I VOTI DI STAGI. MOLLEMA NON MOLLA, GLI ALTRI TUTTI CONTRO ROGLIC

PROFESSIONISTI | 12/10/2019 | 18:59
di Pier Augusto Stagi

Bauke MOLLEMA. 10 e lode. Non molla mai, men che meno oggi. È il simbolo della tenacia, della resistenza e dall’applicazione. Professionista esemplare, che alterna buoni libri alla bicicletta, il tutto arricchito da tanta famiglia. Passa per essere un eterno piazzato (4° all’Emilia, 5° al Beghelli. 7° alla Milano-Torino e alla Tre Valli disperso con Nibali e compagnia per colpa di una moto che li porta tutti sulla cattiva strada…), sempre lì aggrappato alla bicicletta, ma oggi non si aggrappa, si lascia scivolare in avanti. Si stacca e si eleva, per non farsi riprendere più.


Alejandro VALVERDE. 7. Ha una colpa, lui e chi è con lui: corre più per far perdere Roglic che per provare a vincere. Quando si sveglia è tardi ed è un peccato.


Egan BERNAL. 7,5. Qualcosa di più del murciano, perché ha qualcosa di meno da rimproverarsi. Non è il più veloce, non è il più affamato, non è un cacciatore di classiche di un giorno, anche se un giorno potrebbe anche diventarlo: è semplicemente un fuoriclasse, che fa sempre la cosa giusta al momento giusto, con il sorriso, con classe da campione.

Jakob FUGLSANG. 7. Anche lui c’è sempre, e per tutta la stagione: non è come dirlo.

Michael WOODS. 7. Dopo la Milano-Torino e il secondo posto all’Emilia, un bellissimo Lombardia. Fa il giro delle regioni, sempre in bella vista.

Primoz ROGLIC. 6,5. Spreme eccessivamente la squadra, e alla fine resta senza niente. Una cosa è certa, tutti oggi hanno corso con un solo obiettivo: farlo perdere. Questo sarà il motivo della prossima stagione.

David GAUDU. 5,5. È un ragazzo molto interessante, ma è un ragazzo…

Pierre LATOUR. 5. Va bene attaccare e metterci il cuore, ma oltre le gambe c’è di più.

Giovanni VISCONTI. 6. È il primo degli italiani (17°): fa quello che può in mezzo a dei giganti.

Fausto MASNADA. 7. Lui è un soldato, che fa tutto con rigore e tensione. Non molla, ma soprattutto non demorde. Fa parte di una bella masnada, quella dell’Androni. Sia ben chiaro, ragazzi perbene, diretti da persone perbene, che in sella però diventano masnadieri, uomini d’arme, briganti disposti a tutto. Dà battaglia, fino alla fine. La soddisfazione? Primo sul Ghisallo.

Davide BALLERINI. 6,5. Il 25enne comasco dell’Astana, convocato all’ultimo momento dalla squadra, va all’attacco di prima mattina con Fausto Masnada (Androni Sidermec), Barbin (Bardiani CSF), Benedetti (Bora Hansgrohe), Cavagna (Deceuninck Quick Step), Rikunov (Gazprom Rusvelo), Skuijns (Trek Segafredo) e Marcato (UAE Emirates). Il merito di questi pazzi scriteriati che corrono un Lombardia a oltre 41 di media.

ITALIANI. 2. Due nel senso che è la seconda volta nella storia ultracentenaria del Lombardia che non piazziamo un azzurro nei primi dieci. L’ultima volta nell’edizione 1990. Non è il caso di fare drammi, ma è comunque un dato statistico. Sempre per la statistica: l’Italia nel ranking mondiale chiude al 2° posto dietro al Belgio e davanti a Francia, Olanda e Spagna.

Norma GIMONDI. 10. È lei a dare il via. Le basta una bandiera rosa per far scattare tutti verso un sogno. Le sarebbe bastato dire: sono Norma, Norma Gimondi, per far scattare tutti in piedi.

Esteban CHAVES. 5. Mister sorriso assieme a Nibali, Gilbert e Daniel Martin è tra i quattro in corsa che hanno già vinto almeno una volta la classica di chiusura. Lui parte con il sorriso, arriva scuro in volto: come gli altri tre.

Felice GIMONDI. 113. Lo ricordano con una scritta nella maglia celebrativa della 113° edizione del Lombardia. Un nome con un cognome all’interno di una maglia che va al vincitore. Oggi ha vinto anche Felice. 

