EVENEPOEL. «E' PRESTO PER IL TOUR, SCEGLIERO' FRA GIRO E VUELTA»

PROFESSIONISTI | 26/12/2020 | 10:25
di Francesca Monzone

Giovane, sfrontato e qualche volta sopra le righe, Remco Evenepoel - finito il periodo di lavoro e recupero in Spagna a Calpe è rientrato a casa ed è tornato a parlare. Per farlo, ha scelto i microfoni della televisione belga VTM. Il giovane corridore della Deceuninck- Quick Step, quasi certamente non sarà al Tour de France e sembra farsi avanti la possibilità di una sua partecipazione al Giro d’Italia.


Il suo debutto in una grande corsa a tappe avrebbe dovuto esserci quest’anno ma la caduta al Giro di Lombardia, dove ha riportato la frattura del bacino, ha fatto finire con largo anticipo la stagione del ventenne belga.


«Faccio poca distinzione tra i tre grandi giri, secondo me sono importanti nello stesso modo – ha detto Evenepoel -. Sicuramente il Tour è il più grande in termini di visibilità. Di conseguenza, c'è più pressione e tensione e il Tour è anche il più interessante per gli sponsor».

Evenepoel, che tra un mese compirà 21 anni, ancora non si è ripreso del tutto dall’infortunio patito in Italia, ma vuole guardare avanti, certo di poter riprendere la stagione con la giusta tempistica.

«No, niente Tour per me: per prima cosa voglio iniziare con uno degli altri due grandi giri e portarlo a termine, senza avere troppe pressioni».

Con l’Italia questo giovane, che rappresenta il futuro del ciclismo belga, ha un conto in sospeso ed è per questo, che i suoi obiettivi per il 2021 potrebbero spostarsi proprio sul Giro.

«Prima di andare al Tour vorrei correre la Vuelta o il Giro, ma i percorsi ancora non sono stati presentati e quindi ancora non ho deciso».

Remco è tornato a parlare anche del compagno di squadra Fabio Jakobsen, drammaticamente finito a terra durante il Giro di Polonia. Il giovane belga aveva dedicato la vittoria in quella corsa al compagno e non sono mai mancate parole di incoraggiamento per l’olandese, che sta lavorando con molto impegno per tornare alle competizioni. «Mi è piaciuto molto vederlo tornare in sella alla bici. Ha anche pedalato bene con gli altri ragazzi. Fabio sa esattamente cosa sta facendo. Ovviamente non si allena come tutti gli altri, ha i suoi orari e un suo programma specifico. Sono stupito di quanto stia lavorando duramente e del suo recupero. Non ho dubbi che Fabio sarà di nuovo il miglior velocista del mondo e noi lo stiamo aspettando».

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