LINEA VERDE. DARIO IGOR BELLETTA E IL SOGNO SANREMO

ALLIEVI | 04/04/2020 | 07:48
di Danilo Viganò

Dario Igor Belletta è l'astro nascente del ciclismo milanese. E' del 2004, ha 16 anni, è di Arluno, il paese dell'ex professionista Carlo Marino Bianchi che oggi gestisce una edicola in centro. E' figlio di Serse: il papà si chiama così proprio in onore di Serse Coppi, fratello del celebre Fausto, che morì per i postumi di una caduta al Giro del Piemonte del 1951.

«E' da questa incredibile storia che mio padre è stato travolto dalla passione per le due ruote. Lui era un tifoso di Coppi, e da allora ha iniziato a seguire con maggiore interesse le vicende ciclistiche. E' poi diventata una passione sconfinata che ha trasmesso a noi figli e che continua a coltivare con grande entusiasmo».

Il primo a saltare in sella è Pier Elis il maggiore dei tre figli di Serse, cinque anni più grande di Dario Igor, che corre tra i dilettanti per la formazione brianzola della Named-Rocket di Paolo Riva. E' lui a contagiare il fratello minore che si iscrive alla società ciclistica Arlunese: la prima bici in ferro, senza cambi. Si diverte in bici anche la sorellina Stella, di soli 8 anni, che non vede l'ora di immergersi nel mondo delle corse.

Dario Igor Belletta viene da due stagioni tra gli esordienti in cui ha raccolto ben 33 affermazioni dove spicca il titolo di campione italiano su strada a Comano Terme nel 2018. Nel 2019, alla prima con gli allievi, ha raccolto invece due vittorie, il Campionato Lombardo a cronometro individuale a Ospitaletto nel Bresciano (per dovere di informazione il miglior tempo era stato ottenuto da Manuel Oioli (Bustese Olonia) che però la Giuria ha squalificato per aver "tagliato" il passaggio a una rotonda) e la prova in linea di Corbetta (Mi). In pista ha conquistato il titolo regionale della Madison, in coppia con il compagno di squadra Federico Lazzarin. Poi, secondo nella classifica generale del Giro della Provincia di Como, dietro Alessandro Ceci, terzo al tricolore a cronometro, settimo alla Coppa Diddi, dodicesimo alla Coppa d'Oro.

Il momento più bello è rappresentato senza dubbio dalle due medaglie d'argento conquistate ai Giochi Olimpici della Gioventù di Baku, in Azerbajan, con la maglia della Nazionale Italiana. «Una trasferta che mi è piaciuta un sacco, un'esperienza importante che rifarei molto volentieri. Certo, vincere sarebbe stato bello, ma sono riuscito ad andare forte in campo internazionale». A Baku, Belletta è salito due volte sul podio: secondo nella cronometro, a soli 6" dal vincitore, e nella gara in linea in entrambe le prove battuto dall'estone Madis Mihkels. Come detto vive ad Arluno con il padre Serse pensionato (dirigeva una ditta di metalmeccania) e la madre Elisabetta che fa la commercialista. Dario Igor frequenta il Liceo Scientifico Statale "Donato Bramante" di Magenta, ed è uno dei punti di forza della società ciclistica Busto Garolfo diretta da Marino Fusar Poli ex dilettante di grande valore, ma in particolare meccanico di lungo corso, ben conosciuto nell’ambiente soprattutto per la sua attività nell’ambito delle squadre nazionali, di tutte le categorie e specialità, sia per la strada, sia per la pista.

Cosa ne pensi del momento del ciclismo italiano?
«A livello giovanile siamo messi veramente bene, pecchiamo invece un pò a livelli più alti, ma siamo sulla buona strada».

A quale età hai cominciato a correre?
«A 8 anni con la società Arlunese, con una bici in ferro, senza cambi, una Caroni gialla con la sella in cui era raffigurato "Il Pirata" Pantani».

Il più forte corridore di tutti i tempi?
«Eddy Merckx, le sue sette vittorie nella Milano-Sanremo parlano per lui»

Quale altro sport ti piacerebbe praticare?
«Apprezzo il basket, soprattutto la NBA, un bel mondo».

I tuoi peggiori difetti?
«Sono troppo testardo e un pò fissato».

Il tuo modello di corridore?
«Ho molta stima per Remco Evenepoel».

Cosa leggi preferibilmente?
«Biografie di persone famose, per capire il loro percorso di vita».

Cosa apprezzi di più in una donna?
«Il carattere».

Cosa cambieresti nel ciclismo di oggi?
«Amplierei le squadre, allestendo un team come un punto di riferimento tra i professionisti».

Piatto preferito?
«Pasta alla carbonara, che mangierei anche a colazione».

La tua attrice o attore preferita?
«Leonardo Di Caprio perchè rappresenta gli adolescenti ed è in prima linea per il sociale».

Chi è il tuo collega più simpatico?
«Tutti gli amici di scuola».

Sei religioso?
«Ho una visione un pò tutta mia, però dalla chiesa sono distaccato».

Paese preferito?
«L'Italia, senza dubbio il più bel Paese del mondo».

Cosa vorresti che si dicesse di te in particolare?
«Che sono fatto per mettermi in mostra».

Hobby?
«Vi sembrerà strano, ma la mia passione è quella di essere informato di ogni cosa».

La gara che vorresti vincere?
«Milano-Sanremo».

Ti senti in debito con qualcuno in particolare?
«Con tutti e nessuno».

Quale sarà il tuo obiettivo al rientro nelle gare?
«Vincere, sicuramente».

 

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