Cian Uiterbroeks era tra i corridori che ieri nella cronometro della Volta Comunitat Valenciana avrebbero preferito l’annullamento della prova, piuttosto che la neutralizzazione del tempo. Il belga, che da quest’anno corre con la Movistar, pensa che correre una cronometro con il tempo neutralizzato sia poco importante e che quindi, sarebbe stato meglio fermare la gara.
«E’ stato difficile ieri, il vento era veramente forte. Già durante la ricognizione le barriere volavano ovunque. Quindi sì, secondo me, non è stato molto responsabile. Ma va bene, per fortuna che c’è stata almeno la neutralizzazione del tempo per la classifica generale e alla fine il nostro compito doveva essere solo quello di completare il percorso».
Quella di ieri è stata veramente una cronometro atipica, perché oltre alla neutralizzazione del tempo, i corridori hanno usato le normali bici da strada. «Certo che possiamo fare una cronometro con una bici da strada. Siamo ciclisti professionisti, quindi abbiamo le capacità per andare con qualunque bicicletta. Ma sono sempre convinto che non sia stata una corsa sicura».
Ai corridori è stato chiesto di dare una preferenza sulla cronometro valida come seconda tappa della Volta Comunitat Valenciana. Ad ogni squadra è stato domandato se fosse il caso di fare la cronometro come da programma, se neutralizzare il tempo o se annullarla e la maggioranza ha chiesto di correre con la neutralizzazione.
«Ma se avessi potuto scegliere da solo l'avrei semplicemente annullata. È chiarissimo. Penso che ci fossero corridori che avrebbero voluto fare la differenza nella classifica generale con questa cronometro e trarre quindi un vantaggio importante. Ma ripeto che è pur sempre una questione di sicurezza. E penso che non ci fossero le condizioni per correre. Anche durante la ricognizione, ad un certo punto mi sono dovuto fermare e sono risalito in macchina».
Durante la prova del percorso, alcuni corridori hanno trovato delle difficoltà importanti e tra questi Uijtdebroeks è stato uno di quelli che ha sofferto maggiormente le raffiche di vento. «Durante la ricognizione del percorso sono uscito fuori strada per ben tre volte. Quindi penso che la sicurezza venga sempre prima di tutto. Rovinare la stagione a Valencia non è quello che vogliamo, credo».
Ieri mentre i corridori decidevano il da farsi, non c’è stato un consenso totale, ma alla fine il buon senso ha prevalso.
«Penso che ci sia sempre spazio per una discussione e il confronto. È sempre una buona cosa farlo. Quindi non è un male che ci siano discussioni e divisioni. Ma penso che siamo riusciti a trovare un buon compromesso. Chi voleva davvero dare il massimo e testare la sua cronometro in queste condizioni ha potuto farlo. Ma anche chi voleva finire la gara in sicurezza lo ha potuto fare e questa è la cosa più importante».
Per quanto riguarda la vittoria finale tutto verrà rimandato al fine settimana, con le tappe di sabato e domenica che presenteranno un tracciato particolarmente mosso. «Ovviamente per me è stato un vantaggio la neutralizzazione della cronometro, perché in questo modo la classifica generale si deciderà sabato. Quindi alla fine quello che è successo ieri non è stato un fatto negativo».
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