LUCA GUERCILENA: «QUI SALTA TUTTO. SERVE UNA LEGA PROFESSIONISTICA DI WORLD TOUR»

PROFESSIONISTI | 30/04/2020 | 09:47
di Alessandra Giardini

Nostalgia di quando i problemi erano l’affollamento di corse, un corridore che non rendeva quanto si era immaginato, un leader che non andava abbastanza forte a cronometro, cose così. Il ciclismo, insomma. Luca Guercilena è stato un allenatore - Fabian Cancellara il suo allievo migliore - e da una decina d’anni fa il manager di uno sport che ha più bisogno di teste che di gambe. In 46 anni è arrivato in cima al mondo: oggi è il general manager della Trek-Segafredo, la squadra di Nibali, di Ciccone, del campione del mondo Pedersen, della star del ciclismo femminile Deignan e delle azzurre Longo Borghini e Paternoster. Oggi però il mondo di Guercilena si è ristretto ai 500 metri di campi dietro casa, a Cassinetta di Lugagnano, tra il Naviglio e il Ticino. «Doveva essere il nostro anno, e la stagione era cominciata bene». Vittorie nel Tour Down Under maschile e femminile, con Richie Porte e Ruth Winder, con Stuyven nella prima semiclassica sul pavè, la Omloop Het Nieuwsblad, e con Ciccone all’esordio, a Laigueglia in maglia azzurra. E poi c’era Nibali che procedeva senza intoppi verso Sanremo, Liegi e Giro d’Italia. «Vorrà dire che saranno i nostri quattro mesi d’oro... Mi sembra stupido lamentarsi in un momento così».


CRISI. Più di mille corse cancellate da quando è cominciata questa pandemia, e il futuro non lo conosce nessuno. «Per parlare di programmi dobbiamo vedere i calendari, speriamo di poterlo fare dopo il 15 maggio, allora cominceremo a definire gli obiettivi dei singoli atleti e ovviamente i protocolli di sicurezza». Il ciclismo dipende dai soldi degli sponsor. Molti, in assenza di corse, hanno smesso di pagare, hanno tagliato gli stipendi o hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali. «Penso agli uomini dello staff che per 1.500 euro lordi al mese stanno lontano da casa 280 giorni l’anno e vedono crescere i figli in fotografia. Ma penso anche all’indotto, a chi le bici le costruisce per esempio. Noi stiamo mantenendo attivi tutti i contratti, senza limiti: i corridori sono impegnati nel virtual racing, nel marketing, nella promozione. Ma sappiamo che l’analisi reale delle perdite sarà fatta nel secondo semestre dell’anno. E’ un dramma». Il nodo è sapere se e quando si potrà correre. «Se la stagione riprende, vedo comunque in difficoltà almeno due o tre squadre del World Tour. Se non si riparte, almeno la metà delle squadre tenderanno a chiudere. Il rischio di disoccupazione è già alto, il 20% del personale fa già fatica a ricollocarsi, senza le corse la percentuale si può triplicare. Noi siamo 96, di cui 41 corridori: le restrizioni sarebbero inevitabili, ovviamente a partire da assistenti e dirigenti. Se non si corre il sistema ciclismo che conosciamo crollerà». La crisi svela le crepe. «Questo stop ci deve insegnare quanto siamo deboli come modello di business. Serve una lega professionistica satellite della federazione internazionale, formata da squadre e organizzatori, che abbia il potere di vendere i diritti in modo autonomo, una struttura che si occupi solo del professionismo. In questo momento non abbiamo diritto neanche di parola, è un modello stranissimo con entità fiscali in Paesi diversi, diversi contratti, dove le corse sono di aziende terze, un guazzabuglio».


IDEE. «Come immagino la ripresa? Mi auguro a porte aperte, vorrebbe dire che siamo sulla strada giusta. Se no spero che riusciamo a mettere in piedi eventi bellissimi, un grande spettacolo televisivo. Quando avremo le date, faremo tutte le valutazioni. Correre in sicurezza avrà un costo altissimo, e potremmo trovarci con tre gruppi diverse in corse diverse contemporaneamente, per assurdo potremmo dover assumere altro personale. Abbiamo corridori di quindici nazionalità diverse, dovremo capire anche come gestire gli spostamenti, immagino che dovremo dividerli in tre gruppi a seconda del Paese di provenienza o delle corse che dovranno fare: un gruppo fermo fra Belgio e Francia, uno in Spagna, l’altro in Italia. In modo da viaggiare meno possibile». Le donne sono l’anello più debole della catena. Anche se la Trek ha fatto un investimento notevole: con 2 milioni a stagione è il team che ci ha creduto di più, investendo molto anche nella promozione, dando pari visibilità alle atlete e arrivando all’equità dei premi nelle corse di ciclocross organizzate dalla Trek. «Avevamo fatto il primo passo verso la professionalizzazione, era il primo anno con garanzie reali, anche assicurative, minimi di stipendio, diritto di maternità. E’ un grande dispiacere questo stop. A lungo termine però il ciclismo femminile sarà ancora sostenibile. Spero che si possano correre almeno trenta corse quest’anno. Nel 2021 si potrebbe fare un calendario sul modello della Coppa del mondo di sci, con gare appaiate a quelle maschili nell’80% dei casi». Saranno le prime a pagare, come nel mondo vero.

