SARONNI. «RICOSTRUIAMO IL MOVIMENTO, PARTIAMO DALLA SCUOLA. PER I RAGAZZI, IL PAESE, IL CICLISMO»

INTERVISTA | 20/10/2020 | 08:05
di Pier Augusto Stagi

È chiaro che in un momento come questo la priorità è la salute. Ed è altrettanto scontato che, se si parla di salute, non si può fare a meno di pensare all’emergenza pandemica che sta condizionando da mesi il mondo. Ma un giorno questo stato di cose finirà, speriamo molto presto, il più presto possibile. Speriamo di abbassare la mascherina e di innalzare le nostre difese immunitarie e quando questo succederà è chiaro che dobbiamo essere pronti.


Per questa ragione c’è chi sta già pensando a quello che sarà da fare. Chi come Beppe Saronni, l’uomo in più della UAE Emirates, l’uomo di fiducia e di riferimento di Mauro Gianetti, l’ex grande campione di Parabiago iridato a Goodwood e vincitore di due Giri, oltre a Sanremo, Lombardia e Freccia, ha in mente qualcosa da proporre ben presto a chi è deputato a prendere decisioni. Ci sta pensando, ma ne sta anche parlando con gente di peso come lui, ex campioni del pedale tricolore che rappresentano figure importanti del nostro ciclismo.  


«È un periodo in cui sto facendo con degli amici alcune riflessioni, forse verrà anche il giorno in cui queste idee saranno messe nero su bianco, perché è arrivato il momento di fare qualcosa per provare a rilanciare il nostro movimento. C’è da fare qualcosa per le società di base, dobbiamo partire dal basso di questa piramide. Stiamo vivendo un anno particolare e molto difficile ma, nonostante questa situazione pandemica, ad emergere sono stati ragazzi di 22 anni e, soprattutto, c’è un Paese come la Slovenia che forse va anche preso ad esempio. Due milioni e 800 mila abitanti, tantissimi sportivi, molti di alto livello in altrettante discipline sportive. E noi? Noi stiamo a guardare, e a mugugnare…».

Quindi, cosa si può fare?

«Intanto prendere coscienza del fatto che qualcosa bisogna fare. Che abbiamo perso posizioni. Ho letto proprio sul vostro sito che in Slovenia alla mattina iniziano le lezioni con un’ora di ginnastica tutti i giorni. Da noi l’ora di ginnastica è una rottura. È un fatto culturale: sottovalutato dalla scuola e anche dalle famiglie. Ma bisogna cambiare paradigma».

In che senso?

«Non dobbiamo andare alla ricerca dei campioni, ma dobbiamo muovere certe leve per una questione di salute pubblica. Fare ginnastica significa diminuire problematiche che possono andare dal diabete all’obesità. La prevenzione è importante, poi se hai tanti ragazzi che fanno sport per una questione di salute pubblica è chiaro che, con un bacino di ragazzi maggiore, forse qualche campioncino in più forse lo possiamo anche tirare fuori».

Questo è un discorso più di Governo che di Federazione…

«Assolutamente sì. È una questione che dovrebbe essere valutata dal Ministero della salute e anche da quello dell’Istruzione».

Negli Emirati Arabi la bicicletta non è solo una soluzione di mobilità e di immagine di un Paese nel mondo…

«Esattamente e proprio negli Emirati Arabi Uniti ho avuto modo di vedere con i miei occhi e apprezzare di persona cosa significa gettare le basi per un movimento. Anche per loro, come in molti altri Paesi e cito tra questi la Gran Bretagna e l’Australia, è un discorso di mobilità ma anche, e soprattutto, di salute pubblica. Negli Emirati il ciclismo è sport di élite, come nei Paesi anglofoni, però c’è anche da educare i ragazzi che si stanno sempre più americanizzando davanti ai videogiochi. Ecco che il ciclismo, e in questo caso una squadra di ciclismo di livello mondiale come la nostra, diventa sì veicolo di promozione per il Paese nel mondo ma anche di educazione per le nuove generazioni e le loro famiglie. I campioni arriveranno, ma la priorità è la salute. Molti l’hanno capito e io l’ho verificato direttamente sul campo, altri l’hanno messo in cima ai programmi per rispondere a due domande semplici semplici: come faccio a risparmiare soldi e avere una società più sana? Noi queste domande non ce le siamo ancora fatte».

Quindi?

«Quindi è importante iniziare a parlarne, è nostro dovere farlo».

