SARONNI: «CONTENTI SI', MA DOBBIAMO AMBIRE A MOLTO DI PIU'»

PROFESSIONISTI | 18/06/2019 | 08:00
di Pier Augusto Stagi

In forma è in forma. È pure bello tirato e di buon umore. Beppe Saronni si aggira per gli uffici di Magnago con passo svelto e colpo d’occhio da fuoriclasse: guarda, osserva, indica ciò che va sistemato. Coordina e ordina, senza cambiare mai il tono della voce: a lui non è mai servito. Se chiede, si fa. Punto.


Beppe è tornato in bicicletta, per stare meglio, dice. «Poca cosa, qualche uscita, senza alcuna finalità». È in gran forma, e ha voglia di parlare il “capo”, come da queste parti viene ancora chiamato, come il gruppo l’ha ribattezzato negli Anni Ottanta.


Giro d’Italia archiviato, con un bilancio positivo.

«Diciamo che dobbiamo ringraziare Valerio Conti e Jan Polanc, che hanno fatto un buonissimo Giro. Valerio per quello che aveva fatto vedere meritava di arrivare fino in fondo, ma un problema al soprasella l’ha costretto al ritiro. In ogni caso è stato bravissimo, vestendo per sei giorni la maglia rosa. Ma bravo è stato anche Jan Polanc, che ha vestito la rosa per due tappe prima di cederla definitivamente a Carapaz e ha chiuso la corsa rosa con un più che onorevole 14° posto. Contenti? Per questi aspetti certamente sì, ma noi siamo una grande squadra che dobbiamo ragionare da grande team e dobbiamo ambire a qualcosa di più e di meglio».

C’è anche la vittoria di Fernando Gaviria…

«Certo, arrivata a tavolino dopo la squalifica di Elia (Viviani, ndr). Fernando non era al top, questo lo sappiamo bene. Come sappiamo bene quale è il suo valore e cosa rappresenta per il nostro team. Si è dovuto ritirare a causa di un dolore al ginocchio sinistro, e ancora adesso è alla prese con questo fastidio, che il nostro ortopedico - il dottor Dirk Tenner - sta cercando in tutti i modi di risolvere».

Tour a rischio?

«È chiaro che in queste condizioni non può prender parte ad una gara così dura e selettiva. Il punto di domanda è grande». 

Un anno fa avete chiuso con 12 vittorie in stagione, quest’anno al momento in cui scriviamo siete già a quota 20: 5 con Kristoff e Pogacar, 4 con Gaviria, 3 con Mirza, 1a testa con Molano, Ulissi e Philipsen.

«È chiaro che siamo soddisfatti, ma come ti ho già spiegato è altrettanto vero che un team con le nostre potenzialità deve ambire a molto di più. A livello numerico siamo sulla giusta strada, ma adesso, alla vigilia del Tour, dobbiamo aggiungere qualità e peso alle nostre vittorie. È normale che sia così».

La nota lieta è data chiaramente Tadej Pogacar, 21 anni, un ragazzo che ha già fatto vedere cose non comuni.

«È lì da vedere, e noi siamo stati bravi a vederlo tre anni fa quando lo mettemmo sotto contratto. È chiaro che dobbiamo ringraziare un amico, un ex corridore come Andrej Hauptmann (ex corridore Lampre, ndr), che l’ha segnalato a Fabrizio Bontempi, il quale mi ha sollecitato a conoscerlo. Ma credimi, quando mi sono trovato davanti questo ragazzo, ho avuto chiara l’impressione di avere a che fare con qualcosa di molto diverso dalla norma: di testa ha qualcosa di più. C’è davvero poco da insegnargli, va solo accompagnato: il talento è tutto lì da vedere».

Dove può arrivare un corridore come Valerio Conti?

«È migliorato molto ed è molto più consapevole dei propri mezzi. Credo che nelle brevi corse a tappe abbia molto da dire: tiene in salita, si difende molto bene nelle prove contro il tempo e in volata non è per niente fermo. Per le classiche di un giorno deve migliorare ancora, ma nei piccoli Giri può fare grandi cose. E poi è un cacciatore di tappe: questo può essere il suo obiettivo nei Grandi Giri».

