TRICOLORI. BASTIANELLI CAMPIONESSA D'ITALIA, SECONDA BALSAMO. ALLE 19 LE IMMAGINI

DONNE | 28/07/2019 | 17:53

Chissà che non sia la vittoria più bella della sua carriera. Questo nessuno ha avuto il pudore di chiederglielo. Perché certo, passi un mondiale, un Fiandre, un Europeo (giusto per non dilungarsi), ma la gioia di un campionato italiano in casa, per giunta l’unico titolo mancante in carriera, è probabilmente indescrivibile. È questa la favola di Marta Bastianelli andata in scena poche ore fa sul traguardo di Castellalto, al termine di un campionato italiano incertissimo dedicato alla categoria donne èlite. L’organizzazione della ASD Vomano Bike & Parmegiani Management, sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana, aveva pensato davvero a tutto (percorso blindatissimo) ma due cose non poteva prevedere: la vittoria della beniamina di casa e un pubblico degno di una classica del nord.

E così Marta Bastianelli ci ha messo del suo, tirando dal cilindro una magia degna del miglior prestigiatore: la vittoria in casa sotto gli occhi della figlia Clarissa Victoria, del marito Roberto De Patre e di tutti i suoi supporter (alcuni giunti dalla laziale Lariano, sua città natale), arrivata al termine di una volata magistrale al fotofinish, vinta per trenta centimetri (tutti di grinta ed esperienza) su, nell’ordine, Elisa Balsamo, Ilaria Sanguineti, Marta Cavalli, Arianna Fidanza, Soraya Paladin, Michela Balducci ed Erica Magnaldi. Tutti pezzi da 90 delle volate. Tutta la differenza, poi, l’ha fatta il pubblico locale che,magistralmente guidato dallo speaker Ivan Cecchini, ha letteralmente sospinto ad ogni giro il treno delle Fiamme Azzurre, vero cuore e fucina del successo della Bastianelli, un fuoco inestinguibile di potenza, tattica e abnegazione trasmessa sui pedali.


Muro del Kwaremont? Ma no, in Abruzzo c’è il Muro della Cappelletta, quasi 500 metri con pendenze mai sotto il 16% per poi spianare leggermente dopo aver superato un’antica cappella sulla destra. È qui che si sono dati appuntamento tutti gli amanti di ciclismo della zona (visto anche il tutto esaurito in zona arrivo) con striscioni, bandiere, tanto rumore, fumo di arrosticini (i fumogeni autoctoni) e un calore immenso. Il tutto con il rispetto assoluto delle atlete, una condotta encomiabile in tempi di tifoserie ciclistiche troppo facinorose e “invadenti”. È su via della Cappelletta che è esplosa la bellezza del ciclismo abruzzese, un tripudio che corona gli sforzi di un anno e anche più (senza dimenticare la pavimentazione rimessa a nuovo) e che resterà il simbolo di questi campionati italiani insieme con l’urlo vincente della Bastianelli sulla linea d’arrivo.


QUATTRO GARE IN UNA – Sono stati sostanzialmente quattro i momenti che hanno caratterizzato la corsa riservata alle donne èlite. La prima ora di corsa è volata via con una andatura blanda (36,5 km/h) e gruppo compatto. Subito dopo (km 53) è partita in fuga Francesca Pattaro (Be Pink) che ha raggiunto il vantaggio massimo di 2’ al termine della discesa di San Clemente. Il gruppo però non è stato ai giochi e ha subito ricucito, salvo poi lasciar evadere un importante gruppetto con Alessia Vigilia e Dalia Muccioli (Valcar), Alice Gasparini (Eurotarget Bianchi), Letizia Borghesi (Aromitalia), Silvia Valsecchi (Be Pink), Rachele Barbieri (Fiamme Oro), Arianna Sessi (BTW) esattamente al km 79,0 durante il quinto passaggio. Una sortita importante, con quasi tutte le migliori squadre rappresentate. Mancava infatti solo la formazione delle Fiamme Azzurre, la squadra di Marta Bastianelli (gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria), ma senza nessun accordo il distacco è in breve tempo lievitato sino a 4’30”. È in quel momento che la corsa è giunta al punto decisivo: proprio quando sembrava evidente che la fuga sarebbe andata in porto è entrato in azione il treno delle Fiamme Azzurre, che ha letteralmente divorato lo svantaggio con un’opera di ricucitura lunga oltre 50 km. Così al primo passaggio sul muro della Cappelletta è transitata per prima la Muccioli, che ha vinto il GPM, ma le sorti erano segnate. In contrattacco ha provato Alesia Vigilia, che ha retto in testa per tuta la metà dell’ultimo giro, ma la locomotiva Fiamme Azzurre ha aumentato il passo e non solo all’imbocco del muro il gruppo era compatto, ma già cento metri dopo si sfilacciava in più tronconi nell’attraversare una vera e propria parete di pubblico. In cima al muro scollinano in tre (Longo Borghini, Magnaldi, Paladin), ma presto rientra un’altra decina di atlete, un plotone pressoché compatto sin sul traguardo. Il resto è storia.

