DOPO IL CONSIGLIO DIRETTIVO, IL CPA INCONTRA L'UCI

POLITICA | 04/10/2019 | 07:36

In occasione del campionato del mondo nello Yorkshire, si è tenuto il comitato direttivo del CPA, l'Associazione Internazionale dei Corridori. Mentre Chloe Dygert, Rohan Dennis, Annemiek Van Vleuten e Mads Pedersen vestivano la maglia iridata, i rappresentanti dei ciclisti della massima categoria si sono riuniti a Leeds per discutere degli argomenti che stanno più a cuore ai protagonisti del mondo del ciclismo. Gianni Bugno e i suoi collaboratori hanno incontrato il vicedirettore della Cycling Anti-Doping Foundation (CADF) Olivier Banuls per migliorare la comunicazione tra i corridori e l'ente guidato dalla dottoressa Francesca Rossi, che si è dimostrato aperto a risolvere le problematiche evidenziate dagli atleti sia nei controlli alle corse che in quelli a sorpresa. «È stato un incontro molto costruttivo. Abbiamo ipotizzato la realizzazione di una webinar per l'utilizzo del sistema Adams e proposto alle nostre associazioni nazionali di svolgere uno stage formativo per i neoprofessionisti, come già viene organizzato da Accpi in Italia, per aiutare i corridori più giovani ad affrontare il salto di categoria e tutto ciò che comporta» racconta il presidente del CPA Bugno.


Tra gli argomenti sul tavolo non poteva mancare la sicurezza. Completati i sondaggi tra i corridori e raccolti i report dei delegati alle corse, il 9 ottobre il CPA incontrerà l'UCI per illustrare le criticità evidenziate gara per gara, chiedere provvedimenti per gli organizzatori che non rispettano i regolamenti e proporre soluzioni per rendere le manifestazioni sempre più sicure. «Abbiamo diverse idee da suggerire: dalla distanza minima tra mezzi in corsa e corridori a una modifica delle zone di rifornimento, in cui al momento regna il caos. Vorremmo che il protocollo delle condizioni climatiche estreme venga applicato a tutte le corse, anche in quelle minori. Nell'interesse di tutti chiederemo maggiore collaborazione tra il delegato sicurezza dell'UCI e quello del CPA» prosegue Bugno.


Mentre la piattaforma della nuova gestione premi sta arrivando all'ottimizzazione ideale, è stato stabilito come finanziare le associazioni nazionali ed è allo studio il nuovo regolamento per il fondo di transizione, le cui disposizioni per accedervi saranno pubblicate quanto prima sul sito www.cpacycling.com. Nei prossimi mesi l'associazione corridori ridiscuterà l'accordo paritario con l'AIGCP in modo che le squadre garantiscano una migliore copertura assicurativa ai corridori, considerata la professione rischiosa che svolgono, e tutelino sempre di più la loro immagine. «Il mondo degli esports apre un ventaglio di possibilità di business per tutti gli stakeholders, deve essere chiaro che i dati sensibili come frequenza cardiaca e potenza espressa sono proprietà dei corridori. Non possono essere commercializzati senza coinvolgere i diretti interessati. Come abbiamo già evidenziato al Consiglio del Ciclismo Professionistico serve un regolamento al riguardo» aggiunge il due volte campione del mondo.

Infine si è parlato di ciclismo femminile con Alessandra Cappellotto e la presidente della nuova associazione francese AFCC Elisabeth Chevanne-Brachet e della divisione Continental, di cui si sta occupando Staf Scheirlinckx, responsabile dell'associazione dei corridori belgi. «Riceviamo tante richieste di aiuto da atleti delle categorie minori, abbiamo un piano da proporre all'UCI per migliorare le loro condizioni di lavoro. Non è possibile che ragazzi che si trovano a confrontarsi in gare professionistiche non siano tutelati come professionisti» conclude Bugno.

Ascoltate le esigenze degli associati, il CPA farà sentire la voce dei corridori nelle prossime riunioni istituzionali, a partire da quella imminente con l'Unione Ciclistica Internazionale.

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