L'ORA DEL PASTO. PIETRO CHESI, IL LAMPO NERO

STORIA | 24/11/2020 | 07:45
di Marco Pastonesi

Tutto in un giorno. Tutto in una corsa. Tutto in una vittoria. Tutta la vita a pedali di Pietro Chesi nella Milano-Sanremo del 1927. Domenica 3 aprile 1927: dal raduno di partenza fissato alle 4.30 in piazza del Duomo alla partenza data alle 6.02 lungo il Naviglio alla Conca Fallata, dallo scatto poco prima di Tortona quando al traguardo mancavano ancora 212 chilometri fino all’arrivo solitario su viale Cavallotti dopo 288 chilometri di corsa in 9 ore e 43 minuti a 29 e mezzo di media con 9 minuti di vantaggio sul secondo, non uno qualsiasi, perché era Alfredo Binda.


Pietro Chesi fu un lampo più che una cometa, fu una meteora più che una stella, fu un fenomeno più che un campione. Fu un corridore incompreso, sfortunato, trascurato. Lui stesso finì con il trascurare le proprie doti di resistenza, di testa e di gambe, di fiato e di volontà. Una decina di anni da professionista, a cavallo fra gli anni Venti e Trenta, quelli di Girardengo e Binda, Piemontesi e Brunero, alcuni da accasato, altri da indipendente e isolato. E quell’unica, straordinaria, luminosa, storica vittoria per distacco.


Oggi, 24 novembre, è l’anniversario della nascita di Chesi. Del 1902, 118 anni fa. Toscano di Gambassi, sfogava sui pedali la sua forza da boscaiolo, ma anche la sua fame da povero: si racconta dei suoi allenamenti zavorrando la bici con una cesta piena di pietre. Un secolo fa il ciclismo era pura avventura. Si narra che al Giro della Calabria, nel 1926, nella prima tappa Chesi si fece trovare da una delle macchine (forse la sola) dell’organizzazione “placidamente appostato su un prato lungo la strada: era sceso di bicicletta, aveva rimediato una bottiglia di vino e un po’ da mangiare” e “alle fatiche della corsa preferiva la soddisfazione brutale di uno dei suoi ricorrenti impulsi famelici”.

Finite le battaglie ciclistiche, Chesi cominciò quelle politiche. Aveva scelto il fascismo, e non lo aveva rinnegato. Quando la situazione cambiò, “il taurino socio della legione di Carpi” fu perseguitato. Catturato e processato, la prima volta si salvò grazie all’intervento di un appassionato di ciclismo, che non lo aveva dimenticato. La seconda volta gli fu fatale. Un colpo di fucile, al muro, dietro il Palazzo Vecchio di Firenze.

Mauro Parrini ha scritto “Pietro Chesi il ciclista in camicia nera” (Mursia, 168 pagine, 14 euro), l’unica biografia, del 2014. E oggi, alle 14, Wikiradio (Radiorai3) racconta la sua esistenza, dalla polvere della strada, corridore duro e tosto, alla polvere della strada, repubblichino vinto e ammazzato.

 

