ADDIO A PHILIPPE BOUVATIER, L'UOMO DELLA SCONFITTA PIU' INCREDIBILE: AVEVA 59 ANNI

LUTTO | 08/04/2023 | 08:13
di Paolo Broggi

Si è spento alla vigilia del 59esimo compleanno Philippe Bouvatier: al suo passaggio tra i professionisti, nel 1984, era considerato un talento di grandi prospettive ma nonostate una lunga carriera tra i professionisti non è mai riuscito a confermare le attese.


Nato il 12 giugno 1964 ha vestito le maglie della Renault per due stagioni, della Zor per una, della BH per tre, poi due anni alla R.M.O. e alla Castorama, uno alla Aubervilliers 93 e infine nel 1995 alla Le Groupement.


La sua nascita a Rouen, il suo club di provenienza AC Sotteville, i suoi capelli biondi e le sue doti di passista avevano spinto i commentatori e i tifosi a paragonare Philippe Bouvatier a Jacques Anquetil.

Il ciclista normanno è morto nella notte tra giovedì e venerdì mentre lottava per riprendersi da un doppio ictus subito a dicembre a Saint Brieuc. «Due ictus, uno ischemico e uno emorragico - aveva confidato ai colleghi di Ouest-France  -, sono rimasto solo per quattro ore e ho ancora tutto il lato sinistro paralizzato...».

Nel suo palmares una tappa dell'European Community Tour a Valkenburg davanti a Etienne De Wilde e Laurent Jalabert, poi la tappa di Antibes del Mediterranean Tour l'anno successivo davanti a Virenque e Dufaux , la Polynormande 1988 e una tappa dell'Herald Sun 1991.

Suo malgrado, più che per le vittorie Bouvatier è diventato famoso per una sconfitta clamorosa. Era la tappa di Guzet Neige del Tour de France 1988, era ad un passo dalla vittoria quando fu erroneamente indirizzato verso la via riservata alle ammiraglie e non verso il traguardo, assitendo impotente al passaggio dei suoi ultimi due compagni di fuga, l'italiano Massimo Ghirotto - vincitore a sorpresa - e lo scozzese Robert Millar. La Peugeot, che in quell’anno regalava ogni giorno una 208 al vincitore di tappa, ne regalò subito una allo sfortunato Bouvatier ma quel sogno evidentemente non bastò a consolarlo per aver visto scivolare via quella che sarebbe stata per lui la vittoria della vita.

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