GAROSIO CERCA TEAM. «HO DIMOSTRATO DI ESSERE UN BRAVO UOMO-SQUADRA, MA...»

PROFESSIONISTI | 11/10/2019 | 14:04
di Giorgia Monguzzi

Ormai la stagione ciclistica 2019 è agli sgoccioli, ci sono poche gare a disposizione degli atleti per dimostrare quello che valgono. È tempo di rinnovi, arrivi e partenze, ma purtroppo in questo panorama di riconferme e cambi di direzione in seno alle squadre c’è un’area grigia, di stallo, dove sono situati i corridori che ancora non hanno un contratto per il 2020.


Andrea Garosio è uno di questi: giovane promettente, dopo un buon percorso tra i dilettanti è passato professionista con la Bahrain Merida, ma ora si trova nella scomoda posizione di non avere una squadra per l’anno prossimo.


«Ho vissuto questa stagione alla grande, è stato il mio primo anno da professionista e ho avuto la possibilità di fare quasi tutte le corse importanti, nella maggior parte dei casi accanto ad un campione come Vincenzo Nibali. Penso di aver dimostrato di essere un buon uomo di squadra, ho sempre preferito mettere da parte le mie ambizioni personali per il bene del team. Una delle cose più gratificanti è stato sentirmi dire dai miei direttori sportivi e dai miei compagni che ho svolto davvero un buon lavoro. Diciamo che alla fine ho sempre fatto un po’ il lavoro sporco, ma quando c’è stata la possibilità di avere un mio spazio personale non mi sono tirato indietro - racconta Andrea Garosio a tuttobiciweb facendo un bilancio della sua prima stagione nlla massima categoria -: con la Bahrain avevo solo un anno di contratto, speravo in un rinnovo ed invece ho ricevuto una comunicazione che mi dice tutto il contrario».

C’è amarezza nel racconto di Andrea Garosio che sperava in un epilogo diverso. È lui stesso a provare a dare una spiegazione sul mancato rinnovo. «Essendo solo al primo anno ho deciso di usare un po’ la testa, ho preferito formarmi gradualmente piuttosto che tentare subito qualcosa di impossibile. Lavorando come gregario ho avuto la possibilità di imparare al fianco di grandi capitani come Nibali, Pozzovivo e Colbrelli e penso che questo in futuro mi sarà di grandissimo aiuto. Purtroppo però l’anno prossimo molte cose alla Bahrain Merida saranno differenti: cambieranno la dirigenza e parte dell’organico, c’è stata una specie di rivoluzione e molta gente non è stata confermata:purtroppo sono uno di quelli».

La situazione del corridore bresciano non è certo una delle migliori, ha avuto contatti con varie squadre, ma purtroppo per il momento non c’è stato ancora nulla di concreto e si ritrova ancora a piedi.

«Purtroppo sono ancora senza contratto e la situazione non mi piace, spero veramente che in questi giorni arrivi qualche proposta. Ormai la stagione è quasi finita, ho poche gare a disposizione per farmi vedere e dimostrare che si può puntare su di me. Concluderò il mio anno in Cina, dove spero di riuscire ad esprimermi al meglio, prima però dovrò affrontare la grande prova del Lombardia. Domani in corsa mi piacerebbe inventarmi qualcosa, magari una bella fuga per mettermi in mostra, ma non è così semplice. Il mio primo lavoro sarà quello di obbedire alle decisioni della squadra, nel nostro team c’è Vincenzo che tenterà di vincere la classica delle foglie morte; io lo stimo molto come capitano e il mio obiettivo sarà quello di supportarlo al meglio e tentare di portarlo ad una vittoria».

 

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COMMENTI
Quando i ragazzi impareranno a saper attendere, potranno definirsi professionisti.
11 ottobre 2019 17:22 Bastiano
Per me la regola dovrebbe valere anche per i fuoriclasse ma, loro possono fare quello che vogliono e sono solo uno, due o massimo tre per anno.
Un ragazza che vuole investire sul suo futuro, dovrebbe avere l'accortezza di scegliere un passaggio soft in una Professional (proprio quella categoria che l'UCI vorrebbe abolire), per poter fare un attività adeguata, per non avere troppa pressione sui risultati e per poter avere più spazio per dimostrare il proprio valore. Oggi purtroppo i ragazzi vogliono il contratto con la World Tour da Juniores e poi dopo due anni, vengono buttati al mondo delle Granfondo, dopo aver lavorato in anonimato e senza soddisfazioni. Sarebbe bello che atleti e procuratori, imparassero la lezione e facessero l'interesse dei giovani, facendoli passare in squadre dove possano avere il giusto spazio e crescere senza troppe pressioni.

Bastiano ma che dici
11 ottobre 2019 19:03 AleC
In realtà è abbastanza raro che una squadra proponga un annuale a un neopro, ma entrare nelle professional significa andare a infilarsi in un ginepraio da cui è difficile uscire. Squadre poco solide, che pagano poco, che fanno attività spesso improbabili che non ti formano come ciclista. Fallo tu un giro d'Italia preparato con le corsette in Cina da 120 km contro gente che non vale i ns dilettanti! Questo è il mondo delle professional, con rare eccezioni. E infatti ormai nei GT le professional non toccano boccia (anche qui, salvo casi sporadici).
Forse Garosio ha fatto male a passare con un contratto annuale, meglio scegliere una squadra più scarsa (ma WT) con un biennale perché farsi notare da neopro, se non sei Evenepoel, è un casino.

AleC
12 ottobre 2019 03:15 Paracarro
Ben detto..

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