Per il motociclismo Tony Cairoli, nel ciclismo Giada Specia. Ormai è ufficiale: per valorizzare il suo brand in entrambe le divisioni Ktm predilige talenti italiani. Il motocrossista siciliano Cairoli ha scritto le pagine più belle della sua carriera alla guida di Ktm. Anche Giada Specia, 25 anni, veneta di Pedavena, ha le carte in regola per valorizzare le mountain bike Ktm a suon di vittorie.
Il team Ktm Factory con sede a Graz, noto polo universitario austriaco, fa molto affidamento su Giada, garanzia di forza, serietà professionale, gentilezza. Purchè la signorina Specia dia un calcio alla sfortuna, reduce da una stagione in cui il suo periodo di stop è stato più lungo di quello agonistico. Il 2025 è iniziato bene per lei, seconda classificata nelle internazionali di Verona e Albenga, terza a San Zeno di Montagna.
La sua condizione era in crescendo, tuttavia alla vigilia della prima prova di Coppa del Mondo in Brasile sotto le ruote la mora di Pedavena ha trovato le streghe. «Sono caduta durante la prova del percorso. Ho rotto il bacino», spiega la vincitrice di 5 Campionati italiani, l’ultimo conquistato nel 2024. Proprio perché giorno d’allenamento, il servizio ambulanza brasiliano è stato più rapido. «Poi però ho trascorso 15 giorni a letto senza muovermi, e sono rientrata in Italia con gli altri alfieri Ktm al termine del ciclo di gare sudamericane».
La tecnologia ha fatto passi da gigante, un bacino rotto si può ripararlo anche senza l’ingessatura. «Niente gesso, tuttavia in bici per gli allenamenti ci sono risalita solo a fine luglio. I primi allenamenti sono stati difficili in quanto il periodo di inattività ha lasciato il segno nella muscolatura».
Giada è atleta di classe e l’ha dimostrato a settembre inoltrato al ri-debutto stagionale in sella alla bici da gravel. Si è classificata quarta nel Campionato d‘Europa gravel ricco di difficoltà altimetriche, vinto dalla scalatrice stradista Erica Magnaldi. All’Europeo in Abruzzo hanno partecipato numerose stradiste reduci da Vuelta a Espana, Giro d’Italia, Tour de France. E naturalmente tante fuoristradiste in forma smagliante. Eppure l’ azzurra di Pedavena ha sfiorato il podio.
«Sono rimasta stupita della mia prestazione dopo tanta inattività – puntualizza Giada, nel 2022 seconda con la squadra azzurra del team relay mountain bike in Campionato d’Europa e poi al Mondiale – in una gara durata tre ore e mezza, nettamente di più delle normali cross country. In mountain bike vado forte sulle salite e ciò si è rivelato vantaggioso nel gravel».
Al Campionato del Mondo gravel in Olanda dominato dalla straordinaria Lorena Wiebes, Giada ha concluso la gara al 25° posto. Un risultato onorevole nella competizione di 4 ore per una ragazza a corto di preparazione. Poi è giunta quarta in una cross country in Serbia. «Più che ai risultati, nel finale di stagione ho badato a recuperare e ad allontanare i fastidi», precisa l’unica italiana in forza alla Ktm Factory. Dopo il Capodanno trascorso in Romagna, Giada pensa a preparare la stagione 2026: «Il programma d’allenamento è diverso rispetto a quello degli inverni precedenti: devo recuperare la tonicità muscolare. Se potrò disputerò anche delle gare gravel. Nella mountain bike sono una fondista, e per la gravel è un vantaggio».
Chiaramente la priorità va alla mountain bike: «Occupare posizioni nobili nella classifica di Coppa del Mondo è sempre stato un obiettivo per me. Il calendario 2026 di World Cup ha prove stimolanti compresa quella italiana a La Thuile».
I titoli d’Europa verranno assegnati in Svizzera, mentre sarà ancora la Val di Sole a ospitare i Campionati del Mondo. «Appuntamenti importanti su percorsi molto belli, spero di ottenere risultati di rilievo»”. Il debutto agonistico è previsto a fine febbraio. «Arde in me il forte desiderio di rivalsa dopo quanto mi è accaduto nel 2025». Il rilancio di Giada si basa su una componente fondamentale: «Il divertimento. Voglio tornare a divertirmi in gara e allenamento. Nelle corse disputate e negli allenamenti di fine 2025 per ovvi motivi legati al recupero del colpo di pedale, di postura e dinamicità nei movimenti io non mi sono divertita. Sono certa che se tutto andrà bene e mi divertirò potrò ottenere buoni risultati».
Nel 2025 miss Specia e altre valide specialiste della mountain bike dovevano partecipare con la maglia della Nazionale al Trofeo Ponente in Rosa internazionale a tappe su strada. Era previsto dal ct azzurro Mirko Celestino per accelerare la condizione in vista degli appuntamenti fuoristrada di primavera. Gara a tappe su strada, soluzione adottata spesso con successo dalla Nazionale della Svizzera di mountain bike: nel 2023 Jolanda Neff vinse 2 tappe e trionfò in classifica generale al Ponente in Rosa. Purtroppo per problemi organizzativi il Ponente 2025 è stato annullato. «Un vero peccato – fa notare Giada – poiché sarebbe stata un’esperienza professionale importante, formativa e probabilmente divertente». Ora la vessillifera Ktm si concentra unicamente sulla mountain bike. «Per quest’anno è così, devo innanzitutto ritrovare totale efficienza, voglio recuperare ed esprimermi ai livelli migliori su bici da montagna».
Le esperienze col ciclismo su strada sono solo rimandate. «Come minimo di un anno o due – aggiunge l’azzurra – anche perché prima devo dare il meglio in mountain bike. Nel mondo della mtb purtroppo non sono tutte rose e fiori: alcune squadre anche importanti hanno cessato l’attività. Anche per questo l’attività agonistica su strada e medio o lungo termine può diventare un asset importante per noi cresciute in sella alla bici da montagna».
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