VIAGGIO NEL MONDO DI VAN EETVELT, IL NUOVO TALENTO DEL CICLISMO BELGA

PROFESSIONISTI | 26/02/2024 | 08:20
di Francesca Monzone

Con la vittoria ottenuta negli Emirati Arabi Uniti, Lennert Van Eetvelt ha dimostrato di avere un futuro importante davanti a sé e a 22 anni è considerato una delle giovani promesse del ciclismo in Belgio. Nel 2020 è entrato nel team di sviluppo della Lotto – Dstny e dallo scorso anno ha iniziato a correre con la prima squadra conquistando 3 vittorie.


Poi, alla sua prima partecipazione alla Vuelta di Spagna, è arrivato terzo nella quattordicesima frazione, alle spalle di Bardet e di uno scatenato Remco Evenepoel. Dopo la vittoria di fine gennaio nel Trofeo Serra Tramuntana, ha dimostrato il suo talento con una vittoria di tappa e quella assoluta nell'UAE Tour, scrivendo il suo nome in un albo d’oro dove ci sono anche Primoz Roglic, Adam Yates, Tadej Pogacar e Remco Evenepoel.


«Sto imparando a conoscermi, ma è un bel traguardo quello che ho raggiunto e penso di poter diventare un buon corridore del World Tour. Ho corso con la consapevolezza che non avevo nulla da perdere». Ora lo vedremo sabato prossimo a Strade Bianche, ma come ciclista vuole concentrarsi sulle corse a tappe e far bene nei grandi giri. «Non vedo l’ora di correre a Strade Bianche, è una corsa che mi piace tantissimo e l’anno scorso a causa di un infortunio non ho potuto farla. Ma la mia ambizione è quella di provare a diventare un corridore da grandi giri. Quest'inverno ho iniziato a concentrarmi maggiormente sulle salite lunghe e meno sull'esplosività. Sono cresciuto nel Brabante Fiammingo e come corridore nato in queste zone hai la tendenza a diventare un attaccante. Ora però sto lavorando sulle salite e voglio vedere fino a dove posso spingermi». 

Ieri Lennert Van Eetvelt ha conquistato la sua prima vittoria importante nel World Tour e adesso pensa con maggiore ottimismo a questa stagione appena iniziata, dove vuole dimostrare di essere pronto per le sfide importanti.

Il giovane belga sperava di correre al Giro d’Italia, ma la sua Lotto-Dstny non sarà presente e non essendo ancora pronto per correre il Tour de France, lo rivedremo ad agosto alla Vuelta di Spagna, dove cercherà di migliorare il risultato dello scorso anno, mentre la sua squadra si aspetta di vederlo nella top ten della classifica generale.

«Forse una top ten è ancora presto. In un grande giro devi correre davanti ogni giorno con i migliori del mondo. Solo quando potrò mettermi alla prova in gare a tappe più brevi e  arrivare ad alto livello deciderò se sarà possibile correre per la classifica alla Vuelta quest’anno. Anche una vittoria di tappa non sarebbe male».

Il giovane fiammingo sarà al via anche della Volta Ciclistica a Catalunya e poi al Gran Premio Miguel Indurain. Lasciata la Spagna andrà a casa dove correrà La Freccia Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi. Finirà la parte centrale della stagione con Giro di Svizzera e Romandia e dopo un periodo di allenamento in Spagna, sarà al via della Vuelta.

Da qualche tempo Lennert Van Eetvelt trascorre gran parte dell'anno nella Isole Canarie dove ha preso un alloggio insieme al corridore della Soudal – Quick Step William Lecerf Junior, che come Lennert è da poco entrato nel mondo dei professionisti. «Ho preso un alloggio in affitto con William Lecerf Junior e qui posso anche dormire nella mia tenda per l’altitudine. In questo modo posso allenarmi ad alto livello per tutto l'inverno e questo significa che posso fare sempre passi avanti. Negli ultimi anni ho potuto fare un salto davvero grande e spero di poter andare avanti anche quest’anno, ma sono consapevole che diventerà ogni anno più difficile». 

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COMMENTI
Fucina di campioni
26 febbraio 2024 17:19 Arrivo1991
Dopo anni di magra, il ciclismo belga e' tornato a sfornare talenti come ai tempi d'oro. Chissa' quando tocchera' a noi

Purtroppo
26 febbraio 2024 23:29 lupin3
Finché ciclismo e ciclisti in italia saranno odiati dal 95% delle persone, ci sarà da aspettare parecchio

belgio
27 febbraio 2024 00:51 fransoli
per quanto riguarda le classiche è incredibile come non abbiano mai saltato una generazione, solo per citare i tempi più recenti questi son passati da Meseeuw a Boonen a Gilbert a Van Aert a Evenepoel (tanto per citare solo i nomi più roboanti e senza considerare almento un'altra mezza dozzina di signori corridori). Anche loro hanno un pò sofferto la mancanza del campione per grandi giri, ma adesso a cominciare da Remco che ha già vinto una Vuelta stanno tornando anche li. Il rapportofra popolazione e campioni sfornati è impressionante, seppure il ciclismo sia lo sport nazionale.

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