Con la Volta a la Comunitat Valenciana 2026 (4-8 febbraio) è già tempo dei primi interessanti faccia a faccia tra i big del ciclismo. La corsa è giunta alla sua 76ª edizione e nel corso degli anni ha subito vari cambiamenti, sia di nome che di percorso, ma da quando, nel 2016, l’ha presa in mano l’ex professionista Angel Casero ha ritrovato nuova linfa, diventando uno degli appuntamenti più attesi di inizio stagione.
L’albo d’oro è di tutto rispetto, la prima edizione risale addirittura al 1929, ancor prima della Spagna franchista, e sono tre gli italiani che sono riusciti a vincerla: Marcello Bergamo (1974), Dario Frigo (2003) e Alessandro Petacchi (2005), con Fermo Camellini il primo italiano a salire sul podio nel 1942 e Giulio Ciccone l’ultimo nel 2023. Il campione in carica è Santiago Buitrago e la corsa sarà visibile in diretta sui canali di Discovery+.
IL PERCORSO
Come di consueto il percorso è molto vario. Si parte con la Segorbe - Torreblanca di 160 km che, salvo sorprese, dovrebbe subito dare una chance ai velocisti. La prima spallata alla classifica generale arriverà il secondo giorno, con la cronometro individuale di 17 km da Carlet a Alginet e una parte centrale che tende leggermente all’insù.
Un po’ più complicata da leggere è la terza tappa, la Orihuela - San Vicente del Raspeig di 158 km: nel finale va infatti affrontato l’Alto de Tibi (7,5 km al 5%) e subito dopo uno strappo verso il Collado de la Horna (2,2 km al 6,2%), al termine del quale mancheranno una trentina di chilometri. Non è da escludere che possano resistere anche gli uomini veloci, ma molto dipenderà da come verranno affrontate queste salite.
Molto intrigante, nonché decisiva, sarà la quarta frazione, che porterà i corridori da La Nucía a Teulada per 172 km. Dopo le salite del Coll de Rates e dell’Alto del Miserat (5,4 km al 9,7%) in apertura, gli ultimi 70 km sono un susseguirsi di brevi strappi destinati a fare grande selezione. In particolare gli occhi saranno puntati su La Fustera (1,8 km all’8,2%) e il Puig de la Llorença (2,3 km al 9,4%), da supera a una dozzina di chilometri dall’arrivo.
L’ultima frazione, infatti, non appare abbastanza dura per sperare di fare grosse differenze. Sarà cortissima, solo 95 km, con partenza da Bétera e arrivo alla marina di Valencia: a 45 km dall’arrivo andrà superato il Port de Garbí (5,1 km al 7,1%), ultima occasione per gli uomini di classifica per provare a ribaltare le sorti della corsa.
(Altimetrie in copertina)
I FAVORITI
Gli occhi saranno puntati su Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-hansgrohe), che ha iniziato alla grande la sua campagna di Spagna, vincendo due prove del Challenge Mallorca (più la cronosquadre), e vuole concluderla allo stesso modo. Con lui ci sarà anche Giulio Pellizzari, all’esordio stagionale, ma gli avversari non mancheranno.
João Almeida (UAE Team Emirates-XRG) comincerà proprio da Valencia - l’anno scorso chiuse 2° - il suo assalto al Giro d’Italia, e per farlo potrà contare anche su Marc Soler e il giovane Adrià Pericas. All’esordio con la nuova maglia c’è anche Cian Uijtdebroeks (Movistar), mentre andrà in cerca di conferme Antonio Tiberi (Bahrain Victorious) - spalleggiato da Damiano Caruso - apparso già piuttosto brillante alla classica di Morvedre, chiusa al 3° posto. Qualche segnale proverà a darlo Tao Geoghegan Hart, uomo di riferimento della Lidl-Trek per la generale insieme a Mathias Vacek, particolarmente adatto al percorso di quest’anno, e poi occhio anche a Magnus Sheffield (Ineos Grenadiers).
A proposito di Lidl-Trek, spicca la presenza di Mads Pedersen, che punterà almeno ad una tappa, così come Biniam Girmay (NSN), Fernando Gaviria (Caja Rural-Seguros RGA), Magnus Cort (Uno-X Mobility), Giovanni Lonardi (Polti VisitMalta) e Alberto Bruttomesso (Bahrain Victorious).
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