Per il Tour la squadra è fatta?

«È chiaro che questo spetta a Matxin (Joxean Fernandez, ndr), il nostro team-manager, che con lo staff tecnico sarà chiamato a mettere in campo la formazione migliore. Abbiamo qualche punto di domanda, ma ci sono chiaramente anche dei punti fermi: Daniel Martin, Rui Costa, Alexander Kristoff, Bystroem, Troia, Henao, Marcato o Sutherland. Poi c’è sempre il punto di domanda di Gaviria…».

Ma anche quello di Fabio Aru.

«Fabio sta bene e questo è quello che più conta. Sta bene ed è sereno, ha ritrovato il sorriso e la voglia di correre in bicicletta. Sta disputando il Giro di Svizzera per verificarsi, per provare a vedere a che punto è dopo il delicato intervento al quale è stato sottoposto (operato il 1° aprile scorso all’arteria iliaca femorale, ndr). Diciamo che il Tour non è nel suo programma, ma le somme si tirano sempre alla fine, e non sarò certamente io a tirarle. Diciamo che il cuore di tutti noi è per rivederlo in Francia, ma in questo caso è bene usare la testa e fare le giuste valutazioni del caso. Fabio non è solo un corridore italiano, ma è un patrimonio della UAE Emirates e del ciclismo italiano. Tempo al tempo».

Quindi, mai dire mai.

 

 

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Richard CARAPAZ. 10 e lode. “La Locomotora del Carchi” sa come si fa e lo fa ancora. Prima tappa in questo Tour, la seconda alla Grande Boucle (9° tappa in un Grande Giro). Corsa di testa, con gambe e cuore....


Dopo 185 chilometri di gara costellati da cinque GPM Richard Carapaz ha vinto la diciottesima tappa del Tour de France partita da Voiron e conclusasi a Orcières Merlette. L’atleta della EF Education Easypost, tra l'altro nominato super combattivo di giornata,...


Quale futuro per Jonas Vingegaard? Il danese è stato operato in patria per la riduzione della frattura della clavicola riportata al Tour de France ma non ha ancora parlato del prosieguo della sua stagione. Chi lo ha fatto, invece, è...


I cimeli di Toni (Antonio) Bevilacqua risplenderanno anche al Museo del ciclismo Alto Livenza di Portobuffolè (Tv). L’accordo è stato raggiunto in municipio a Spinea dove il figlio maggiore, Franco, è sindaco. All’incontro c’erano anche il primo cittadino del più...


Prima della partenza della diciottesima tappa del Tour de France da Voiron gli organizzatori di Aso hanno voluto celebrare alcuni esponenti della carovana che hanno partecipato ad almeno venti edizioni della corsa francese. Tra loro anche Michele Pallini Head Masseur...


Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Miguel Indurain. E da domenica, salvo clamorosi imprevisti, Tadej Pogačar. Lo sloveno della UAE Team Emirates - XRG ha sempre fatto spallucce quando si parlava di record da eguagliare e superare, un modo per...


Mentre la Grande Boucle attira l'attenzione del mondo su strade di Francia, in Turchia il ciclismo si ritrova al centro di una polemica abbastanza insolita. Mehmet Fatih Çiçekli è stato destituito il 18 luglio perché indossava pantaloncini da ciclista durante...


Tre giorni sulle Alpi, tre giorni per dare al Tour de France tutte le risposte che ancora cerca. Si comincia con la tappa numero 18, la Voiron - Orcières-Merlette di 185, 2 km, con 5 gpm, 3.900 metri di dislivello...


Nel 2026 il marchio Nalini ha alzato di molto l’asticella investendo in ricerca e sviluppo, un percorso che ha generato diverse novità tra cui il primo sistema di airbag integrato nel pantaloncino e l’evoluto cycling Kit RAY. Quest’ultimo nasce in collaborazione con CeRiSM (Centro di...


Non è stato certo il debutto al Tour de France che Antonio Tiberi sognava di fare. Il corridore della Bahrain Victorious ha lottato e sofferto fin dal primo giorno, senza però trovare mai quella gamba e quelle sensazioni che sperava....


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra