GAUDU. «DUE TAPPE E L'OTTAVO POSTO... NON SONO UN CAMPIONE, MA SONO FELICE». GLI HIGHLIGHTS

PROFESSIONISTI | 07/11/2020 | 18:16
di Francesca Monzone

Gran finale di stagione per il francese David Gaudu che, dopo aver vinto l’undicesima frazione in questa Vuelta, oggi ha fatto sua anche la 17a tappa, con arrivo in cima all'Alto de la Covatilla.


Per il corridore della Groupama-FDJ ai due successi di tappa si aggiunge anche un 8° posto nella classifica generale che lo proietta in una nuova dimensione.


«Prima di tutto voglio ringraziare Bruno Armirail, è veramente uno dei migliori compagni di squadra che si possano avere, è stato fondamentale per me, per arrivare a conquistare questa vittoria».

Queste sono state le prime parole che il corridore francese ha detto appena tagliato il traguardo: ringraziare il compagno, ma anche tutta la squadra che lo ha aiutato ad ottenere le due vittorie.

«Nel finale sapevo che dovevo fare qualcosa perché ero indietro di circa 30”, ho dato tutto, temevo che qualche avversario riuscisse a raggiungermi e a superarmi, ma fortunatamente non è successo».

Gaudu ha tagliato per primo il traguardo e alle sue spalle sono arrivati staccati Gino Mäder (NTT) a 28” e Ion Izagirre (Astana) a 1’05”, gli ultimi sopravvissuti alla fuga.

«Ho cercato di gestire il finale anche se è difficile farlo su pendenze impegnative come queste. Ho dato il mio massimo e sono felice di quello che ho ottenuto».

Con semplicità Gaudu si è descritto come un buon corridore, ma non un grande campione, anche se ha ottenuto ottimi risultati.

«Non penso di essere un grande campione, ma ho vinto due tappe in questa Vuelta come ha fatto Tim Wellens, che invece è un grandissimo corridore. Ho vinto oggi perché le condizioni meteo erano a mio vantaggio, c’era il freddo e c'era anche la pioggia, che a me non danno fastidio, sono stato fortunato».

Questa Vuelta partita ad ottobre inoltrato e finita in novembre è stata spesso caratterizzata da pioggia e freddo che hanno messo a dura prova i corridori. Oggi la temperatura all’Alto de la Covatilla era di sei gradi con pioggia e freddo, un vero calvario per i corridori.

«Adesso sono veramente soddisfatto, ho vinto due tappe e sono entrato nella top ten, mai avrei pensato di concludere la Vuelta in questo modo».

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