La prossima sfida è già lì, dietro l’angolo, e Paul Seixas non sembra avere alcuna intenzione di rallentare. Domenica lo aspetta la Liegi-Bastogne-Liegi, la più antica delle classiche Monumento, e lui ci arriva con un’aura nuova: quella del vincitore e del predestinato. In Francia, nel giro di poche ore, è diventato molto più di un giovane talento. È un fenomeno nazionale, un nome che rimbalza tra televisioni, giornali e social, capace di accendere entusiasmo come non accadeva da anni. Eppure lui resta lì, con i piedi ben piantati a terra.
«La vittoria nella Freccia mi dà un po’ più di fiducia, ma sarà una gara completamente diversa, con altri avversari molto forti che non sono qui. Ogni gara è diversa e dovremo fare una grande prestazione per essere in testa», spiega Seixas, 19 anni, leader della Decathlon CMA CGM e 7 vittorie in questa stagione che ne fanno il plurivittorioso del 2026 con Evenepoel.
Il riferimento è chiaro, alla Liegi-Bastogne-Liegi il livello si alzerà ancora, e tra i protagonisti ci sarà sicuramente Tadej Pogacar, il dominatore di queste corse: ha vinto tre Liegi, ha conquistato 12 Monumenti (davanti a lui solo Merckx con 19). «Pogacar domina questo tipo di gare, quindi ovviamente correremo di conseguenza. Sarà diverso». Seixas lo sa, ma non si tira indietro. Anzi, sembra quasi attratto dalla sfida. Anche perché un legame con questa corsa ce l’ha già: «Come per la Freccia Vallone, ho seguito molto la corsa in Tv, ma ho corso anche la Liegi da junior, quindi conosco un po’ meglio le diverse salite». Anzi: il giovane francese nel 2024 ha vinto la Liegi junior, arrivando tutto solo e staccando di 9” Daan Dijkman, il giovanissimo olandese della Uae Emirates Gen Z che allora aveva 16 anni e ha poi vinto la Liegi jr in questa stagione, e il belga Jenthe Verstraete (Ef).
Quel successo del 2024 potrebbe tornargli utile, anche se il salto tra le categorie è enorme. Ma la settimana appena trascorsa ha dimostrato un fatto: il giovane transalpino non ha paura dei salti. Tutto è cambiato mercoledì, sulle rampe impossibili del Muro di Huy, quando ha conquistato la Freccia Vallone con un’azione tanto semplice quanto devastante. Un attacco secco, a 300 metri dal traguardo, dopo una corsa tutt’altro che lineare. «La mattina avevamo un piano molto diverso, ma non si può fare tutto alla perfezione, soprattutto in una corsa dove le posizioni sono caotiche. In realtà ho rotto un raggio in cima alla salita. È stata una vera e propria lotta».
Il successo non è arrivato per caso e la strada è stata costruita anche grazie a una squadra perfetta: «I ragazzi hanno fatto un lavoro fantastico nel mettermi nella posizione giusta. Avevamo un piano preciso, anche se non è andato tutto per il verso giusto. Ma sono riuscito a infilarmi e a sfruttare il lavoro fatto». Il talento di Lione ha dimostrato intuito e grande capacità di interpretare la gara e anche questo gli tornerà utile per affrontare la Liegi: «In salita mi sono affidato all’istinto. Ho osservato chi mi stava intorno, ho valutato i miei avversari e ho sferrato l’attacco a 300 metri dal traguardo».
Quanto accaduto in cima al Muro di Huy è ormai parte di una storia, bellissima e forte, nella quale Seixas ha dimostrato di poter competere con i grandi nomi del ciclismo. A 19 anni e 210 giorni Seixas è il più giovane vincitore della Freccia Vallone, un’impresa che ha fatto esplodere l’entusiasmo in Francia. Ma lui, ancora una volta, rifiuta le etichette: «Non mi interessa. Sono il leader della squadra e la mia età non conta. Quando arrivo a una gara, è per cercare di vincerla e non devo mostrare quanto io sia giovane. Dal divano o davanti alla Tv si potrebbe pensare che sia facile quando Pogacar non c’è, ma no, bisogna sempre dare il massimo per vincere. Il livello del World Tour è altissimo».
Parole da veterano, più che da ragazzo di 19 anni. Frasi che spiegano perché la Francia si sia innamorata così in fretta di lui. Non solo per quello che fa in bici, ma per come lo racconta: senza euforia eccessiva, senza paura.
«Non ho ancora realizzato del tutto questa vittoria. Sono già concentrato sulla Liegi. Gli obiettivi continuano ad arrivare e bisogna restare concentrati. La Liegi è una corsa bellissima, ma serve concentrazione se veramente si vuole ottenere qualcosa. Io sono pronto».
E così, mentre il ciclismo si prepara alla prossima grande battaglia, Paul Seixas si presenta al via senza timori. La Freccia Vallone lo ha consacrato, la Liegi-Bastogne-Liegi potrebbe trasformarlo definitivamente in qualcosa di più: non solo una promessa mantenuta, ma il nuovo volto del ciclismo francese.
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