LA ISRAEL, SYLVAN ADAMS, L'UCI E LA VERA STORIA DEI RIFUGIATI AFGANI

NEWS | 11/10/2021 | 14:33
di Francesca Monzone

La Israel Start Up Nation da sempre ha dimostrato di avere il cuore grande e oggi l’Unione Ciclistica Internazionale ha ufficializzato il ruolo determinante avuto da Sylvan Adams e dalla sua squadra nel prestare aiuto ai ciclisti afgani, affinchè fossero messi in salvo.


Adams e la sua Isareal Start Up Nation, insieme al CEO della ONG IsraAID Yotam Polizer, hanno avuto sul campo un ruolo fondamentale nel mettere in sicurezza più di 160 persone attraverso un lavoro di evacuazione iniziato nel mese di agosto, dopo la presa di Kabul da parte dei talebani.


Sono stati loro che in Afganistan si sono occupati dei mezzi che hanno portato fuori dal Paese le persone e sempre loro hanno fatto da ponte con i Paesi vicino, che ancora oggi stanno ospitando i profughi afgani, attraverso i visti offerti dall’UCI che ha accolto a settembre il presidente della Federazione Ciclistica Afgana.

Il risultato è arrivato grazie anche all’intervento della FIFA, che ha messo a disposizione un aereo sul quale sono salite, oltre ai calciatori, anche ragazze appartenenti a tante discipline sportive. Un’operazione questa che ha coinvolto oltre 400 atleti, giudici e giornalisti, nonchè il personale impegnato nei vari settori dello sport nel Paese.

Importante è stato l’impegno della Confederazione Ciclcistica Asiatica, ma anche di altri Paesi che in modo attivo hanno offerto il loro aiuto alle ragazze afgane. Delle persone fino ad oggi portate fuori dall’Afganistan, 38 sono arrivate in Svizzera e sono state accolte con affetto dalle autorità governative. Alcune di loro avranno la possibilità di andare al Centro di Formazione e Sviluppo dell’UCI ad Aigle.

Delle persone fino ad oggi portate fuori dall’Afganistan, bisogna precisare che solo alcune sono cicliste ed andranno in Francia, Canada, Israele e Stati Uniti. Lo stato di emergenza ancora non è terminato, così come non è terminato lo straordinario lavoro di Sylvan Adams, del suo team e di IsraAID. Anche l’Italia si sta muovendo con la Federciclismo che, attraverso il Ministero dello Sport, ha offerto aiuto per 12 atleti. Opportunità importanti sono arrivate anche per una delle ragazze più forti della nazionale di ciclismo afgana, Afsana Nawrozi, che oggi è arrivata negli Stati Uniti grazie ad una borsa di studio: lì potrà continuare a correre in bici e proseguire gli studi.

Un altro aiuto concreto sta arrivando dalla Spagna, attraverso una fondazione che ha messo a disposizione delle borse di studio per alcune ragazze, che così avranno la possibilità di studiare e correre in bici attraverso un progetto di sviluppo e promozione del ciclismo Murciano.

Tornando alla Israel Start Up Nation e a Sylvan Adams, dobbiamo ricordare il loro impegno in favore del Ruanda, che nel 2025 ospiterà i Campionati del Mondo di Ciclismo. In questo Paese, dove guerre e povertà non sono mancati, la Israel Start Up Nation, ha creato un progetto importante che si chiama #RacingForChange, attraverso il quale è stata adottata la squadra femminile del Bugesera.

In questi luoghi dove anche la cosa più semplice può diventare difficile, Adams e il suo team hanno portato 50 biciclette e creato una scuola di ciclismo aperta a bambini e giovani, affinchè lo sport e il ciclismo possano rappresentare un modo per far crescere i giovani di questa terra. Tra gli sponsor principali della Israel Start Up Nation, c’è anche l’italiano Valentino Sciotti, che aveva deciso di entrare in questo team con la sua Vini Fantini proprio per il loro messaggio di pace che poteva arrivare attraverso il ciclismo.

Adams e la sua squadra, così come IsraAID e Yotam Polizer, continueranno il loro lavoro, cercando di intervenire, in quelle situazioni, dove pace e aiuti umanitari sono la priorità.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Se ieri sera la Unibet Rockets ha comunicato che Groenewegen è perfettamente in grado di continuare il Giro d'Italia e inseguire vittorie in volata, altrettanto bene non è andata a Matteo Moschetti: il classe '96 di Robecco sul Naviglio è...


Davide Bramati non è un direttore sportivo qualunque e ieri lo ha dimostrato mentre dall’ammiraglia esultava per la vittoria del suo ragazzo, Paul Magnier, che nella prima giornata di corsa del Giro d’Italia, ha conquistato tappa e maglia rosa. Per...


Il Giro d’Italia è iniziato e Jonas Vingegaard continua a muoversi lontano dai riflettori, dentro e fuori dal gruppo. Dopo la prima tappa, il leader della Visma-Lease a Bike ha parlato in esclusiva a Feltet, confermando una linea ormai chiara:...


È morto Marcello Massini, classe 1942, maestro di ciclismo nel ruolo per tanti anni di direttore sportivo e maestro di vita. Un carissimo amico con il quale abbiamo condiviso tanti anni di un ciclismo diverso rispetto a quello di oggi....


Se non si inizia da L’Equipe oggi, quando vuoi farlo mai? Oltralpe la maglia rosa a Magnier merita un bel richiamo in prima pagina e quindi le due pagine interne che consacrano l’ingresso di un altro Paul nel club dei...


Al Giro d'Italia Vingegaard avrà uno scudiero italiano. Insieme all'immancabile Kuss, infatti, sulle salite più dure l'uomo al fianco del danese sarà Davide Piganzoli: approdato in Visma Lease a Bike dalla Polti VisitMalta, in chiusura di puntata lo scalatore valtellinese...


L’arte d’arrangiarsi oltre la Cortina di Ferro? Quando c’era di mezzo una passione ciclistica forte, Hristo Zaykov ricorreva ad un escamotage: «una bici era per le persone più agiate, ricordo che i miei vicini della casa di fronte ne avevano...


«Finalmente ho ritrovato la vera Gaia e, dopo un 2025 un po’ sottotono, sono davvero contenta di essere tornata a battagliare nelle prime posizioni». Le parole pronunciate da Gaia Realini subito dopo l’arrivo della sesta tappa della Vuelta España Femenina...


Seconda frazione del Giro d'Italia con partenza da Burgas e traguardo posto a Veliko Tarnovo dopo 221 km. Si tratta di una tappa mossa che attraversa alcune valli dei Balcani: la prima parte è pianeggiante su strade larghe per diventare...


Quello di Peter Van Petegem è un nome che ancora oggi, a quasi 20 anni dal suo ritiro, riecheggia e non lascia indifferenti nel mondo del grande ciclismo. Classe, 1970, il belga di Brakel è stato infatti un autentico...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024