VAN DER POEL. «DA SEMPRE VOLEVO CORRERE L'OMLOOP. PRESSIONE? CI SONO PHILIPSEN E GROVES...»

PROFESSIONISTI | 27/02/2026 | 18:00
di Francesca Monzone

Per la prima volta ci sarà anche Mathieu Van der Poel domani al via della Omloop Nieuwsblad, la grande classica di apertura del calendario fiammingo. È altissima l’attenzione e l’attesa per l'olandese, che ha vinto 8 Monumenti (2 Sanremo, 3 Fiandre e 3 Roubaix): con lui al via, ogni corsa è diversa e può diventare unica.


«Quando guardavo la Omloop in televisione, mi dicevo che era un peccato non esserci» ha spiegato in apertura di conferenza stampa. Il primo febbraio VdP ha conquistato l'ottavo, storico, Mondiale di ciclocross, poi si è ritagliato un breve periodo di vacanza: «Ovviamente non perdi del tutto la condizione, ma a essere onesto ero un po' dispiaciuto: ho sempre detto che avrei voluto vedere come rispondeva il mio corpo dopo il primo periodo di allenamenti su strada, e adesso sento che il mio livello è abbastanza buono per correre l'Omloop. La decisione finale l'ho presa lunedì».


Da Gand a Ninove, 207 chilometri con 9 Muri del Fiandre e 14 settori di pavé: ci saranno Magnier e Philipsen, Girmay e Brennan, Pidcock e Wellens, Kung e Laporte.«“Lo ripeto: io guardavo la corsa in tv in questi anni e mi dispiaceva non esserci. Ho sempre avuto in mente di correrla, e se fossi capace di vincerla sarebbe una bellissima corsa in più nel mio palmares. Fare un giorno di gara in più pensando alle prossime settimane non è mai una brutta cosa».

Giovedì MVdP ha fatto la ricognizione del finale in compagnia dell'olimpionico Greg Van Avermaet, oro a Rio 2016, che l'Omloop l'ha vinta nel 2016 e 2017.«“Mi chiedete se ho imparato abbastanza? Beh, non è che io non conosca le Ardenne fiamminghe... Non c'è niente che mi abbia sorpreso, ma è stato un bene vedere di nuovo la sequenza delle salite».

E per quanto riguarda lo svolgimento della corsa e la tattica, Van der Poel è realista: «E' una corsa dura, ma spesso resta chiusa perché è difficile fare grandi differenze. Il Muur (l'iconico Grammont di Geraardbergen, ndr) e il Bosberg sono importanti, ma se la corsa si deciderà lì domani, lo sapremo solo... domani».

L'Alpecin-Premier Tech schiererà anche Jasper Philipsen, terzo nel 2025, al fianco di Van der Poel: «La pressione non è per niente sulle mie spalle. Io parto in ogni corsa con ambizioni, ma con Philipsen e Groves abbiamo corridori che possono superare le salite e vincere allo sprint. E questo crea sicuramente delle opportunità tattiche per noi».

Dopo l'Omloop, Van der Poel correrà la Tirreno-Adriatico (9-15 marzo) e la Milano-Sanremo sabato 21 marzo, vinta nel 2023 e 2025. Poi le classiche del Nord: venerdì 27 marzo E3 a Harelbeke, domenica 29 marzo In Flanders Fields (ex Gand-Wevelgem), domenica 5 aprile Giro delle Fiandre e domenica 12 aprile Parigi-Roubaix. «Il mio programma primaverile ha dimostrato di essere una ricetta di successo e non vedo per quale ragione io debba cambiarlo». Ha proprio ragione.


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