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Carneade. Chi era costui?
24 novembre 2020 09:53 canepari
Questo incipit del Manzoni si adattano bene a Pietro Chesi, detto “Pelo” per via forse di un soprannome di famiglia. Chesi è sempre stato considerato un insulto all’albo d’oro della Milano Sanremo. Tra tanti campioni vincitori infatti, il suo nome è legato a una carriera ciclistica di impalpabile spessore e soprattutto la sua esistenza si è sempre dipanata nel mistero e nell’oblio più assoluto. Il libro coraggioso di Mauro Parrini, toscano come Chesi, è un lavoro che getta un po’ di luce sulla vita, e la morte, di questo modesto sregolato, incostante pedalatore. Chesi che pedala forte e vince qualche corsa tra i dilettanti; Chesi che fa lo sbruffoncello di paese; Chesi che si iscrive al fascio e trova spazio nella Società “legionaria” Nicolò Biondo di Carpi, città che ha dato i natali a un ben più famoso e serio atleta che risponde al nome eroico di Dorando Pietri. Ma mentre quest’ultimo nel 1908 “perse” la vittoria olimpica, il modesto Pelo trionfa da fenomeno in una strana Milano Sanremo ridicolizzando quel Binda che da lì a qualche mese sarebbe diventato addirittura Campione del Mondo. E il libro analizza le storie parallele di questi due corridori, se vogliamo agli antipodi del ciclismo: uno bello, elegante, fascinoso, vincente e ricco; l’altro sgraziato, scomposto, modesto, sconfitto e maldestro. Però, come abbiamo detto, quel 3 aprile del 1927 le parti per un solo giorno si invertono e la foto in prima pagina sulla Gazzetta tocca a lui, al modesto Pelo che non riesce a metabolizzare ciò che gli è capitato. Sarà la nascita di un Campione? Neanche per idea; Chesi non vincerà più. Anzi, prenderà anche “le trippe” dalla moglie che gli rimprovera di essere imbolsito e codardo quando si ritirerà nella IV tappa Lucca Grosseto del Giro che si corre neanche due mesi dopo l’Impresa… Svetteranno, nelle esigue pedalate degli anni seguenti, pochi piazzamenti che contano e tante stranezze al limite della follia. Sorprenderanno dieci anni di oblio a rimorchio delle camice nere fiorentine. Sul finire della guerra civile italiana Chesi resta invischiato in quella faida tra fratelli fino alla fucilazione sommaria in una Firenze liberata l’11 agosto 1944.
Ho citato precedentemente l’autore definendolo coraggioso, come coraggiosa è la casa editrice Mursia che pubblicò 5 anni fa’ un volume destinato (come si usa dire adesso) a un lettore di nicchia. Ma noi che amiamo il ciclismo e le sue storie, amiamo conoscere questi personaggi di seconda fascia, uomini di sport e di un’Italia che cercava la sua strada tra le mille difficoltà che tuttora incontra. Chi ricorda Chesi? Chi conosce la sua storia? Chi tra i giovani è addentro ai nomi e alle storie del fascismo e antifascismo fiorentino: Pavolini, Ragghianti, Balducci le Brigate Nere. Tutte voci sopra le righe e adesso dimenticate… e come chiosa elegantemente Parrini, citando un proverbio francese a valenza universale, “”i cani abbaiano e la carovana passa…””.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Capita - a volte e per fortuna - che la fuga da lontano vada in porto, vuoi per la bravura dei suoi attori, vuoi per l'errore di calcolo del gruppo. Ed è quello che è accaduto oggi nella prima tappa...


Giornata perfetta a la Vuelta a Murcia per il Uae Team Emirates XRG, Marc Soler ha completato il bellissimo lavoro di squadra tagliando in solitaria il traguardo della tappa inaugurale segnata dal forte vento. Decisivo è stato il forcing negli...


La notizia che abbiamo rilanciato qualche giorno fa ha fatto il giro d'Italia ma certamente più curioso è il giro del mondo che ha fatto l’orecchino di Marco Pantani per finire al lobo di Emilien Jacquelin e soprattutto sul palcoscenico dei Giochi...


Si è svolta ieri, nella suggestiva cornice di Cantina Lovera, la presentazione ufficiale del Team Guerrini Senaghese, formazione juniores pronta ad affrontare la nuova stagione agonistica. All’evento sono intervenuti il presidente regionale Stefano Pedrinazzi e il presidente provinciale Paolo Zanesi, che...


Dopo il notiziario di Paolo Broggi, potete sentire la chiacchierata della nostra Giulia De Maio con Filippo Ganna, realizzata sabato scorso alla presentazione dell'academy del campione verbano a Vignone. Quella che qui vi proponiamo, a dire il vero, è metà...


Qualche giorno fa al Tour dell’Oman per il Team XDS Astana è stata festa totale. In cima alla leggendaria Green Mountain tutti si sono stretti intorno a Scaroni che nell’ultima tappa, proprio nella frazione regina, ha messo a segno il...


Nella storia recente della Quick Step non era mai capitato che la squadra arrivasse al 12 febbraio senza aver ottenuto almeno una vittoria. Quest’anno invece, complici anche l’addio di Remco Evenepoel e i problemi al ginocchio che hanno finora...


Si apre la stagione dilettantistica con la classica Coppa San Geo e… si apre anche la grande stagione delle dirette streaming su tuttobiciweb. Sabato 14 febbraio, a partire dalle ore 15, trasmetteremo infatti la parte finale della classica di apertura...


Fino a qualche settimana fa, l’unica trasferta che Daniele Forlin aveva fatto all’estero era per la Coppa delle Nazioni juniores in Slovacchia, l’anno scorso. Da quest’anno, però, per il giovane padovano di Abano Terme cambia tutto, perché in Italia ci...


Mathieu van der Poel ha chiuso in Olanda la stagione del ciclocross con il record dell’ottavo titolo mondiale e aprirà quella su strada in Belgio tra poco più di due settimane. La notizia ancora non è ufficiale, così come non...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024