 

 

Copyright © TBW
COMMENTI
tempesta
12 ottobre 2019 19:22 tempesta
Il commento? LA MEGLIO COSA E STARE ZITTI.

Per tempesta
13 ottobre 2019 02:13 bs1913
Concordo con quanto detto da tempesta nel commento che mi ha preceduto, la miglior cosa anzi più saggia e' proprio starsene zitti, non vedo cosa ci sia da commentare, ormai è una noia vedere anche il lombardia, corridori italiani cvhe non arrivano nei primi dieci dal 1990?? E ve ne accorgete solo ora....è normale non essendoci più un ricambio generazionale capace di lottare per corse in linea e gare ha tappe questo è il risultato, io non ci trovo nulla di strano, è da anni che dico che il nostro ciclismo va sempre peggio, negli ultimi anni sono passati troppi corridori under 23 senza una logica alcuna, ed ora i nodi vengono al pettine, non siamo più competitivi in nessun terreno, non basta la vittoria di bettiol al fiandre ho il secondo posto di trentin al mondiale, per dire che il nostro ciclismo è in salute, serve ben altro buon ciclismo ha tutti.

Bisogna saper leggere...
13 ottobre 2019 13:06 Aspirante_grimpeur
Carissimi.. l'articolo dice che gli italiani non sono arrivati nei primi 10 solo 2 volte in tutte le edizioni. Nibali ha vinto nel 2015 e 2017, Cunego ha vinto tre volte negli anni 2000. Poi ci sono state le vittorie di Bettini, il podio di Mosconi e di Nibali nel 2018..non sono italiani?

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La terza tappa del Giro di Bulgaria, la Sliven–Paven Banja di 106 km, parla ancora italiano. Samuel Quaranta (Gragnano Sporting Club) sfiora il successo e chiude in seconda posizione, battuto allo sprint dall’elvetico Guillaume Haldimann (Humard VP), autore dello spunto...


Marco Zoco mette la firma su un’altra giornata da protagonista assoluto. Il milanese della Bustese Olonia trionfa nel Giro del Medio Po, classica nazionale per juniores intitolata alla memoria di Pietro Cinerari e Maria Siori, dominando la prova con una...


Quattro tappe, 587 km, 5300 metri di dislivello e un Paese tutto da scoprire. Dal 10 al 13 settembre, il mondo del ciclismo dà il benvenuto al Tour of Armenia, nuova corsa 2.2 inserita da questa stagione nel calendario dell’UCI...


Tadej Pogacar verrà operato martedì o mercoledì. A confermarlo è Mauro Gianetti, team manager di Tadej Pogacar all'UAE, che ha condiviso nuovi dettagli medici riguardanti il ​​suo pupillo con l'emittente francese RMC. Sulla decisione incidono i postumi della commozione cerebrale...


Per uno come Hans De Clercq che ha trascorso col team gli ultimi sedici anni della sua carriera da direttore sportivo la chiusura del Team Flanders-Baloise, diventato ormai una seconda famiglia, non può che risultare estremamente dolorosa. Salito sull’ammiraglia...


Prologo torna sul tetto del mondo della MTB Cross-Country grazie a Tom Pidcock che, sui sentieri della Val di Sole, ha conquistato il titolo di campione del mondo Elite 2026. Il fenomeno britannico, in sella alla sua Prologo Scratch NDR, è stato...


UAE TEAM EMIRATES – XRG. 17. Ci voleva la “Signora dai denti verdi” per strappare a Pogacar la maglia rossa, per sbiancarlo in volto, per fargli vedere nero, lui che ha regalato in questi anni solo luce. Luce dei nostri...


È ormai diventato un appuntamento tradizionale, quello con la presentazione ufficiale del Memorial Pantani. Domani - martedì 1° settembre - alle 11.10 in diretta streaming potremo seguire il vernissage della 23a edizione della classica romagnola organizzata dal Gs Emilia. In...


La storica Merak prodotta da De Rosa si rinnova e si presenta oggi nella sua 5° generazione con un’estetica minimalista che rinuncia allo storico cuore sul tubo sterzo. Ora più che mai, lo storico DNA del marchio è racchiuso nelle forme...


Dopo la vittoria di ieri nella Philadelphia Classic, Chiara Consonni continuerà ad andare a caccia di successi con la maglia della Canyon Sram: la formazione tedesca ha annunciato di aver prolungato il contratto della bergamasca fino alla fine della stagione...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra