BULBARELLI. «GRANDE ANNO DI CICLISMO, GRANDE ANNO PER RAISPORT»

INTERVISTA | 19/10/2019 | 07:55
di Giorgia Monguzzi

Poche ore dopo la conclusione de Il Lombardia, a Como è andata in scena la tradizionale cerimonia di premiazione del  Premio Vincenzo. Tra i premiati, anche Auro Bulbarelli a cui viene riconosciuto il merito di avere trasformato la sua passione in lavoro e di aver raccontato così gli episodi più importanti del ciclismo per molti anni a cavallo del cambio di secolo. Il direttore di Rai Sport, visibilmente emozionato, ha ricevuto il premio dalle mani di Beppe Conti e ha colto l’occasione di fare il punto con tuttobiciweb sulla sua esperienza da direttore di Rai Sport  e di appassionato di ciclismo.


Direttore, sul palco di Como l’abbiamo vista visibilmente emozionato. Quanto è importante per lei ricevere questo premio?


«Devo ammettere che ero davvero molto emozionato. La storia della mia famiglia è strettamente legata a quella della famiglia Torriani fin dagli anni ’50, per certi versi si potrebbe dire che la nostra sia una storia infinita. Mio papà era un grande appassionato di giornalismo, se non fosse stato per Vincenzo Torriani non avrebbe mai potuto esprimersi e mostrare tutte le sue potenzialità. Per mio padre poter prendere parte al Giro d’Italia è stato veramente tutto, una vera e propria svolta nella sua carriera: infatti proprio al Giro del 1955, grazie ad un’intervista esclusiva concessagli da Fausto Coppi, è riuscito ad emergere e a rendere la sua carriera straordinaria».

Che effetto fa ricevere un premio che per anni ha presentato?

«Grazie all’amicizia con la famiglia Torriani ho presentato questo premio per numerose edizioni e mi è sembrato veramente strano ritrovarmi dall’altra parte. L’emozione è stata molto forte e mi sembrava quasi irreale ritrovarmi qui nel 2019 sia come appassionato di ciclismo che come giornalista che è arrivato a ricoprire un importante ruolo nel sistema dell’informazione pubblica italiana».

A proposito della direzione di RaiSport, lei è il primo direttore che viene proprio dal mondo del ciclismo…

«Sinceramente non ci avevo mai pensato, sono stati i miei colleghi a farmi notare questa cosa. Non solo sono il primo direttore che viene dal ciclismo, ma anche il primo che viene da Milano. Io sono nato a Mantova e cresciuto professionalmente nel capoluogo lombardo, ora però mi ritrovo a Roma dove ho una responsabilità grandissima. Il mio cuore batte sempre per Milano, ma devo cercare di avere una visione il più imparziale possibile ed essere in grado di prendere decisioni ponderate, in pratica devo far convivere l’anima milanese e quella romana e spero di farlo nel migliore dei modi».

Da appassionato di ciclismo che bilancio fa della stagione 2019?

«È stato un grandissimo anno di ciclismo, ma devo ammettere che c’è stato un enorme rammarico nel finale proprio ai mondiali, quando avevamo l’occasione di portarci a casa la maglia iridata: eravamo ad un passo dalla vittoria, dovevamo vincere e sinceramente ci ho creduto fino agli ultimi metri come tutti, era un’occasione fantastica, ma non ce l’abbiamo fatta, davvero un peccato. Per il resto devo dire che è stata una stagione moto intensa che non ha mai mancato di stupire: prima il Giro d’Italia con la vittoria inaspettata di Richard Carapaz e poi il Tour de France grazie alla bella favola di Egan Bernal. Il finale di stagione è invece ancora una volta avvincente grazie ad un Alejandro Valverde che alla soglia dei quarant’anni non ha proprio intenzione di smettere ma va all’attacco in continuazione, dalla Vuelta fino alle ultime classiche italiane ha fatto vedere cose straordinarie. Per certi versi possiamo dire che quest’anno abbiamo assistito al confronto di due generazioni; da una parte quella dello spagnolo e dall’altra tanti  giovani promettenti come Bernal o Evenpoel che sono due veri fenomeni. Abbiamo a che fare con un ciclismo internazionale che è sempre più competitivo e un ciclismo italiano che purtroppo a volte fatica un po’ troppo».

A livello di Rai invece qu-al è il bilancio in chiave ciclistica?

«Il bilancio non può essere che buono: grazie alle belle favole che abbiamo potuto raccontare, abbiamo sempre avuto tantissimi spettatori che hanno seguito con noi tutte le gare più importanti, dall’Australia arrivando alle classiche di fine stagione passando per i grandi giri. Logicamente il grande picco di ascolti lo abbiamo ottenuto in occasione del Giro d’Italia, è durante quella manifestazione che abbiamo il maggior dispiego delle nostre forze e puntiamo a grandi risultati. Il trionfo inaspettato di Carapaz è stato nettamente un punto a nostro favore. Contiamo di continuare su questa rotta anche per l’anno prossimo trasmettendo tutte le corse principali del calendario World Tour sulle nostre reti».

A proposito di grandi eventi World Tour, in casa Rai manca ancora la Vuelta…

«Devo ammetterlo, la Vuelta è l’unica grande corsa che ci manca e mi sono battuto in tutti i modi per portarla in Rai. Diverso tempo fa avevo già dato parere editoriale favorevole per riprendere la corsa a tappe spagnola fin dal 2021, purtroppo però sono subentrate delle questioni di budget, anche perché  alcuni concorrenti hanno alzato le offerte e così la Rai ha dovuto tirarsi indietro. Mi dispiace davvero molto di questa cosa e spero prima o poi di poterla trasmettere. Anche perché per certi versi ho un legame speciale con la Vuelta, l’ho commentata per molte edizioni e ritengo che sia una manifestazione bellissima e che sia un peccato il fatto che venga troppo spesso sottovalutata».

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
VISMA LEASE A BIKE. 8. Fin quando c’era lui – Jonas Vingegaard -, la corsa aveva la consapevolezza che il “re pescatore” qualcosa avrebbe potuto fare. Adesso che il danese è tornato a casa con una spalla rotta, c’è da...


Remco Evenepoel è stato il nono corridore a vincere almeno una delle 14 tappe individuali disputate finora al Tour de France. Tadej Pogacar, con i suoi 4 successi (e la leadership in classifica generale), è stato il protagonista assoluto, seguito...


L'Union Cycliste Internationale e il Comitato Organizzatore dell'evento sono lieti di svelare oggi il calendario dei Campionati Mondiali di Ciclismo UCI 2027 Haute-Savoie Mont-Blanc (Francia), che si terrà dal 24 agosto al 5 settembre 2027. In quasi due settimane, il...


È ancora ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell'Ospedale Cà Foncello di Treviso la sedicenne Elena Miglioranza, rimasta vittima ieri di un grave incidente durante la gara ciclistica in programma a Bavaria di Nervesa della Battaglia, nel Trevigiano. L'episodio è...


Oggi Alpecin-Premier Tech ha presentato con orgoglio la maglia Merci Poupou 2026, un tributo al celeberrimo Raymond Poulidor, noto nel mondo del ciclismo come Poupou. Questo soprannome è sinonimo di passione e perseveranza, valori che Poulidor ha incarnato durante la...


Champagne in casa Red Bull – Bora hansgrohe, Remco festeggia e Lipowitz mette da parte le ambizioni personali. La vittoria conquistata da Remco Evenepoel nella quindicesima tappa del Tour de France non ha regalato soltanto un successo prestigioso al team...


Ci saranno dei protagonisti speciali, domani, sulle strade del Tour de France: la carovana, infatti, accoglierà i corridori del Centre Mondial du Cyclisme UCI (CMC-UCI) e i ciclisti della formazione olimpica dei rifugiati. Ecco l'elenco dei corridori dell'UCI-WCT Team che...


I controlli antidoping effettuati tra la notte di sabato e la mattina di domenica, poche ore prima della quindicesima tappa del Tour de France 2026, hanno acceso il dibattito nel mondo del ciclismo. A far emergere per primo la notizia...


Adidas rafforza la propria presenza nel ciclismo professionistico con una nuova e importante partnership. Il colosso tedesco dell'abbigliamento sportivo sarà infatti il partner ufficiale per l'abbigliamento off-bike delle squadre Alpecin-Premier Tech e Fenix-Premier Tech, inaugurando una collaborazione pluriennale che coinvolgerà...


Si va da “Vingegaard, il giorno più nero” a “Fuori gioco”, O ancora: “Con­trollo anti­do­ping e caduta: il giorno nero di Vin­ge­gaard”. La piccola località di Amancy, a -23 dall’acuminato traguardo di Plateau de Solaison, è entrata suo malgrado nella storia...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra