CIAO ERCOLE, CIAO VITTORIO

TUTTOBICI | 27/01/2023 | 08:15
di Gian Paolo Ormezzano

Ciao Ercole, ciao Vit­to­rio. In pochi giorni. Per me Baldini era anche Wanda, la moglie che mi teneva al corrente delle imperdibili vicende amorose della famiglia del mio amico e loro amicissimo Anquetil (“con tutte le don­ne che ha avuto e che ci ha presentato, dovrei farti un di­segnino genealogico pieno di nomi e date e ascendenze-discendenze, come si fa per i regnanti, i nobili”). Per me Vittorio era anche la moglie Vitaliana piemontese come me, nata al Mottarone, pri­mo monte delle mie villeggiature da bambino torinese, adesso per tutti il nome della funivia della tragedia, Vita­lia­na azzurrina dello sci ma so­prattutto come me ti­fosa del Toro (“quando c’è il der­by della Mole cucino ap­posta male per Vittorio, che si sgranocchi la sua Juve amatissima”). È che c’erano rapporti diversi fra corridori, anche campioni, e giornalisti, e fra giornalisti e ciclismo tutto. Ho scalato amichevolissimimamente tanti corridori anche celebri, da Bal­ma­mion a Zilioli magari parlando in dialetto, a Nencini e Saronni e Motta e più di tut­ti Moser, passando per il mio gran Gimondi che mi mandava a Torino le sue due bam­bine che volevano veder da vicino il bel Cabrini, già da me presentato alle due bambine mie ancorché ju­ven­tino, e avanti, da Dancelli a Chiappucci, e anche a stranieri celebri, tipo Gaul antipaticuccio e Merckx amicone e Hinault, fermandomi senza afflati reciproci a Pan­tani 1999 e 2000, a cavallo dei millenni, ultimo Giro e prima Olimpiade.


Ho patito e goduto sem­pre, per ventinove Giri d’Italia, quindici Tour de France e un’infinità di altre corse una sorta di consorteria, e pa­zien­za se a tratti mi appariva complicità: quando sapevo, sapevamo di un qualche in­ghippo però tutti insieme lo tacevamo per amore del no­stro mondo che doveva risultare sempre immacolato pu­ro. Ero ormai dirottato su tan­to altro sport quando mi presi, con tanti, lo schiaffone del doping di Armstrong, ne scrissi poco e non scrissi che se in fondo uno come lui, mi­nato giovane da un cancro tremendo, aveva messo insieme quella carriera, ricchissima comunque di strapotenza atletica, magari le sue praticacce facevano al fruitore del bene più che dal del male: prevalse alla fine, sia pure faticosamente, il senso assoluto dell’onestà, in fondo lui aveva barato e dunque “pus­sa via”.


Nei miei assolutamente troppi settanta anni di giornalismo fortunato ho seguito ov­via­mente tanto calcio ma an­che tanta Olimpiade (venticinque Giochi ) tanta atletica tanto nuoto tanto basket tan­to sci tanto automobilismo, mai però riuscendo, in nessun ambiente, a reperire il senso dello “stare tutti sulla stessa barca” che mi diede il ciclismo, quel ciclismo. Men­tre scrivo queste righe penso che l’eventuale lettore di esse se ne freghi, ma io mi sento come chi teoricamente si svuota di una sorta di debito. Chiedo scusa ma vado avanti. Chiedo scusa se faccio archeologia tristanzuola, magari parlando di divinità oscure ai giovani di oggi, in­gozzati di tanto sport altro, sottoposti a teletrucchi e te­lemanipolazioni continue di rappresentazione, insomma una droga, altro che doping. Se devo offrire, infliggere una frase che mi assolva e intanto spieghi qualcosina, scrivo: ma come mai il ciclismo non impazza (felicemente, per me) sulla playstation, ad onta delle sue valenze spettacolari, ambientali, paesaggistiche, addirittura ecologiche?

Mi àncoro a questa domanda, e magari tanti stanno sghignazzando perché la playstation ciclistica c’è ma io mi ostino a non vederla, a non volerla. E forse è già playstation tutto quello che la tivù-Rai dello sport ci propina con il ciclocross: do­ve fachiri della neve e del freddo e del fango pedalano, corrono, scivolano, cadono in sentieri fiancheggiati da siepi di folla ridens. Realtà o roba di studio? E magari la pista è da sempre playstation e non l’ho mai capito.

