora in avanti, (forse) non ci sarà più da stupirsi.