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Gare
20 ottobre 2020 11:05 fido113
Credo sia giunto il momento di fare gare solo ed unicamente in circuito.
La sicurezza è sa base della creazione di un vivaio i troppi incidenti sono la ragione della scarsa vocazione.

X fido113
20 ottobre 2020 13:37 arex
Non capisco il senso del tuo post, secondo te le fare in circuito sono meno pericolose delle gare in linea? Vorrei solo capire il tuo pensiero, nessuna polemica!

Fido
20 ottobre 2020 14:56 pego64
Neanche io capisco tanto il suo commento credo però sia legato alla genitorialita', certo che solo gare in circuito, e gli allenamenti, dove si fanno? Invece secondo oltre allo spunto di Saronni che condivido, ne butto un altro, mancano allenatori, soprattutto mancano giovani che si dedicano ad insegnare ciclismo dopo che l"hanno abbandonato... Mancano allenatori che vivano di ciclismo giovanile, che lavorino di ciclismo, il ciclismo giovanile non deve essere supportato solo dai pensionati o dagli appassionati.

fido + pego = sicurezza = sostenibilità
20 ottobre 2020 15:22 vecchiobrocco
Fino a che non ci saranno "parchi ciclabili" lo sport giovanile è diventato troppo pericoloso sia i genitori (mandare un bambino di 10 anni in strade piene di camion??) che per gli allenatori "giovani" (troppa responsabilità e poi diventa difficile mettere il pane sulla tavola se al massimo puoi seguire 4-5 bambini... mentre in un parco chiuso puoi seguire anche 30 piccoli ciclisti.) Ci sono tantissimo terreni comunali non ancora utilizzati che possono essere riconvertiti a parchi "activity" per ciclismo, skating e così via

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Romain Gregoire firma la Faun Drome Classic al termine di una volata a due con Matteo Jorgenson. La corsa francese, disputata a Étoile‑sur‑Rhône sulla distanza di 189 chilometri, si è decisa a 14 km dall’arrivo, quando il francese della Groupama‑FDJ...


Si conclude nel segno di Davide Donati il 30° Giro di Sardegna, tornato quest’anno in calendario dopo quindici anni di assenza. L'azzurro della Red Bull-BORA-hansgrohe ha infatti fatto sua la quinta nonché conclusiva frazione, la Nuoro-Olbia di 177...


Sabato pomeriggio, in due corse diverse e quasi sovrapposte, è successo più o meno lo stesso: uno davanti e gli altri a inseguire senza reali possibilità di rientrare. Non è stato un caso, ma una sintesi abbastanza precisa di come...


Dopo il successo di Coquard ieri nel GP South Aegean, il weekend di gare 1.1 sull'isola greca di Rodi si completa oggi col GP Dodecanese: simile percorso (160, 8 chilometri) e identico epilogo nel villaggio di Salakos. Ripresi i tre...


Ultima tappa del Tour du Rwanda: il circuito di Kigali ritrova il teatro delle gare iridate ed è spettacolo puro. Giornata di verdetti inapellabili: dopo l’ottava ed ultima tappa maglia gialla e vincitore della 18esima edizione del Tour du Rwanda...


Nel segno del Team Guerrini-Senaghese l'apertura della stagione juniores 2026. A Volta Mantovana, nel Trofeo Termomeccanica, successo di Francesco Colosio, bergamasco di Villongo 18 anni, che s'impone davanti a Giulio Franceschini della Ciclistica Trevigliese e Thomas Dalla Bona della FDB...


Un breve video che mostra il finestrino del pulmino rotto, immagini brutte e tristi che raccontano della triste disavventura del Velo Club Mendrisio ieri al Memorial Polese. «Purtroppo oggi dopo il Memorial Polese siamo stati derubati, non solo del materiale...


Dopo aver ottenuto la sua prima vittoria nella seconda tappa della Volta Ao Algarve, il giovane Paul Seixas ha fatto un ulteriore salto in avanti, andando a vincere ieri la Faun Ardèche Classic. La sua è stata una vittoria entusiasmante,...


Il weekend fiammingo è ufficialmente iniziato ieri con la Omloop vinta da Mathieu van der Poel e oggi propone la Kuurne-Bruxelles-Kuurne, la corsa che negli ultimi anni ha visto vincere sia velocisti che uomini da classiche. Nel 2025 il successo...


Il rinato Giro di Sardegna si conclude oggi con la quinta tappa, la Nuoro – Olbia di 182 km. Sulla carta, l'ultima tappa sembra destinata ad un arrivo a ranghi compatti; se il profilo altimetrico non presenta difficoltà particolari, una...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024