Anno nuovo, vita (decisamente) nuova per Dylan Groenewegen. Dopo dieci stagioni nel World Tour (sei con la Jumbo-Visma e quattro con la Jayco-AlUla), il velocista olandese ha deciso infatti di scendere di categoria per sposare la causa e diventare il volto di un ProTeam sempre più in rampa di lancio come la Unibet Rose Rockets di Bas Tietema.
Qui, all’interno di un contesto dove negli ultimi tempi l’ambizione è cresciuta di pari passo con il budget e la professionalizzazione, il trentaduenne di Amsterdam proverà a rilanciarsi dopo un’annata da sole tre vittorie e dodici podi (la peggiore in termini di prolificità dal 2021 a questa parte) facendo, si spera, da traino per le prestazioni di una formazione che, nelle prossime settimane, cercherà di aumentare le possibilità (già concrete) di ricevere un invito per il Tour de France del prossimo luglio.
“Ho voglia di dimostrare ciò che so fare e anche i giovani al mio fianco sono ansiosi di mettersi alla prova. Voglio soprattutto essere di nuovo la versione migliore di me stesso. Gli allenamenti mi sembra stiano andando molto bene, ora non resta che trasformarli in buoni risultati” ha dichiarato a Wielerflits Groenewegen, immediatamente messo al centro di un treno gestito in ammiraglia da un esperto in materia come Marcel Kittel, ingaggiato quest’inverno dalla Unibet apposta per rendere ancora più oleati e coesi i movimenti dei compagni che supporteranno l’olandese.
“Per me è facile mantenere i contatti con Marcel perché abbiamo un rapporto molto stretto. Ci sentiamo quasi ogni settimana per discutere di questioni relative ai materiali, ai meeting che dobbiamo fare o agli allenamenti sulle volate” ha raccontato il sei volte vincitore di tappa alla Grande Boucle non esimendosi dal rivelare anche come l’ex pro’ tedesco stia lavorando con lui.
“Mi sfida, ad esempio, mettendo qualcuno sulla mia ruota durante le sessioni di lead-out così che fino nell'ultimo secondo debba dare qualcosa in più. Lo fa solo per stuzzicarmi ma è bello e molto stimolante per me” ha spiegato Groenewegen il quale, in occasione del training camp spagnolo di gennaio, è entrato inevitabilmente nelle pieghe anche delle aspirazioni della nuova squadra e delle differenze riscontrate con le corazzate dove ha militato in precedenza
“Rispetto alla Jayco e alla Visma, qui è tutta un'altra storia. Si stanno facendo passi da gigante, lo si nota ad esempio dal fatto che il numero dei preparatori e dei membri dello staff è raddoppiato, e alla fine la differenza non è enorme. Crescere assieme a tutta una squadra che vuole davvero dimostrare qualcosa la trovo una sfida divertente e motivante. C'è un po' di pressione, ma va bene così, è divertente”.
Groenewegen dunque, corteggiato a lungo da Bas Tietema, Josse Wester e David van der Wiel prima di arrivare al fatidico “sì” annunciato lo scorso agosto, pare decisamente pronto a raccogliere e a tentar di vincere la scommessa della Unibet, compagine che, al terzo anno da ProTeam, gli consentirà di fare abbastanza agevolmente un calendario competitivo e ricco di corse a lui adatte.
“Possiamo scegliere le gare che più mi si addicono e per me va bene così. Il programma è già definito, indipendentemente dal fatto che parteciperemo o meno al Tour de France. Ovviamente sarebbe un peccato non andarci perché è la gara più importante che ci sia ma so, sin da quando ho firmato, che c’è questa possibilità quindi, se alla fine saremo invitati, sarà la ciliegina sulla torta. Al momento dobbiamo ancora aspettare di vedere se ci sarà data una wildcard e, nel frattempo, l’unica cosa che possiamo fare è dare il meglio di noi stessi e sperare di ottenere delle vittorie”.
Con questo piglio, Groenewegen si schiererà al via di Clàssica Communitat Valenciana, Trofeo Palma, Etoile de Besseges, Clásica de Almería, Kuurne-Brussel-Kuurne, GP Monseré, Ronde van Brugge, Scheldeprijs, Tour of Hellas e 4 Jours de Dunkerque, lasciandosi però la possibilità e lo spazio, in base agli inviti che arriveranno, di inserire qui e lì appuntamenti di più alto calibro.
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