COLLE DELLE FINESTRE. 2018, THAT TIME FROOME MADE HISTORY

GIRO D'ITALIA | 31/05/2025 | 08:12
di Francesca Monzone

It was May 25, 2018, when Chris Froome wrote one of the most exciting pages in cycling. That Giro stage, starting from Venaria Reale and arriving in Bardonecchia, saw the white Kenyan seemingly too far from the podium, because he was 3'22" behind the pink jersey Simon Yates, and just under 2 minutes from Dumoulin, who had won the Giro the previous year.


That day, however, Froome wrote history, arriving in Bardonecchia first with a 40" advantage over the Dutchman and 4'17" over Pinot. The race ignited 80 kilometers from the finish, when before the gravel road, Yates threw in the towel and the crisis that everyone had begun to see a few kilometers earlier on the white road became a certainty. That day, Puccio was with Froome and worked tirelessly to raise the pace and put other teams in difficulty: once Puccio's work was done, the white Kenyan took care of the rest, launching one of his incredible attacks. The Colle delle Finestre was the Cima Coppi of the Giro, between Val di Susa and Val Chisone. There are 45 hairpin turns, 16 of which are on gravel, a climb that can lead to the Olympus of the greatest, but also to the hell of the damned.


Froome that day knew his was a crazy mission, he had only two possibilities: win or die. The attack came precisely 80.3 km from the finish, 600 meters after the start of the 7.8 km gravel section. An incredulous audience watched two hours and 23 minutes of what was defined as a masterpiece of modern cycling, drawn in the land of great cyclists, the region that many call the region of Champions, namely Piedmont.

The Briton transformed into a tyrant on the Colle delle Finestre and in Bardonecchia had given 3'23" to Dumoulin and 8'28" to Pozzovivo. While Yates, destroyed and in tears, arrived 38'51" later. After two kilometers of climbing, he had 9", after 3 kilometers 30", and at the Cima Coppi of Colle delle Finestre (2178 meters) 41". Some thought he would be caught on the descent, but that didn't happen and in the 17 km descent towards Pragelato at 85 km/h, he continued to gain on his rivals. In the descent, he gained 1'03" on Dumoulin, Pinot, Lopez, and Carapaz. In the 11 km climb towards Sestriere, he increased by 1', climbing at an average of 23 km/h on 6% gradients. 35 km from the finish, he became the virtual pink jersey. In the 40 km of long descent and flat road to Bardonecchia, he was faster than the 5 chasing him, taking another 40", arriving 3'25" ahead 6 km from the finish.

Statistically speaking, what happened in 2018 was truly unique, but in the 4 times the pink race has passed through Colle delle Finestre, something incredible has always happened. We saw it in 2005 with Simoni and Savoldelli, then in 2011 with Nibali, Contador, and Scarponi, and then in Froome's year. Even today, Colle delle Finestre could write a new story. The gaps in the general classification are still small, and crises can cost minutes, not seconds. If Carapaz, with Bernal and Yates, have the legs, then today too, Colle delle Finestre could become the judge, awarding victory to the strongest and most courageous rider.


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COMMENTI
Fatevi
31 maggio 2025 08:36 canepari
spiegare da Savoldelli come deve correre la maglia rosa, in condizioni di classifica molto simili alle attuali e con un finale identico. Quella volta, anche senza squadra, “cercò” e trovò per strada le alleanza giuste per salvare la pelle. Non ho letto nessuna intervista/ricordo al “Falco”….e allora ci aiuta la rete.
Fonte wikipedia
…..La lotta cominciò prestissimo, dopo meno di 50 km di corsa. I tre corridori in fuga (Ivanov, Renshaw e Niermann), raggiunsero un vantaggio massimo di 17 minuti sul gruppo, salvo poi essere pian piano ripresi nella parte finale della tappa. Tra gli uomini in lotta per la maglia rosa, l'attacco di Simoni arrivò all'inizio del Colle delle Finestre, mentre Savoldelli perse subito contatto, incapace di reggere il ritmo dei fuggitivi, badando a gestire il vantaggio in classifica. Simoni, accompagnato da Danilo Di Luca e da José Rujano, arrivò in cima al colle, con oltre 2 minuti e 20", sfilando virtualmente la maglia rosa a Savoldelli.
In discesa il bergamasco recuperò oltre 30". Avrebbe potuto guadagnare ancora più terreno, ma a metà discesa, una volta raggiunto Serhij Hončar, rallentò per restare con l'ucraino con l'obiettivo di trovare aiuto in vista della successiva (seconda) salita del Sestriere, evitando così di doverla affrontare in solitaria. In fondo alla discesa, i tre attaccanti si trovarono con un vantaggio di oltre un minuto e 30". A decidere la tappa furono i 14 km di salita che portavano al traguardo: immediatamente Di Luca si trovò in balia dei crampi, staccandosi dai compagni di fuga. Rimasti soli, Simoni e Rujano persero secondi su Savoldelli, che ridusse il distacco grazie anche all'aiuto del belga Wim Van Huffel e da Mauricio Ardila. A pochi chilometri dal traguardo, Rujano portò l'attacco finale, sfiancando Simoni ed arrivando al traguardo con più di 20 secondi di distacco sul corridore trentino, che abbandonò le speranze di vincere la Corsa Rosa.

frollate
31 maggio 2025 12:03 Arrivo1991
Frollate non esiste. Comunque

X canepari
31 maggio 2025 15:44 lele
I soldi meglio spesi nella storia del ciclismo.
Ardila passò all’incasso😉

@lele
31 maggio 2025 16:09 canepari
Ma come sei malizioso...

Arrivo 1991
31 maggio 2025 16:38 Stef83
Come no.... La carne di solito si fa' frollare! Ahahahahah

Mauricio Ardila
1 giugno 2025 07:41 IngZanatta
a 46 anni corre ancora tra i prof in Colombia

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