GAZPROM, KHAMIDULIN: «PECCATO NON ANDARE AL GIRO. MA SE IN FUTURO DIVENTIAMO WORLDTOUR...»

INTERVISTA | 13/02/2021 | 07:50
di Carlo Malvestio

Ci hanno sperato fino all’ultimo, ma alla fine anche la Gazprom-Rusvelo ha dovuto rinunciare alla wildcard per il Giro d’Italia. Dopo le due partecipazioni nel 2016 e 2017, la formazione russa non è più riuscita a strappare un invito, nonostante un folto gruppo di corridori italiani e rinforzi di spessore, come quelli di Ilnur Zakarin e Roman Kreuziger. “Purtroppo non siamo stati invitati al Giro d’Italia, ma continueremo ad amarlo allo stesso modo” ha scritto la squadra su Instagram, a conferma di quanto comunque tenga alla Corsa Rosa.


In ogni caso il 2021 proporrà tante belle occasioni alla Gazprom per andare a caccia di un risultato di prestigio. Ne abbiamo parlato con il General Manager della squadra, Renat Khamidulin:


Niente wildcard, è la decisione che vi aspettavate?

«Non nascondiamo che ci abbiamo sperato, poi gli organizzatori hanno fatto una scelta diversa e va accettata. Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare per essere tra le papabili, abbiamo fatto una campagna acquisti importante, però la concorrenza era elevata e RCS ha fatto le sue scelte e noi le rispettiamo. E, anzi, li ringraziamo per averci dato la possibilità di correre la Tirreno-Adriatico».

Gli appuntamenti WorldTour non mancheranno.

«Sì, abbiamo una bella lista di gare WorldTour. Dopo la Tirreno-Adriatico siamo stati invitati alla Volta a Catalunya, la Freccia Vallone, la Liegi-Bastogne-Liegi e speriamo in altre wildcard tra quelle che non sono state ancora annunciate».

Per una squadra come la vostra riuscire a conquistare una wildcard per un Grande Giro è sempre più difficile.

«La priorità ce l'hanno le squadre del paese, quindi italiane, francesi e spagnole, questo è chiaro e comprensibile. Ma noi di certo non ci arrendiamo, puntiamo sul criterio tecnico e sportivo, e speriamo che l'anno prossimo tocchi a noi. Altrimenti ci sono altre due vie: essere la miglior Professional come ha fatto la Alpecin-Fenix quest'anno, oppure diventare una formazione WorldTour...».

Diventare una formazione WorldTour è nei vostri piani?

«Ci piacerebbe sicuramente, puntiamo sempre al massimo livello, ma tutto dipende dal budget. Quest'anno siamo riusciti a trovare qualche altro sponsor, e infatti abbiamo alzato la qualità del roster, ma per ambire al WorldTour bisogna andare anche oltre. Anche perché non vorrei andare nel WT con un budget risicato, piuttosto meglio fare una bella Professional con più corridori nel roster. L'importante è garantire il meglio a corridori e staff, materiali, stipendi e quant'altro devono sempre essere in ordine. Inutile fare il passo più lungo della gamba».

Intanto però la squadra si è già rafforzata molto rispetto al 2020.

«La squadra è sicuramente più forte. Uno dei fattori più importanti, per me, è che con l'arrivo di corridori di spessore come Zakarin o Kreuziger, in grado di portare a casa risultati prestigiosi, il livello generale del team si alza di conseguenza. Questi atleti fanno bene anche all'ambiente che li circonda».

Tra cancellazioni di gare e rinvii, come vi state organizzando?

«Abbiamo sempre cominciato dalla Spagna, quindi con la Volta Valenciana, la Vuelta a Andalucia, ma quest'anno purtroppo sono tutte saltate. Adesso dobbiamo andare in Spagna solamente per la Clasica Almeria, una trasferta impegnativa per un solo giorno di gara. Dopodiché cominceremo dall'Italia col Trofeo Laigueglia».

In quali corse dobbiamo aspettarci la Gazprom-Rusvelo grande protagonista?

«La selezione più forte farà sempre le gare WorldTour, ma la nostra ambizione è di raccogliere punti in tutte le gare. Perché riuscire a chiudere nelle prime due posizioni del World Ranking nella classifica Professional vorrebbe dire avere tante garanzie in vista del prossimo anno. Nel complesso penso ci saranno un po' meno gare rispetto ad un anno standard, per cui non bisognerà perdere le occasioni, anche se per lo stesso motivo il livello sarà più alto un po' dappertutto».

Qualche nome della sua squadra che ci consiglia di segnarci?

«Ovviamente Kreuziger e Zakarin, però poi ci aspettiamo qualcosa di buono da Sergei Chernetski e Simone Velasco, ma anche dai più esperti Marco Canola e Viacheslav Kuznetsov. Mi aspetto comunque che ognuno faccia la sua parte al meglio delle sue potenzialità».

E di questo Mathias Vacek, classe 2002, cosa ci dice?

«È una macchina, veramente forte. Ha un grande motore, soprattutto a cronometro, è campione europeo e potrà dare una mano anche alla squadra U23. Bisogna farlo crescere con calma, ma ha tutte le carte in regola per diventare un gran bel corridore. C'è Kreuziger che potrà fargli da mentore».

A proposito, come sta Kreuziger? È sempre il corridore di un tempo?

«Lui è un campione, che non si accontenta mai. Ogni anno ci tiene ad essere ai massimi livelli,  nel 2018 e 2019 è andato forte, dimostrando di avere ancora un grande motore. Secondo me correrà ancora 4-5 anni e con noi potrà fare molto bene».

Ha un sogno per questo 2021?

«Mi piacerebbe vedere un bel gruppo della nostra squadra presente ai Giochi Olimpici di Tokyo. E non solo i russi».

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COMMENTI
Wild card
13 febbraio 2021 13:16 Anbronte
Questo si che è un signore, perché le due squadre che avrebbero dovuto ottenere le wild card erano proprio la sua e l Arkea

Mah
13 febbraio 2021 18:02 Ruggero
Pienamente d'accordo con Anbronte, Bardiani e Zabu al giro è inconcepibile, banalmente sono squadre totalmente inadeguate al netto di Visconti e Battaglin

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