IL PROFILO – LA MAMMA TRICOLORE – Unica mamma ciclista italiana a gareggiare ad altissimi livelli, Marta Bastianelli è originaria di Latiano (Roma) e corre sin da giovanissima. Ha vinto il titolo di campionessa del mondo in linea Elite a Stoccarda nel 2007 (lo stesso anno di Paolo Betini) e la maglia stellata di campionessa europea in linea Elite nel 2018. Dal 2008 è affiliata al Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre. In passato si è cimentata anche nell’attività su pista (bronzo nel Keirin e 500 metri nel 2014). È con la maturità, il matrimonio con l’ex prof Roberto De Patre (e il trasferimento in Abruzzo a Guardia Vomano) e soprattutto con la nascita della figlia che la sua carriera cresce a dismisura, esattamente quando sarebbe più che logico pensare di smettere. Quattro vittorie nel 2016 sono il primo segnale, nel 2017 ecco un successo al Giro d'Italia nella tappa con arrivo a Polla, il 2018 è l'anno della definitiva consacrazione, con successi di spicco quali la Gand-Wevelgem. E nel 2019 l’incredibile affermazione al Fiandre, ottenuta ancora una volta in volata.

Le dichiarazioni della conferenza stampa

MARTA BASTIANELLI: «Una grande emozione, è l’unica maglia che mi mancava in bacheca, certo l’avevo vinta da esordiente e da juniores, ma da prof è tutta un’altra cosa. Adesso le ho veramente tutte, sono strafelice. Oggi le Fiamme Azzurre sono state una squadra eccezionale, non avevamo nulla da perdere perché eravamo poco numerose, appena 5. E tutte, tra noi, avevano avuto guai fisici negli ultimi mesi. Ma abbiamo corsa da versa squadra, con testa, gambe e soprattutto cuore. Poi sul rettilineo d’arrivo l’affetto del mio pubblico ha fatto il resto. Per ora la maglia sarà oscurata dal simbolo di campionessa europea (sino al 10 agosto, ndr), ma non temete, il tricolore ce l’ho nel cuore».

ADRIANO DE PATRE: «Non mi sarei mai aspettato di fare così festa. Ero consapevole che la torta fosse riuscita bene, sebbene sentissi che mancasse qualcosa: mai avrei sperato nella vittoria, nel podio sì, ma nella medaglia d’oro proprio no. È un incredibile sogno. Non so come ringraziare il grande pubblico di Castelnuovo, Castellalto, Notaresco, comuni favolosi che hanno camminato insieme per lo stesso obiettivo, un pubblico da Belgio, da Tour, da grandi salite e noi il piccolo Kwaremont lo abbiamo creato su via della Cappelletta. Un grande pubblico, rispettosissimo, e uno strappo degno delle Fiandre ma anche tanta sicurezza sul percorso. Basti pensare che per tenerlo blindato devo ringraziare tutte le forze dell’ordine e gli oltre 80 volontari che a vario titolo hanno data».

ELISA BALSAMO: «Me la sono giocata sino agli ultimissimi centimetri, ma è stata davvero una gran bella gara, incerta sino alla fine con un pubblico eccezionale».

ILARIA SANGUINETI: «Oggi il team Valcar ha giocato molte delle sue carte, mi è piaciuto per come abbiamo affrontato la corsa e questo terzo posto mi fa molto ben sperare per il futuro».

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