DE CASSAN AL TOTA IN AZZURRO. «GARA DURA MA LA MOTIVAZIONE È ALTA. OCCASIONE IMPORTANTE CHE VOGLIO SFRUTTARE AL MEGLIO»

INTERVISTA | 19/04/2026 | 08:15
di Luca Galimberti

Ha messo la nuovissima maglia azzurra della Nazionale in valigia ed è pronto ad affrontare i prossimi giorni con la stessa grinta che ha messo in mostra in questi primi mesi del 2026: Davide De Cassan è pronto per il Tour of the Alps. Il 24enne atleta nato a Riva del Garda e residente a Cavaion Veronese, è stato convocato dai CT Amadio e Amadori per prendere parte alla gara a tappe che prenderà il via da Innsbruck lunedì e si concluderà a Bolzano venerdì dopo cinque tappe e 762 chilometri.


Davide, con che sensazioni e con che spirito affronti questo appuntamento con il Tour of the Alps?


«Arrivo a questa gara prestigiosa dopo aver lavorato bene in queste ultime settimane. Mi sono preparato  perché possa avere la miglior condizione possibile. Sarà certamente una gara dura ma al tempo stesso rappresenta un palcoscenico importante. Poter gareggiare con la maglia della Nazionale è un’occasione importantissima per cui ringrazio i Commissari Tecnici».

Sai già quale sarà il tuo ruolo in squadra?

«Di questo parleremo nel dettaglio con lo staff azzurro, quello che posso assicurare è che affronterò le cinque tappe che ci attendono col massimo impegno. L’obiettivo è cogliere il massimo possibile da questa esperienza. Il livello è altissimo ed anche le mie motivazioni lo sono».

Con te in questa avventura ci saranno compagni molto giovani: Attolini, Bicelli, Quaglia, Vesco, Bambagioni e Cattani.

«Sono il più “anziano” della spedizione ma anche i miei compagni sono preparati, non hanno bisogno di troppi consigli da parte mia. Certamente ci supporteremo l’un l’altro in queste cinque tappe molto esigenti e cercheremo di fare il meglio possibile per onorare la maglia azzurra».

La convocazione in Nazionale per il Tour of the Alps è arrivata dopo un inizio di stagione molto positivo per te

«Sì. Partire bene era fondamentale, volevo farlo per me e per ringraziare la General Store - Essegibi – Fratelli Curia che mi ha accolto in squadra quest’anno. A gennaio il team ha organizzato un training camp che mi ha consentito di prepararmi nel migliore dei modi. Sono arrivato al Giro di Sardegna in condizione e ho ottenuto davvero un buon risultato (5° nella tappa di Nuoro e 7° in classifica generale, ndr). Al Trofeo Laigueglia, pur non avendo fatto un piazzamento “vistoso” (25°, ndr), mi sono piaciuto. Il livello della gara era alto e non sono arrivato poi così lontano dai migliori. Anche alla Settimana Coppi e Bartali ho avuto buone sensazioni. L’annata è ancora lunga e ricca di appuntamenti ma sono davvero soddisfatto di questa prima parte di stagione».

C’è qualcosa in particolare che ti ha colpito in questi primi mesi trascorsi nella Continental veronese?

«Sono rimasto piacevolmente colpito dalla fiducia che c’è in squadra, l’ho sentita appena ho avuto i primi contatti con la dirigenza. Alessandro Spiniella ha creduto subito nel mio valore e mi ha voluto fortemente voluto in squadra, per questo gli sarò sempre grato. Inoltre rivolgo un ringraziamento anche alla famiglia Beghini. Entrato in squadra ho compreso che la fiducia è uno dei cardini su cui poggia tutto il progetto del Team General Store - Essegibi – Fratelli Curia, un tassello piccolo ma fondamentale. Ogni componente della squadra, dallo staff ai corridori, è coinvolto nel progetto e fa il massimo perché tutto il gruppo possa rendere al meglio».

E il gruppo sta togliendosi grosse soddisfazioni.

«Decisamente. Tutti noi a turno stiamo ottenendo risultati di rilievo, questo è significativo di come il progetto del team sia importante e portato avanti da persone che, ciascuna nel proprio ambito di competenza, si impegnano al massimo».

 Ora davanti a te hai l’appuntamento con il Tour of the Alps, quali altri impegni hai in agenda?

«Dopo il Tour of the Alps correrò il Giro dell’Appennino e poi una trasferta tra Belgio e Paesi Bassi per Ronde van Overijssel, Famenne Ardenne Classic e due gare dal percorso molto esigente come Hautes Fagnes e Flèche Ardennaise. L’obiettivo principale è dare il massimo in questo blocco di gare e poi credo che rifiaterò un po’. Faremo il punto della situazione, un primo bilancio, e inizieremo a costruire la seconda parte della stagione».

Concludiamo con un tuo obiettivo da raggiungere, la cosa che ti farà essere soddisfatto a fine anno.

«L’obiettivo principale è tornare professionista. Ma cerco di raggiungerlo per gradi, senza particolari stress. Sono circondato da persone che, come ho detto prima, credono molto e stanno facendo il massimo perché io possa centrare quell’obiettivo. Saranno la strada e le corse a dare il loro verdetto, io mi impegnerò e cercherò di cogliere ogni occasione, a partire dai prossimi giorni».

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