ISRAEL CASE. IMPEY: "WE ARE HERE TO RACE, THE GUYS WERE VERY SHAKEN BY WHAT HAPPENED"

VUELTA | 28/08/2025 | 08:20
di Francesca Monzone

The images of Israel-Premier Tech stopped yesterday during the team time trial have gone around the world. The team does not want to talk about politics because they are athletes and they came to the Vuelta to race like other teams.


Daryl Impey, sports director of Israel-Premier Tech, who was in the team car when his squad was stopped during the race by a pro-Palestine group, speaks out.


"Everyone somehow saw it. We were doing the team time trial, all in line, and then a group of people jumped in front of us - Impey said, visibly disturbed after the race - Yes, it was really shocking for us as a team, shocking for the riders, many guys were shaken by the incident, so there's not much to say except that we were stunned".

Impey does not want to talk about politics, emphasizing that everyone has the right to demonstrate.

"There's no doubt that one can expect protests to happen, we must encourage people to have freedom of speech, everyone is entitled to their own opinions, that's fine. I mean, what becomes truly disturbing or difficult is when we put our lives in danger and put the lives of the protesters in danger. When riders are going at that speed, the situation becomes dangerous even for those protesting. People stand up for what they believe is right and that's okay, but at the end of the day, no one wants to get hurt, we're all trying to take care of each other, and we're just shocked by what happened".

Impey wants to talk about the race and his guys, who had committed themselves to this race.
"I think the race organizers have taken safety measures for us. Of course, we're in a race and we're moving, but I think the organizers want to make us feel safe. You can't control everything, and this is the first time, as far as I know, that something like this has had a consequence on the race".

Israel-Premier Tech was penalized, but Impey wants to look ahead to what his guys can do in the coming days.
"I think we lost at least 30 seconds, then the jury chose to waive 15. It took a long time to gather everyone, and at that point, I told the guys that we had to stay together. We must think about what we want to do and why we came to the Vuelta. We spent time here last week, we came to see the course. We had a team that was very close to achieving a great result, so I feel sad for my guys, but I'm equally proud of how we behaved".


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COMMENTI
Vuelta-Israel
28 agosto 2025 09:01 andy48
Quanto successo alla Israel e' vergognoso. Cosa succederebbe se ognuno con una sua rivendicazione ideologica fermasse i corridori in gara? Va bene il cartello, va bene la bandiera, ma mettere in pericolo l'incolumita' di corridori che fanno semplicemente il loro lavoro e' da dementi.

fuori israele dallo sport
28 agosto 2025 09:49 giulio pirola
gesto eclatante e scorretto ma la israele deve sparire dalle competizioni sportive in quanto stato criminale come la Russia del resto

x andy48
28 agosto 2025 10:09 PIZZACICLISTA
Non è una rivendicazione ideologica Israele sta facendo una strage è veramente uno stato criminale come Russia e USA

Giulio Pirola
28 agosto 2025 10:30 LucaVi
Condivido

Giulio Pirola
28 agosto 2025 11:22 Ale1960
Condivido al 100%. Gli stati criminali fuori da qualunque competizione sportiva.

Come figuracce ora noi e gli spagnoli siamo pari
28 agosto 2025 11:31 pickett
Questa schifezza pareggia,con gli interessi composti,il furto delle bici a Torino.Italia-Spagna 1-1.

Io li ricordo
28 agosto 2025 11:37 buendia
Ricordo i ragazzi della Gazprom Rusvelo il 2/3/22.
7 erano italiani, poi c'erano meccanici, massaggiatori ecc.
Al via della gara con maglie bianche, senza sponsor.
Li mandarono via.
Il giorno dopo furono licenziati tutti.
Una delle giornate più buie dello Sport.
Il genocidio in corso a Gaza è uno dei crimini più mostruosi che io ricordi, ma per me non sarebbe giusto riservare alla Premier Tech l'ignobile trattamento riservato alla Rusvelo.
Poi magari se non ci fosse l'oscuramento sistematico delle bandiere palestinesi nelle riprese TV sarebbe molto meglio.

Israele
28 agosto 2025 11:56 siluro1946
Inneggiare alla causa palestinesi si sostiene Hamas e i relativi massacri del 7 ottobre. Anziché espellere la Israel andrebbero espulsi gli odiatori come il sig. Pirola Giulio.

mettere amore e vita
28 agosto 2025 12:22 roger
la speranza è che questa dannata guerra finisca presto perché è un genocidio, una carneficina e lasciare la scritta Israel sulle maglie beh, non è proprio una cosa che fa onore alla proprietà della squadra. NO ALLA GUERRA, sempre e comunque, e sai come sarebbe bello veder scritto "amore e vita" su quelle maglie. Tra l'altro il Manager Carlstrom e il DS Frassi provengono proprio dal team di Fanini, quindi portate avanti quest'idea che non sarebbe poi così assurda...

Israel
28 agosto 2025 13:02 fulvio54
Non dimentichiamoci quel che successe il 7 ottobre 2023. In molti lo dimenticano.

STOP THE WAR
28 agosto 2025 15:05 PACORIDER
Questo a mio avviso lo slogan più sensato. Maglia bianca e unica scritta. Sarebbe un gesto forte che tra l'altro garantirebbe più serenità a tutto il Team. Ma siamo proprio sicuri che il management la pensi così? Bah ho qualche serio dubbio.

Giuria
28 agosto 2025 15:29 pickett
Evidentemente anche i commissari sono intimiditi da questi facinorosi ,altrimenti,secondo ogni logicae senso di giustizia sportiva,alla Israel,che ha subito un torto gravissimo, avrebbero dovuto assegnare lo stesso tempo della squadra vincitrice.

X Bullet e non solo...
28 agosto 2025 19:13 roger
Se il miliardario canadese proprietario del Team, che pubblicizza da anni in modo così potente Israele e che si è perfino permesso di spendere milioni e milioni di euro per far partire il Giro d’Italia da Israele e farlo arrivare addirittura in Vaticano, vuole dimostrare di essere davvero un uomo giusto e coraggioso – e non un guerrafondaio –, allora porti i suoi soldi in Italia e crei un Team World Tour italiano (dato che lui è canadese e non israeliano).
Faccia un accordo serio con la Federazione Ciclistica Italiana o con lo Stato e dia un esempio concreto e tangibile. In caso contrario, è giusto che la sua squadra venga bloccata, così come è stato fatto con la Gazprom e con tutti i team russi e bielorussi. La legge deve essere uguale per tutti.
E poiché le squadre affiliate in Paesi coinvolti in guerre sono state sospese dall’UCI, perché non succede la stessa cosa con la squadra Israel? Perché esistono due pesi e due misure? A meno che l’UCI non sia stata corrotta dai milioni di Adams (cosa che spero e credo di no), non si capisce perché la Israel continui a correre con la scritta “Israel” ben visibile sulle maglie.
Almeno per solidarietà contro la guerra, quella scritta andrebbe immediatamente rimossa. Potrebbero sostituirla con “Amore e Vita – Premier Tech”, tanto più che Fanini ha dichiarato di non volere nulla in cambio, e quel messaggio non sarebbe affatto un controsenso, anzi.
Diversamente, la squadra andrebbe fermata e autorizzata a ripartire solo quando il conflitto sarà terminato, a meno che nel frattempo non cambi Paese di affiliazione.

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