dal Corriere dello Sport-Stadio del 30 aprile 2020



Copyright © TBW
COMMENTI
fino a quando....
30 aprile 2020 10:16 limatore
ASO e tutti i grandi organizzatori , ma ASO in particolare non rinuncerà a parte dei diritti TV questo ciclismo è morto. M abasta poco, non andate al TdF con i campioni ...... basta un anno. Il problema che ci sono team che già prendono la "pagnotta" da ASO e fanno la voce grossa tra i team. O diritti TV o niente campioni, semplice.... ma fatelo. Non può essere che il 70% del WT ha ridotto stipendi o licenziato.

Diritti
30 aprile 2020 12:16 gaspy
D'accordo con Limatore
I diritti TV devono essere gestiti da squadre e corridori
Fino a quando le corse saranno organizzate da terze parti che fanno giustamente i loro interessi non si arriverà mai a un compromesso

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Un brivido, una suggestione, una sorpresa. Quando la UEC - l'Unione Europea del Ciclismo - ha pubblicato questa mattina sul suo sito l'elenco degli iscritti al campionato europeo che si disputerà in Slovenia dal 2 al 7 ottobre, il mondo...


Dopo gli argenti di Filippo Ganna e Nicolas Milesi nelle cronometro individuali élite e Under 23, arriva il primo oro per l’Italia ai Campionati del Mondo su strada di Montreal 2026. A conquistarlo sono stati Mattia Cattaneo, Filippo Ganna, Matteo...


È una settimana da incorniciare, e di grande prestigio, per il Team Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone. Martedì 22 settembre Leonardo Meccia ha conquistato la Coppa Collecchio, firmando la settima vittoria stagionale del team, ottenute da sei corridori diversi, a dimostrazione...


Juan Sebastián Molano ha vinto in volata la Spalato /  Seget Donji, prima tappa della CROrace 2026. Il 31enne colombiano della UAE Team Emirates - XRG ha avuto la meglio su Paul Magnier della Soudal Quick-Step e Tim Torn Teutenberg della...


Andrea Guardini è al Campionato del Mondo di Montreal con il cuore spezzato. L'ex professionista veronese, impegnato in Canada come meccanico del servizio neutro in corsa di Shimano, ha comunicato la scomparsa improvvisa della mamma Marinella raccontando di un malore...


Con la partecipazione odierna alla Staffetta Mista di Montreal, sommata alle presenze nella cronometro individuale e nelle precedenti rassegne iridate, Elisa Longo Borghini entra nella storia del ciclismo azzurro. La piemontese raggiunge infatti quota 27 partecipazioni ai Campionati del Mondo,...


Si alza il sipario sulla 110^ edizione del GranPiemonte presented by Crédit Agricole che si svolgerà il prossimo 8 ottobre su un percorso di 185 chilometri da Asti a Bra. La corsa, di categoria .Pro, è inserita nel calendario della...


Sono stati presentati questa mattina, presso il Comune di Ferrara, il Giro dell’Emilia Granarolo e il Giro dell’Emilia BCC Felsinea – Donne Elite, in programma sabato 3 ottobre 2026. L’appuntamento organizzato dal Gruppo Sportivo Emilia proporrà anche quest’anno una giornata interamente...


Due argenti in due giorni per la cronometro maschile azzurra ai Mondiali di Montreal, con Ganna e Milesi. Abbiamo telefonato al c.t. di specialità Marco Villa per conoscere la sua analisi, tra lucidità tecnica e valori da portare a casa....


Dopo la festa per la vittoria del Mondiale U23 a cronometro, Felicity Wilson-Haffenden può brindare anche alla nuova avventura professionale che l’attende dal prossimo gennaio. È ufficiale infatti il passaggio della 21enne australiana, che oggi vedremo in gara anche nella...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra