SEIXAS, LA VOGLIA DI STRADE BIANCHE E QUEL TOUR CHE ALEGGIA

PROFESSIONISTI | 05/03/2026 | 08:34
di Francesca Monzone

Appuntamento sabato sullo sterrato della Strade Bianche: Paul Seixas ci crede, e non ha paura a dirlo. «Questa è una delle mie corse preferite, la guardo in tv da quando avevo 12 o 13 anni. Ho disputato due volte l'Eroica nel calendario della Coppa delle Nazioni Under 23, e includeva parecchi settori di strade bianche. Mi sono divertito molto perché mi sembrava come il ciclocross».


Già, Seixas è stato ciclocrossista e ha l'abilità di guidare sullo sterrato, anche se gli manca ovviamente l'esplosività di Pogacar. In ogni caso il giovane di Lione della Decathlon CMA CMG, che ha appena 19 anni, è sicuramente uno dei più attesi nella classica di Siena: «E' una gara che mi si adatta molto. La lista dei partenti è impressionante, e il mio obiettivo, con l'aiuto dei compagni, è vedere dove mi potrò collocare io».


L'anno scorso il grande ciclismo si è subito accorto di Seixas: terzo all'Europeo alle spalle di Pogacar ed Evenepoel, settimo al Lombardia, ottavo al Delfinato, 13° al Mondiale in Ruanda e poi vincitore del Tour de l'Avenir. Nel 2026 subito un successo alla Volta Algarve in salita davanti ad Ayuso, e secondo in classifica alle spalle dello spagnolo, e poi l'impresa alla Faun Ardeche Classic con 40 km di fuga solitaria dopo aver staccato Matteo Jorgenson, non uno qualsiasi. Sul podio era stato presentato come una rockstar al mattino e di nuovo la sera dopo la vittoria. La Francia vede in Seixas quel vincitore di Tour de France che manca da Hinault 1985, ma quale programma disputerà il lionese? La sua Decathlon-CNA CMG resta abbottonata, ma diversi fattori suggeriscono che il talentuoso diciannovenne potrebbe debuttare al Tour de France quest'estate.

«Il piano non è cambiato» ha spiegato Sébastien Joly, direttore sportivo della squadra WorldTour francese. Sicuramente Seixas non parteciperà né al Giro d'Italia né alla Vuelta, e nella seconda parte di stagione l'obiettivo sono i Mondiali a Montreal in Canada (gara in linea il 27 settembre, possibile anche la cronometro una settimana prima), che si adattano perfettamente alle sue caratteristiche. Prima, parteciperà al GP Québec (11 settembre) e al GP Montréal (13 settembre).

Sabato, dopo la Strade Bianche, Seixas tornerà a casa a Lione per allenarsi (possibilmente in parte in quota), quindi ripartirà con il Giro dei Paesi Baschi (6-11 aprile) e correrà due classiche delle Ardenne: Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi, mercoledì 22 e domenica 26 aprile.

«Faremo il punto della situazione più avanti; le cose sono molto chiare e credo che potersi concentrare completamente su questi obiettivi gli permetta di sentirsi libero - ha continuato Joly -  È perché lavoriamo bene in questo modo che non cambiamo i piani».

Un calendario che sembra ideale per una possibile partecipazione al Tour: «Mi apre diverse possibilità, è questo che mi ha attratto», diceva Seixas a dicembre. E poi, a febbraio: «Ho detto che il Tour non è un'ossessione semplicemente perché so che lo farò un giorno, e correrlo quest'anno o il prossimo non è di fondamentale importanza. Vorrei quasi trattenermi perché mi dico che partecipare è uno dei miei più grandi sogni».

Senza il Tour, invece, ci sarebbe un vuoto nel calendario di Seixas. Dopo la Liegi-Bastogne-Liegi, il leader della Decathlon potrebbe correre il Delfinato o il Tour de Suisse a giugno, corse minori come il Tour de l'Ain o la nuova Lione-Torino a luglio, il Giro di Polonia ad agosto e il Tour of Britain a settembre prima dei Mondiali.

L'opinione di Seixas avrà in ogni caso un peso particolare, soprattutto perché la dirigenza e gli sponsor della squadra accoglierebbero con favore la sua presenza a luglio. «Sappiamo che c'è molto in gioco nei Grandi Giri. Eravamo convinti che il Giro d'Italia arrivasse troppo presto nel suo piano di preparazione - aveva detto Dominique Serieys, direttore generale del team - Personalmente, sarei favorevole alla sua partecipazione al Tour».

Anche perché la squadra ha bisogno di un corridore di punta che lasci il segno a luglio. È sempre difficile per una squadra francese fare a meno del suo miglior corridore al Tour, ma lo staff, piuttosto che annunciare la partecipazione e poi rimanere deluso, preferisce andare sul sicuro e aspettare. Seixas, campione del mondo juniores a cronometro a Zurigo 2024, ha concluso il Delfinato completamente esausto (l'ultimo giorno ha chiesto di essere portato giù dal Moncenisio in auto anziché in bicicletta, perché non si sentiva abbastanza lucido). Anche se i suoi progressi da allora sono stati esponenziali, la forma e il recupero dovranno essere monitorati dopo una serie di gare «in cui andrà sempre per vincere», spiega il d.s. Joly, e quindi dovrà spingersi al limite. Per inseguire quel sogno Tour che non è mai sembrato così vicino.


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COMMENTI
Leggo
5 marzo 2026 09:21 Greg1981
"anche se gli manca ovviamente l'esplosività di Pogacar".
Ma è mai possibile che bisogna tirar fuori affermazioni del genere ?

Stavolta Greg sto con te
5 marzo 2026 10:37 VanDerPogi
Quell' "ovviamente" non accompagnato da alcun dato stona molto.
Certo Seixas da quanto dice lui stesso ed i suoi allenatori non ha numeri pazzeschi in fatto di esplosività (in gergo, non è un atleta "glicolitico") ed è più un diesel, ma ha comunque 19 anni e ampi margini di miglioramento ovunque

Sempre le solite
5 marzo 2026 10:56 fransoli
Sterili polemiche facendo le pulci agli articoli, poi non capisco chi risponde dicendosi d'accordo e cita seixas e i suoi allenatori che invece suffragano l'affermazione di partenza e non la critica, poi ovvio che seixas ha 19 anni e quindi ha tutti i margini di miglioramento di questo mondo.

Comunque
5 marzo 2026 11:00 fransoli
Bel test per il francese per me sarà lui il contender principale, anche se il percorso alleggerito può lasciare aperta la porta anche per van aert, con l'incognita legata alla sua condizione

Greg1981
5 marzo 2026 11:08 Eli2001
Ovviamente forse per gli scontri diretti dello scorso anno entrambi a sfavore di Seixas? Certo non c'è articolo in cui certi utenti non trovino un appiglio per fare polemiche sempre a senso unico. Seixas è un emergente, Pogacar è il dominatore quasi incontrastato del ciclismo attuale. Sabato magari cambia e vince Seixas però se diamo retta a te non si può più dire niente.

Eli2001
5 marzo 2026 12:04 Greg1981
Ovviamente. Con te a guardiano di ogni articolo. Sotto ogni articolo, c'è sempre la tua firma a rintuzzare ogni critica. Non hai guardato il Laigueglia perchè non ti interessa, ma hai sempre tempo per difendere ogni articolo che esce, appena leggi i nomi di chi scrive. È una cosa davvero impressionante, quasi un lavoro

Ha 19 anni
5 marzo 2026 12:42 Albertone
Basterebbe ricordare ciò. Oviamente che ovviamente, a 19 anni non è paragonabile a Pogacar

Greg1981
5 marzo 2026 13:43 Arrivo1991
Sempre così,tranquillo. Vigila e corregge 😉

Greg
5 marzo 2026 14:24 Eli2001
il mio sogno sarebbe ricevere una volta ogni tanto un commento nel merito di quello che scrivo. Sembra impossibile invece.

La fretta non premia
5 marzo 2026 15:51 seankelly
Aspetti, ancora ha solamente 19 anni e mezzo! Non ha senso. Faccia la Sanremo, le classiche ardennesi, small tour, mondiali e Lombardia, ma per i GT è troppo prematuro.

VanDerPogi
5 marzo 2026 16:43 ghisallo34
Menomale che qualcuno se ne accorge di questo modo di scrivere.
Non ho trovato una sola intervista , team dell'amore a parte, dove ci sia da trovare una magagna o una pecca.

Ghisallo34
5 marzo 2026 17:18 Eli2001
La pecca è negli occhi di chi guarda, lo stesso VanDerPogi dice che "Seixas da quanto dice lui stesso ed i suoi allenatori non ha numeri pazzeschi in fatto di esplosività". Non si deve dire che è meno esplosivo perchè ha 19 anni? Oggi, fino a prova contraria, ha dimostrato di essere meno esplosivo. Oggi. A 26 anni non si sa, tra un anno non si sa. Si parla di "oggi". Altrimenti davvero tutto diventa opinabile.

Fransoli
5 marzo 2026 19:50 Stef83
Se non sbaglio è stato indurito,non alleggerito il percorso!

Stef83
5 marzo 2026 21:52 Bicio2702
Confermo. È stato indurito.
Tanto da far desistere MvdP a parteciparvi...

Per ammorbidire la polemica
5 marzo 2026 22:06 VanDerPogi
Glicolitici si nasce.
Tanti ciclisti che da giovani erano esplosivi/finisseur/velocisti andando avanti con la carriera hanno migliorato in resistenza perdendo leggermente in esplosività. Potremmo fare decine di esempi a riguardo.
Non mi ricordo di ciclisti che a 20 anni erano fermi in volata o negli scatti violenti e che a 30 si sono improvvisamente scoperti esplosivi.
Per quel poco che sappiamo di Seixas, non è uno che vince le volate in gruppo ristretto con sparate a 1500W, ma più uno che stacca tutti sul passo. Molto diverso da un altro giovane come Del Toro che da giovanissimo invece ha mostrato la sua sparata col picco di potenza.
Detto questo, concordo con il fatto che quella frase nell'articolo poteva essere evitata... amen. Di solito leggo volentieri gli articoli della Monzone

Fa bene
5 marzo 2026 22:07 Arrivo1991
Fare il Tour senza troppe pressioni e senza compiti particolari, puo' essere un buon trampolino.
La classe è indiscutibile.

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