ARD, NUOVA INCHIESTA TV SUL DOPING: «IN GRUPPO CI SONO AICAR ED EPO, CHI VUOL PARLARE... RISCHIA»

DOPING | 23/06/2025 | 12:37
di Paolo Broggi

Un nuovo reportage, trasmesso venerdì sera dal consorzio televisivo tedesco ARD, riaccende i riflettori sul doping nello sport e in particolare nel ciclismo.


Tutto parte dall’Operazione Aderlass, che nel febbraio del 2019 sconvolse prima il mondo dello sci nordico e poi quello del ciclismo. Il documentario, dal titolo “Dietro le quinte del doping”, prende le mosse dalle parole del procuratore capo di Monaco di Baviera, Kai Gräber, che si è occupato in prima persona del caso Aderlass. Secondo Gräber, non sono state condotte ulteriori indagini nei confronti di circa 20 sospettati ed è possibile che i fatti non possano più essere perseguiti perchè ormai giunti o prossimi a giunere alla prescrizione.


In particolare si parla di un personaggio che operava nel team Ineos (personaggio che ha rifiutato di rispondere così come il team britannico ha deciso di non commentare) e che avrebbe presentato al dottor Mark Schmidt, figura centrale dell’intera inchiesta - condannato in sede penale e radiato dall’ordine dei medici - uno spacciatore del quale non viene mai fatto il nome ma solo il nickname, Mister Baltazar. Tramite questa figura, gli elementi coinvolti avrebbero acquistato sostanze vietate come Aicar e TB500, ma nelle chat allegati agli atti del processo penale si parla anche di apparecchiature vietate, sulla carta destinate esclusivamente ad istituti medici.

Secondo un testimone diretto, che ha depositato una dichiarazione giurata, l’Aicar - che aveva fatto parlare molto di sé attorno al 2010 - sarebbe ancora molto utilizzato in gruppo: si tratta di un attivatore metabolico endogeno che, usato nella sua forma sintetica, consente di aumentare l'energia muscolare e riduce l'affaticamento.

È vero che l’Aicar è stato inserito da anni ormai nell’elenco delle sostanze vietate, ma nel documentario il nutrizionista Oliver Catlin, esperto di doping, ha dimostrato come una semplice ricerca su Internet gli abbia permesso di trovare 166 preparati simili ad Aicar, dei quali solo 4 sono nella lista dei prodotti vietati dall'Agenzia mondiale antidoping (WADA).

Oltre all'Aicar, il testimone parla anche dell'EPO, sostanza che non è passata di moda e sarebbe ancora utilizzata in gruppo con la tecnica dei microdosaggi.

«Ritenere che nulla di proibito sia accaduto al Tour de France dal 2015 (anno dell’ultimo controllo positivo in corsa, fra l'altro una positività per uso di cocaina giudicata doping non intenzionale, ndr) ad oggi è ridicolo - spiega un ex ciclista professionista, anche lui protetto dall’anonimato -: il fatto è che molte persone hanno paura di parlare. So che qualche ciclista voleva testimoniare ma si è fermato quando ha ricevuto minacce di morte».


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COMMENTI
Bla bla bla
23 giugno 2025 18:46 Emilio
I soliti commenti che pensano, immaginano, presumono ecc ecc. Se si hanno prove concrete si denuncia diversamente si tace na si sa accentrare su se stessi l'attenzione è ormai uno sport a cui aspirano in tanti. Insomma di psicopatici specie sui social è pieno il mondo e di creduloni pure. Che tristezza.

Ma soprattutto...
23 giugno 2025 19:31 Stef83
.....mai un reportage sul doping in altri sport(o c'è solo nel ciclismo?) A me sembra leggendo ogni giorno i comunicati della Nado Italia, che di atleti positivi, se ne prendano anche negli altri sport...ma guai a parlarne....

Tutti gli altri sport...
23 giugno 2025 19:34 mdesanctis
... immacolati. Come sempre. Solo i ciclisti sono brutti, sporchi, cattivi... e dotati. Sono 40 anni che c'è questa leggenda.

Emilio
23 giugno 2025 20:03 GianEnri
Tua opinione sensata a cui mi associo.

Si parla solo di ciclismo...
23 giugno 2025 20:19 Hal3Al
https://www.eurosport.it/tutti-gli-sport/doping-atletica-la-piu-colpita-il-calcio-e-quarto_sto5013902/story.shtml

Grande Emilio
23 giugno 2025 20:28 Angliru
Ben iscritto ! Si avvicina io Tour ed e' bene ribadire le linee guida. A testa bassa, sempre. I complittisti di oggi, sono la verita' di domani.

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