TOUR DE FRANCE 2026. LE WILDCARD ASSEGNATE A TOTALENERGIES E CAJA RURAL-RGA

TOUR DE FRANCE | 30/01/2026 | 11:11

Tutto come avevamo anticipato: ASO ha assegnato le wildcard per il Tour de France 2026 alla francese TotalEnergies (che arriverà alla 27a partecipazione consecutiva alla Grande Boucle, un record per una squadra che non fa parte del WorldTour) e alla spagnola Caja Rural-RGA Seguros.


Accanto ai 18 team di WorldTour confermate le tre formazioni che hanno diritto di partecipare, vale a dire le svizzere Tudor Pro Cycling Team e Pinarello - Q36.5 e la francese Cofidis.


Porte chiuse, quindi, per la Unibet Rose Rockets, formazione di licenza francese e di matrice olandese, che evidentemente non è stata giudicata ancora all'altezza della corsa più famosa del mondo. Come ha detto il fondatore Bas Tietema in un post pubblicato su Instagram: «Oggi abbiamo ricevuto la notizia che non c'è per noi una wildcard per il Tour de France di quest'anno. Il 2026 sarà comunque un anno incredibile. Il Tour de France resta il nostro grande sogno, continuate a sognare con noi».

La Unibet è chiamata quest'anno a compiere il salto di qualità a livello di risultati e per il team olandese potrebbe anche aprirsi una porta per la partecipazione al Giro d'Italia, unica grande corsa a tappe che non ha ancora ufficializzato le sue scelte.

Christian Prudhomme, direttore del Tour de France, ha spiegato così all’agenzia AFP le scelte: «Abbiamo applicato lo stesso principio degli anni precedenti, ovvero la classifica di seconda divisione. Caja Rural è 25a, ma con la chiusura di Arkéa - B&B Hotels e la fusione tra Lotto e Intermarché, è salita al 23° posto. Inoltre si sono classificati quarti nella classifica a squadre dell'ultima Vuelta a España, dove il loro leader, Abel Balderstone, si è classificato tredicesimo nella classifica generale. È spagnolo, ovviamente, ma anche catalano e noi quest’anno partiremo da Barcellona».

Il direttore ha commentato anche l’esclusione della Unibet Rose Rockets: «Non hanno mai sbandierato la loro licenza francese e hanno infatti una maggioranza di corridori olandesi. È vero che hanno fatto ottimi acquisti con Wout Poels, Dylan Groenewegen e Victor Lafay, tutti ex vincitori di tappa al Tour de France: possono solo crescere e li seguiremo con attenzione nei prossimi anni».


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COMMENTI
Uci
30 gennaio 2026 11:52 Luigi Rossignoli
Questa assegnazione dimostra che l’UCI premia chi investe seriamente nel ciclismo, non chi — come spesso accade in Italia — pretende inviti per diritto acquisito presentando squadre mediocri e senza un vero progetto sportivo.
Luigi

....partono dalla spagna
30 gennaio 2026 13:27 VanderLuca
Sempre a dare addosso alle italiane, ma basta con questo autolesionismo

Vanderluca
30 gennaio 2026 17:01 Arrivo1991
Alias Vanderpogi. Ma se siete i primi a tifare contro !

UCI
30 gennaio 2026 17:18 Luigi Rossignoli
La caja è arrivata 5 nella classifica

Basta vedere il risultato dei Bardiani in questi giorni
30 gennaio 2026 22:01 Roxy77
Purtroppo le italiane non stanno facendo delle prestazioni importanti in questi giorni...ieri ad esempio nella crono squadre i Bardiani purtroppo molto indietro..

Rossignoli
31 gennaio 2026 01:06 Farnese
Per fortuna posso esprimere il mio pensiero senza poter essere accusato di farlo in conflitto di interesse.
Resto fedele alla mia posizione ed all'affetto verso il ciclismo italiano.
Vede Sig. Rossignoli, se il ciclismo nostrano deve riprendere a crescere, lo può fare solo se regaliamo concrete possibilità di raggiungere il professionismo ai nostri ragazzi ed i numeri, ci dicono che i ciclisti del futuro, possono essere lanciati solo di chi investe su di loro, dandogli una possibilità.
Lei davvero crede che il futuro, possa essere limitato a quei pochissimi che vanno nelle Devo della World Tour e che troppo spesso sono bruciati a vantaggio di altri atleti del Paese di origine del team,da proteggere nella ricerca dei risultati?
Gli ultimi nostri due campioni sono venuti da due Team italianissimi e grazie a Dio che ce li tiene in vita.
Inutile illudersi, il settore è retto da un sistema che porta a costi insostenibili ed ha avuto una gestione dei problemi passati fatta a discapito degli sponsor e non dei pochi bari che hanno distrutto l'immagine di questo sport.
Come può immaginare che una grande azienda oggi investa nel ciclismo, sapendo che un idiota potrebbe danneggiare irrimediabilmente il loro marchio?
Difendiamo quel poco di ciclismo italiano che è rimasto ed al posto di sostenere il settore malato del mondo amatoriale e delle collegate Granfondo, utilizziamo la passione per mettere sempre più ragazzini in bici, permettendogli di allenarsi in sicurezza e senza l'assillo di genitori frustrati.
W Polti e W Bardiani!!!!

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