Divago, forse svago soltanto qualche vecchione come. Però voglio chiudere nella stessa chiave sospirosa dell’inizio, e allora ammollo, in­fliggo il ricordo di due ragazzotti giornalisti o quasi che appena concluso il festival di Sanremo partivano per la riviera ligure dove intervistare i ciclisti che stavano preparando la nuova stagione. I due partivano dopo avere comprato “Il Canzoniere”, libriccino quadrato e copertina semirigida fulmineamente in edicola a poche ore dalla fine della grande sagra della canzone italiana e re­cante le parole di tutte le can­zoni appena eseguite e divulgate, cantavano in auto i successi e gli insuccessi e si proponevano di parlarne eccome con i ciclisti che avrebbero trovato nella città dei fiori e dintorni. Par­ti­vamo da Torino, dalla redazione di Tuttosport dove eravamo abusivi felici, guidavo io, il mio compagno e compare si chiamava Gianni Mi­nà, dice qualcosa?

da tuttoBICI di Gennaio

Copyright © TBW
COMMENTI
Mina
27 gennaio 2023 14:52 Tiz126
Certo che mi ricordo di Mina. Un grande nemico del ciclismo!

MINA'
27 gennaio 2023 19:32 fido113
Tagliò la vittoria di Silvano Contini alla Liegi per farci vedere un canguro con i guantoni. Alla faccia del giornalista sportivo.

Minà mi dice qualcosa
27 gennaio 2023 23:45 pickett
Mi ricorda una persona estremamente sgradevole,boriosa e antipatica.Gli appassionati di ciclismo si ricorderanno la Coppa Bernocchi 1984 vinta da Algeri,valevole quale campionato italiano,e quello che successe in tv.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Per le statistiche ufficiali, quella conseguita da Davide Ballerini sul traguardo di Antalya nella settima tappa del Giro di Turchia 2026 sarebbe la decima affermazione in carriera da professionista, un numero tondo e di per sé alquanto significativo che...


Per il terzo anno consecutivo Marta Lach si impone nella prova inaugurale del  Festival Elsy Jacobs. Sul circuito (112 chilometri di gara) disegnato dagli organizzatori nei dintorni di Garnich, in Lussemburgo, la polacca della SD Worx Protime ha battuto in uno...


Ancora un lampo iridato sul Tour de Romandie: Tadej Pogacar vince la quarta tappa della corsa elvetica e si conferma leader della classifica generale. Nella Broc-Charmey di 149 chilometri, il campione del mondo ha messo a segno il suo affondo...


Bella prova di squadra della General Store Essegibi F.lli Curia in Olanda. La formazione diretta da Paolo Rosola ha partecipato alla Ronde van Overijssel di classe 1.2 e sul podio è salito Kevin Pezzo Rosola, figlio di Paolo e Paola...


Seconda vittoria italiana al Giro di Turchia 2026. Con uno sprint magistralmente preparato da tutta l'XDS Astana, Davide Ballerini ha infatti conquistato la settima tappa con partenza e arrivo ad Antalya superando in volata Marceli Boguslawski (ATT Investmensts)...


È scomparso nella giornata di ieri Alex Zanardi, l’uomo che ha trasformato la percezione della disabilità in Italia e uno degli sportivi più forti e vincenti degli ultimi decenni. Il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni, appresa...


Sono state le pendenze a doppia cifra della salita di Casalincontrada a decidere il vincitore e il nuovo leader della classifica generale del Giro d'Abruzzo Juniores 2026. Il cambio al vertice ha avuto come protagonista principale Brandon Davide Fedrizzi (Borgo...


Eddy Merckx sta combattendo da vero guerriero la lunga battaglia legata all’intervento di anca. Ma ora sembra che la parte peggiore sia passata e, dopo operazioni chirurgiche, infezioni e riabilitazione, il Cannibale è finalmente tornato a casa. Negli ultimi anni,...


Aveva 59 anni e tante volte abbiamo raccontato le sue imprese su queste pagine perché Alex Zanardi era un campione straordinario, di quelli che non hanno mai smesso di affrontare di petto le sfide della vita. Pilota di Formula 1...


Brillante prestazione della Ciclistica Rostese nella 57^ edizione della Coppa, Penna, tradizionale appuntamento sulle strade del Valdarno in provincia di Arezzo. Al termine di una gara condotta a quasi 43 di media, si è affermato per distacco con un pregevole...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024