MOSER: «LA LEGGE PELLA GRANDE PASSO IN AVANTI. IN ITALIA PISTE CICLABILI DA RIPENSARE»

POLITICA | 04/01/2026 | 12:33
di Guido La Marca

«In Italia c’è meno rispetto per i ciclisti che in altri Paesi europei: io vado tuttora in bici, nel nostro Paese e altrove, e all’estero le auto non ti investono, se ne stanno a una distanza maggiore». Francesco Moser, 75 anni portati con disivoltura, risponde oggi alle domande del collega Franco Giubilei su La Stampa. Il trentino è stato coinvolto insieme ad altri corridori - Nibali, Bugno, Saronni, Chiappucci, Ballan, Bettini, Fondriest - per la proposta di legge che dovrebbe garantire maggiore sicurezza alle due ruote. Secondo l’Asaps, al 21 dicembre dell’anno scorso, erano 217 i ciclisti morti in incidenti, contro i 185 dell’anno precedente. Di qui l’iniziativa del deputato Roberto Pella, presidente della Lega, oltre che sindaco e vice-presidente del Consiglio nazionale dei sindaci, appoggiata da partiti di entrambi gli schieramenti, che prevede casco obbligatorio, luci posteriori accese anche di giorno, il limite di dieci componenti in allenamento e il divieto di fare gruppo (al massimo due corridori possono procedere affiancati).


«Se è più pericoloso pedalare da noi che all'estero? Su questo non ci sono dubbi: lo è più di quanto accada altrove, basta pensare che una volta venivano tutti in Italia ad allenarsi, mentre ora vanno in Spagna: nella zona di Valencia arrivano corridori da tutta Europa».


Qual è stato il suo contributo alla proposta di legge? «È stato giusto ascoltare noi che siamo vissuti in questo ambiente, magari ne sappiamo più di altri. Bisogna mettere al centro la sicurezza, per questo le auto devono rispettare i ciclisti, ma anche viceversa, perché se sei in bici hai sempre la peggio...». E ancora: «Giusto il limite a due per i corridori che stanno di fianco, il ciclista non può pensare di essere il padrone della strada. Io stesso preferisco andare da solo, invece c’è gente che si dimentica che ci sono le macchine, e i ciclisti hanno tutto da perdere, ma di certo anche le auto devono fare attenzione».

Le piste ciclabili sono sufficienti? «Ce ne sono di molto belle, ma andrebbero aumentate e soprattutto dovrebbero essere realizzate tutte con lo stesso standard e le stesse misure: due metri e mezzo di larghezza per permettere il transito nei due sensi, altrimenti è un casino».


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COMMENTI
Considerazione
4 gennaio 2026 14:32 italia
Acqua acqua anzi oceano .... o meglio oceani; ma è possibile che non si capisce che per i ciclisti occorrono VIE ciclistiche per la pratica del ciclismo; parlare di piste ciclabili pericolosissime dove transitano casalinghe bambini pensionati pedoni... idonee per il ciclismo fa capire quanto capisce chi dirige il ciclismo....

Dove?
4 gennaio 2026 16:01 Craven
Perché Moser ai suoi tempi si è mai allenato a fila di 3? Non penso, misure che non cambiano nulla a parte obblighi per chi va in bici.

@ craven
4 gennaio 2026 19:49 Albertone
Si ricorda cio' che conviene a lui. A partire dal Giro 84, che viene sempre narrato a comodo. Mai piaciuto nei modi e negli atteggiamenti. E vedo che non cambia

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