C’è stato da combattere, ma alla fine l’UAE Tour 2026 è della UAE Team Emirates-XRG (salvo cataclismi domani). Isaac Del Toro è riuscito a staccare tutti e a fare sua la salita di Jebel Hafeet, mandando in visibilio i dirigenti della squadra, con Mauro Gianetti e Joxean Matxin in prima fila.
«Ero nervoso questa mattina, sentivo la responsabilità - ha ammesso Del Toro -. La pressione c’era, ma soprattutto perché me l’ero messa addosso da solo. Non è stato affatto facile staccare tutti e vincere, devo dire grazie alla squadra per il grande supporto che mi ha dato tutto il giorno. Il primo attacco non è andato a buon fine, ho visto dall’ombra che Tiberi rimaneva attaccato. Ma non mi son perso d’animo, ho respirato e ho attaccato di nuovo, e il secondo tentativo è stato quello buono. Non è stata la mia miglior performance in una lunga salita, spesso quelle arrivano quando meno le cerchi. L’altro giorno a Jebel Mobrah mi aveva spaventato il profilo della salita, così l’ho presa con molta calma e mi son fatto sfilare. Sono andato vicino a fare un miracolo con quella rimonta. In generale, comunque, è la conferma che il lavoro che stiamo facendo sta andando nella giusta direzione».
Buona la prima, quindi, per il ‘Torito’, atteso alla stagione della definitiva consacrazione. L’impressione, comunque, è che di questo ragazzo si debba ancora vedere il meglio. Intanto mette in palmares la prima corsa a tappe WorldTour: «La mia volontà è essere ancora più costante e capire che tipo di corridore posso diventare - prosegue Del Toro -. Vincere la mia prima corsa a tappe WorldTour è sicuramente importante da questo punto di vista. Sento di avere ancora tanto da imparare».
Come di consueto, il messicano non ha particolarmente voglia di parlare, ancor di più se gli si chiede delle prossime gare.«Andrò a Strade Bianche e Tirreno Adriatico, ma non chiedetemi nulla su queste gare perché non so nulla e non ci sono ancora con la testa».