NICOLA CONCI. «MI SONO AGGRAPPATO ALLA CHITARRA...»

PROFESSIONISTI | 28/05/2020 | 07:53
di Francesca Cazzaniga

Nicola Conci, scalatore e portacolori della Trek-Segafredo, è rimasto - come tutti - fermo a lungo in questa stagione causa Coronavirus. Il trentino di Pergine Valsugana è tornato a far girare le gambe sul tanto desiderato asfalto dopo due mesi di rulli: «Non è stato un periodo semplice, soprattutto le ultime due settimane che sembravano interminabili. Mi è mancato sentire l’aria in faccia, il sole ed il vento, che sono l’essenza del nostro sport, oltre ad un’impagabile sensazione di libertà che è ciò che più mi piace del ciclismo».


Nicola, come hai trascorso i due mesi di quarantena?
«Ammetto non sono stati mesi facili. Ho pedalato come tutti sui rulli e spesso facevo due sessioni al giorno. Ho scoperto Zwift, che non avevo mai usato prima. È stata una bella scoperta, almeno ogni tanto mi sono allenato insieme ai miei compagni, seppur distanti. In aggiunta ai rulli, mi sono concentrato sugli esercizi a corpo libero cercando così di mantenere una buona condizione fisica. Non sono un grande amante dei rulli ma erano l’unica soluzione, non si poteva fare altrimenti. È come se avessimo vissuto un secondo inverno, ma come cantava Fabrizio De Andrè nella sua “Inverno” ...vedrai la neve se ne andrà domani, rifioriranno le gioie, col vento caldo di un’altra estate.... Ho sempre cercato di essere positivo, senza abbattermi».


Sei un ottimo chitarrista e grande appassionato di musica: le hai usate come valvola di sfogo durante questi mesi atipici?
«Devo dire di sì, ho suonato molto. Solitamente non mi capita di essere a casa per periodi così lunghi e quindi ne ho approfittato per imparare qualche canzone nuova. Suono sia la chitarra elettrica che acustica, mi piace alternare».

La canzone che in questi mesi ti ha regalato più soddisfazioni?
«Senza ombra di dubbio Hotel California degli Eagles, con la chitarra elettrica. È un assolo che ho imparato in pochi giorni e le soddisfazioni sono state grandi».

Oltre alla chitarra, hai riscoperto nuovi hobby che la frenesia delle corse le aveva fatto abbandonare?
«Rulli, chitarra e... faccende domestiche. Alla musica però mi sono dedicato in modo prevalente. Due anni fa ho iniziato anche ad interessarmi di dischi in vinile e così durante questa quarantena ne ho approfittato per ascoltare molta musica in vinile, elemento che nel mondo musicale sta tornando sempre più in auge. Ascoltare una canzone su un vinile è come guardare un film, è una musica diversa, non un semplice sottofondo. Un esempio? Penso ai miei artisti preferiti, i Pink Floyd: i loro album sono come un film con canzoni legate l’una all’altra con un unico filo conduttore. È qualcosa di magico. Quello che più mi affascina della musica è l’andare a fondo nelle canzoni e non soffermarmi al semplice atto d’ascolto. Mi piace approfondire i testi, capire il loro significato più profondo, conoscere la vita degli artisti e quindi avere una visione d’insieme».

Torniamo alla bicicletta: com’è stato tornare ad allenarsi su strada?
«Una grandissima liberazione. Sui rulli sono riuscito a fare lavori soprattutto di forza, ma non di fondo. Il primo giorno di allenamento su strada, il 4 maggio, ho fatto quattro ore e mezza. Non ho voluto esagerare subito, se avessi fatto otto ore l’avrei sicuramente pagata nei giorni successivi. Mi sto allenando vicino casa e quindi nella zona della Valsugana, che penso sia una delle più belle valli per la bici da corsa. Ci sono una miriade di salite e il traffico è quasi inesistente se paragonato ad altre valli del Trentino che godono di maggiore visibilità. Le salite che amo di più sono il Vetriolo da Vignola, il Menador e la Valle dei Mocheni da Fierozzo. Quest’ultima è una zona molto particolare del Trentino, soprannominata la Valle Incantata. È molto bella, specialmente in estate. Queste tre salite sono un po’ il “must” della Valsugana».

L’UCI ha stilato un nuovo calendario. Hai già deciso con la squadra quali saranno i suoi impegni?
«Non ancora, ma ci stiamo lavorando. Uno dei maggior problemi post pandemia riguarderà gli spostamenti, ci saranno non pochi disagi e non sarà semplice anche per la diversa gestione della pandemia nei vari Paesi. Forse mi concentrerò sul vasto e bellissimo calendario italiano, in modo tale da limitare gli spostamenti ma niente è ancora certo».

Come ti immagini la ripresa?
«Tornare a correre sarà sicuramente molto emozionante, una sorta di rinascita. Tutti cercheremo di arrivare alle corse al massimo delle condizione, tutti cecheremo di dare il 100%, credo ci saranno anche molte sorprese. La ripartenza ad agosto può giocare a mio favore, ho sempre avuto un buon rendimento con il caldo. Cercherò di giocare le mie carte nel migliore dei modi».

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