Elise CHABBEY. 10 e lode. Lavora tutto il giorno per la sua capitana, per Demi Voellering. Nel finale fuga con Dominika Wlodarczyk, ma alla fine è lì con le migliori otto per giocarsi la corsa e se la porta a casa tenendo duro sull’ultimo strappo di Santa Caterina e nel toboga finale, in discesa, se la gioca con astuzia. Vince con pieno merito, dopo aver corso con il vento in faccia tutto il giorno. Vince grazie a delle buonissime gambe, ma anche la testa non è stata male.
Kasia NIEWIADOMA. 8. Sempre lì, nel vivo della corsa, senza mai darsi per morta. Ci prova, ma oggi la svizzera ha qualcosa di più.
Franziska KOCH. 7. La tedesca ha smalto e baldanza nel finale, ma paga forse un po’ di tecnica nel tratto finale in discesa, dove non si può sbagliare nulla.
Elisa LONGO BORGHINI. 7. Corre con grande lucidità, fino alla fine, quando è lei a provare sullo strappo di Santa Caterina il tutto per tutto. Bisogna rischiare di perdere per provare a vincere, dirà a caldo nel dopocorsa: parole sante. Come questa regina del pedale che il tricolore lo porta sempre lassù in alto.
Magdeleine VALLIERES. 7. La canadese campionessa del mondo dimostra di essere degna della maglia che veste. A 6 km dalla fine rientra sul terzetto di testa e se la gioca fino alla fine.
Puck PIETERSE. 6,5. L’olandese va a fasi alterne, ma la sua corsa è comunque di livello assoluto.
Marianne VOS. 6,5. La “volpe” è al debutto stagionale. Per un fenomeno della natura, che ha vinto tutto in carriera meno la Strade Bianche, questo è un traguardo prelibato. «È una corsa che mi fa battere il cuore», dice alla vigilia. A 38 anni suonati getta il cuore oltre l’ostacolo: come sempre.
Monica TRINCA COLONEL. 6,5. Si piega ma non si spezza. Rischia di andare alla deriva, poi torna a riva e se la gioca fino alla fine.
Shirin VAN ANROOIJ. 5,5. La 24enne olandese è la prima di quelle che hanno fatto un’altra corsa. Buono il suo piazzamento nella top ten, ma si poteva fare di più.
Niamh FISCHER-BLACK. 5,5. Per lungo tempo dà l’impressione di essere sul pezzo, poi non trova le forze per reagire anche alle avversità.
Demi VOLLERING. 5. Una foratura nel momento meno indicato la mette fuori strada, poi fuori strada ci finisce per davvero con il gruppetto delle inseguitrici che finiscono in un tratto di strada secondario che nulla centra con la corsa. Giornata no, e non solo per la sfortuna. Tra le atlete in gara era sicuramente la più attesa. La campionessa d’Europa inseguiva il tris, ma dei suoi sogni resta solo polvere.
Pauline FERRAND PREVOT. 5. Al primo passaggio sulle Tolfe, a 42 km dal traguardo, è costretta a mettere piede a terra per guasto meccanico. Sconsolata, la corsa le scappa via. Per lei era il debutto stagionale: sarà buona la seconda.
Anna VAN DER BREGGEN. 5. Fora nel tratto sterrato di San Martino in Grania, a oltre 50 chilometri dal traguardo. Non il momento migliore per inseguire.
Lotte KOPECKY. 4. Sempre in affanno, ad ogni accelerazione, ad ogni strappo violento nei tratti di creta senese, lei paga.
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