RUFFILLI, DAL RISCHIO DI LASCIARE TUTTO ALLA RIPARTENZA IN LABORAL KUTXA

INTERVISTA | 02/02/2026 | 08:22
di Giorgia Monguzzi

La stagione è già iniziata eppure c’è tempo per qualche colpo di mercato come quello deal Team Laboral Kutxa che ha accolto tra le sue fila Vittoria Ruffilli. La novarese, classe 2002, veniva da una stagione con il Team Roland, una formazione World Tour che ha dovuto affrontare molti problemi e che ha costretto molte atlete a cambiare squadra. Ormai Vittoria voleva smettere, ce lo dice chiaramente quando con una lunga chiacchierata ci racconta della sua annata difficile, ma anche del suo estremo desiderio di ripartire.


Proprio un anno fa vi stavamo raccontando la storia di Vittoria e del suo arrivo nel World Tour, un’avventura tutta nuova in cui sperava di trovare finalmente la sua strada. Il rapporto tra la novarese e la bici non è stato mai semplice, ma nonostante i tanti problemi non ha mai voluto arrendersi nemmeno quando in molti le dicevano che era troppo tardi per iniziare. E’ arrivata al ciclismo per caso dopo tante gare di Triathlon, un incontro che in poco tempo si è trasformato in una grande passione che è andata oltre le difficolta; c’è stata l’esperienza del GB Junior Team, poi del Team K2 ed infine il Team Roland dove finalmente poteva fare il grande salto. Era un’atleta ancora da costruire, come le diceva il suo preparatore, doveva aspettare e avere fiducia, ma quando finalmente iniziava ad ingranare ecco che una caduta durante il Tour di El Salvador l’ha rimandata al punto di partenza. Ha recuperato in fretta per il Giro Women, ha corso in Svizzera, in Cina, ma è lì che la squadra ha iniziato a scricchiolare fino alla comunicazione di dicembre: non c’è più un grande sponsor, chi vuole restare deve accontentarsi di una possibile squadra continental. Tante incertezze, niente di più.


«Sono sincera, avevo deciso di smettere. L’anno in Roland è stato bellissimo, credevo molto nel progetto, ma proprio non me la sentivo di ritornare in una situazione incerta, era giunto il momento di dire basta a quel sogno» ci racconta Vittoria con il cuore in mano. Dopo tanti progetti e soprattutto molti sacrifici, la quasi totale chiusura del progetto Roland significava ritornare al punto di partenza con il rischio di restare a piedi da un momento all’altro. Sembrava essere davvero la fine anche perché trovare squadra a metà dicembre non solo è difficile, ma praticamente impossibile eppure proprio nel periodo di Natale è arrivato il regalo più bello di tutti. «Non riuscivo a crederci, avevo continuato ad allenarmi, ma mi ero quasi un po’ rassegnata e invece il mio procuratore è letteralmente riuscito nell’impossibile. Il team Laboral ha subito voluto conoscermi, voleva capire che tipo di atleta fossi e ha deciso di scommettere su di me. Prima che con la squadra credo che sia stato decisivo l’incontro con Fabio Perego, per me è stato veramente prezioso, mi ha detto di non mollare, ha capito quali erano i miei punti di forza e mi ha aiutato davvero tanto, devo digli veramente grazie»  ci spiega Vittoria che nonostante l’incertezza non ha mai smesso di allenarsi ma ha voluto provare a sognare fino in fondo. Quel contratto è diventato un regalo di Natale con cui ha iniziato a ripartire.

Il 2026 di Vittoria Ruffilli si è aperto con la nuova avventura Laboral, la novarese è partita in direzione Spagna e lì si è inserita in una squadra che l’ha accolta a braccia aperte. Non è stato facile trovare il proprio posto, la formazione era già stata costruita e i programmi stilati, eppure giorno dopo giorno ha capito che si trattava della scelta migliore che potesse fare . «In squadra mi sono trovata subito a mi agio, è tutto professionale e seguono moto bene le atlete. A tutti gli effetti sto vivendo il mio primo vero ritiro, c’è uno staff ben strutturato e sono molto disponibili all’ascolto. Mi hanno dato subito l’impressione di credere non solo in me, ma in tutte le ragazze della squadra, penso o che sia fondamentale perché ci motivano molto e il morale è alto. Inizialmente dovevo fare solo un paio di giorni, ma mi ritrovo qui da oltre due settimane, c’è un bel clima e avere tante italiane sicuramente aiuta. Lo staff è aperto, disponibile e sto recuperando qualche nozione di spagnolo, c’è un continuo dialogo che ci sta permettendo di conoscerci a vicenda»  prosegue Vittoria che intanto ha potuto sfoggiare un po’ di spagnolo studiato a scuola, ha bisogno di fare un po’ pratica, ma qui ne avrà più che la possibilità. In Laboral va a rafforzare un già folto gruppo di italiane, sulle 16 atlete della rosa, ben sei sono azzurre, addirittura più delle spagnole. Tra tutte Vittoria ha stretto un legame speciale con Arianna Fidanza, la sua prima compagna di camera e che l’ha aiutata ad entrare ancora più in questo gruppo. «Arianna è speciale – aggiunge Vittoria – è difficile spiegarlo ma ci siamo trovate subito forse perché caratterialmente siamo molto simili. Mi ha fatto vedere come funzionavano le cose, è stata fondamentale.»

Se fino a poco tempo fa Vittoria pensava di dire basta con il mondo del ciclismo ecco che ora si sta godendo la sua nuova avventura con tanta voglia di fare bene. Da qualche mese ha cambiato preparatore ed ha iniziato un cammino concreto con Luca Quinti che non solo le dà sicurezza, ma le fornisce quella continuità che in Roland non aveva mai trovato. Senza paura sta scoprendo se stessa, i suoi limiti, ma soprattutto le sue potenzialità. La Laboral crede molto nella novarese che potrebbe diventare fondamentale per il gruppo delle corse a tappe, intanto lei ha deciso di resettare tutto, ricominciare da zero e fare veramente sul serio. E’ stato un po’ folle il suo fine 2025, da un giorno all’altro è passata dal volere smettere ad approdare in un ottima squadra ed inoltre si è trovata come compagna di allenamenti il suo idolo di sempre: Elisa Longo Borghini. «E’ successo tutto insieme proprio durante le vacanze di Natale e ancora non mi sembra vero. Ho incontrato Elisa e Jacopo Mosca sul Mottarone, loro scendevano e io salivo, poi nel pomeriggio ho messo una storia su instagram e da lì è iniziato tutto. Io sognavo davvero tanto di poter uscire in allenamento con lei, per me è un idolo, una campionessa pazzesca, ma ero un po’ intimorita a chiederlelo. E invece è stata lei a propormi un’uscita, le pedalavo accanto e non mi sembrava vero, siamo uscite varie volte, siamo in contatto e lei mi sta dando un sacco di consigli anche per ambientarmi nella nuova squadra. Oltre che una fuoriclasse è un’atleta veramente umile, aperta con tutti e sono davvero felice di averla trovata in questo momento un po’ complicato. »

Il calendario di Vittoria Ruffilli non è ancora definito, in squadra ci sono tante cose da valutare, ma potrebbe già debuttare in Spagna. L’emozione è tanta, così la voglia voler fare bene, quest’anno sarà determinante, Vittoria lo sa benissimo e promette di dare tutta se stessa.


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