L'Unione Ciclistica Bergamasca dell'allora team manager Antonio Bevilacqua, ex corridore di Ivano Fanini, fu il suo trampolino di lancio per l'approdo al professionismo. Stiamo riferendoci a Graziano Gasparre, codognese di nascita oggi 47enne socio nella Cooperativa piacentina Geocart, uno dei protagonisti del ciclismo italiano degli anni 2000, quando si impose anche nel campionato europeo in linea Under 23 a Kielce in Polonia davanti allo svedese Stefan Adamsson e a Lorenzo Bernucci.
Era ciclista promettente nelle categorie giovanili, era dotato di una buona tecnica che gli consentiva di imporsi negli sprint e negli allunghi, era insomma caratterizzato da un buon rendimento in tutte le componenti della prestazione riferite a diverse durate. Il suo massimo rendimento lo raggiunse nel 2000 da Under 23, una stagione per lui ricca di successi.
Oltre a vincere il campionato europeo si impose nella 3.a tappa da Pescia a Cutigliano e nella classifica finale del Giro delle Regioni, una corsa vinta in passato anche da Flavio Giupponi e Davide Rebellin, e che dal 2007 fece parte per alcuni anni del calendario Uci Europe Tour come evento di classe 2. In quella stagione trionfò anche nel Trofeo MP Filtri e nella seconda e terza tappa della Ronde de l'Isard d' Ariège. Sempre a livello internazionale fece centro nella 1a tappa Volta a Catalunya de l'Avenir. Tutte affermazioni che non potevano passare inosservate ad un grande Team come la Mapei che nel 2001 lo fece passare professionista e successivamente con la De Nardi colse la sua terza vittoria nel professionismo aggiudicandosi la 1a semitappa della Settimana Coppi e Bartali a Riccione. A 26 anni aveva talento ed era considerato un ciclista da classiche di un giorno.
"Purtroppo - dice alla Gazzetta di Lucca - non mi allenavo come dovevo, avrei sicuramente fatto più chilometri con meno fatica, ma la vita del corridore è sacrificio e costanza ed io in quegli anni non riuscivo a seguirla al 100% ed è per questo motivo che non ho ottenuto risultati ancora migliori che erano alla mia portata."
Nel 2005 Gasparre firmò il contratto per l'Universal Caffè e cosa successe?
“Purtroppo la squadra ipotizzata non partì mai. Fu soltanto per me un'illusione perché la squadra ebbe dei problemi e ci lasciò a piedi. Nel periodo di maggior sviluppo a livello di risultati per un ciclista persi un anno perché mi ritrovai al palo".
E allora?
"A dicembre del 2005 mi contattò Ivano Fanini. Firmai per Amore e Vita dove ho corso dal 2006 al 2009. Sono stati quattro anni meravigliosi. Fanini riuscì a trasformarmi ed a migliorarmi come persona anche nella vita privata. Innanzitutto mi ha aiutato ad uscire dalle mie debolezze e fragilità. Fra noi si instaurò un'amicizia fraterna, costruita proprio alle corse dove Ivano non mancava mai per darmi sostegno. Ad inizio stagione, verso marzo del 2006 tornai anche a vincere".
Dopo due anni Gasparre tornò al successo imponendosi ad inizio stagione del 2006 nella quarta tappa alla Settimana Ciclistica Lombarda a Roncadelle.
"Quella vittoria non potrò mai dimenticarla. Assieme al presidente Fanini scoppiai in lacrime dalla felicità. Fu un abbraccio fra noi carico di affetto. Abbiamo un carattere simile ed è per questo che a volte ci scontravamo, ma poi finivamo per comprenderci e volerci bene. Vinsi successivamente qualche circuito e mi dedicai, visto che Amore e Vita era una squadra giovane, a dare una mano ai miei compagni per ottenere altri successi di squadra. Per me Fanini vuol dire famiglia. Chiamai mio figlio Cristian con lo stesso nome del figlio di Ivano che volli come padrino al battesimo. Appena posso vado volentieri a trovare questa grande famiglia che mi ha aiutato molto".
Gasparre si ritirò dall'attività agonistica al termine del 2009. Iniziò a lavorare come giardiniere a San Giovanni alla Vena poi si trasferì a Piacenza dove vive felicemente assieme alla sua compagna Gloria e ai suoi due figli Alessandro e Martina. Ora è socio della Cooperativa Geocart, un'azienda di Piacenza che si occupa di gestione del verde, igiene ambientale e socio-riabilitazione. Da persona che ha provato cosa vuol dire la fatica non disdegna di trascorrere più ore di lavoro e di soddisfare il presidente Sergio Bernini e la vice presidente Cristina Caviglioni.
"Devo alla comprensione con loro - conclude Gasparre - la mia felicità di oggi, mentre quella di ieri si chiama Ivano Fanini".
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