PASSO MANGHEN, SCOMMESSA VINTA

GIRO D'ITALIA | 01/06/2019 | 07:35

I cantieri sono stati chiusi, il Trentino ha vinto la scommessa e il prossimo 1 giugno il 102° Giro d’Italia transiterà regolarmente sul Passo Manghen nel corso della 20a tappa, il tappone dolomitico che scalerà prima Cima Campo, poi Passo Rolle e nel finale l’ascesa fino al traguardo di Croce d’Aune – Monte Avena. L’evento meteo dello scorso 29 ottobre aveva colpito duramente proprio la zona del Lagorai tra la Valsugana e la Val di Fiemme. Le intense precipitazioni, con conseguenti esondazioni e smottamenti, avevano provocato l’erosione e la distruzione di porzioni considerevoli della strada provinciale 31 del Manghen, nonché la completa demolizione dell’impalcato del ponte sul Rio Piazzina. In Val Cadino, l’accesso al passo dalla Val di Fiemme, il 90% delle piante era stato abbattuto dalle raffiche di vento, invadendo per chilometri la sede stradale e con interi versanti montuosi erosi.



La ricostruzione è iniziata da subito e sulla provinciale del passo nei mesi scorsi sono stati aperti fino a 20 cantieri fra grandi e piccoli dove diverse imprese, tutte trentine, hanno lavorato senza sosta per ripristinare questo importante collegamento e garantire il passaggio del Giro.
E proprio per onorare il grande impegno collettivo di decine di tecnici, operai e volontari che ha permesso di vincere questa gara contro il tempo per assicurare la riapertura del passo, il GPM del Passo Manghen sarà dedicato al Servizio Opere Stradali, al Servizio Bacini Montani e ai Volontari della Protezione Civile del Trentino.

Oggi, prima del passaggio del Giro, la strada verso il passo sarà “riaperta” ai ciclisti da una pedalata in compagnia di Simone Temperato. Il ritrovo è fissato dalle 8.30 da Telve per salire fino in Val Calamento fino all’altezza dell’Hotel Aurai dove è previsto un pasta party e la possibilità di assistere al passaggio della tappa.

Passo Manghen è stato frequentato dall’uomo già nella preistoria, come messo in luce dai ritrovamenti di resti degli accampamenti dei cacciatori mesolitici sulle sponde del vicino Lago delle Buse. Queste piste preistoriche sono diventate sentieri, tratturi per portare gli animali in alpeggio, strade militari nel corso della Grande Guerra.

60 anni fa, l’apertura di questo collegamento fra i comuni di Telve Valsugana e Molina di Fiemme, particolarmente amato dagli scalatori sulle due ruote e inserito nelle 23 “Salite da mito” del Trentino, fu resa possibile grazie all’impegno congiunto delle due comunità di qua e di là dal valico, e in particolare dei rispettivi Corpi dei Vigili del Fuoco volontari. Un impegno che si è rinnovato proprio nelle ore successive all’evento meteo di fine ottobre con provvidenziali soccorsi a persone in difficoltà su entrambi i versanti e poi di primo intervento e ripristino della viabilità stradale.

Il Giro sul Manghen
Molte le volte che hanno registrato il passaggio del Giro d’Italia su questo passo, storico valico tra Valsugana e Val di Fiemme ad una quota di circa 2000 m. Tra le tante ricordiamo quella del Giro d’Italia del 1976 nella tappa che partiva da Vigo di Fassa per concludersi alle Terme di Comano. In vetta al Manghen (prima delle due asperità di giornata) scollinarono in testa Francesco Moser e Roberto Poggiali. Obiettivo del tandem della Sanson attaccare la maglia rosa De Muynck (il belga aveva sfilato la rosa a Gimondi il giorno prima al Gardeccia). Da abile discesista, Moser, creò il vuoto. Il tandem della Sanson percorse l’intero tratto della Valsugana improvvisando una cronometro a coppie. Non sufficiente, però, per contrapporsi al ritorno degli inseguitori.

L’ultimo passaggio del Giro risale al 25 maggio 2012 nel corso della tappa da Treviso all’Alpe di Pampeago vinta dal ceco Roman Kreuziger davanti al canadese Ryder Hesjedal che due giorni dopo, nella cronometro finale, si sarebbe aggiudicato il Giro con 16 secondi di vantaggio sullo spagnolo Joaquim Rodriguez.

La salita
Sono 23 i chilometri per un totale di oltre 1600 metri di dislivello. Numeri che impongono di affrontare questa salita con una buona preparazione. La strada non ha una pendenza regolare e questo può indurre nella tentazione di forzare, specie all’inizio. Invece bisogna tenere di riserva qualche energia perché sono gli ultimi chilometri i più impegnativi.

Per chi sale dalla Valsugana la strada che sale al passo si imbocca nell’abitato di Borgo. La strada sale subito, anche se non in maniera decisa. I primi 4 chilometri sono abbordabili, mentre sono più impegnativi quelli che si immergono nel bosco, subito dopo il bivio di Telve. Dopo circa 8 chilometri si respira per un breve tratto. Sono due chilometri che anticipano l’inizio della salita vera, quella che, in alcuni punti, presenta pendenze attorno al 13 per cento. Siamo nel cuore della val Calamento, dove la fatica si fa sentire, ma dove è possibile ammirare la cornice di pascoli e malghe del Gruppo del Lagorai, una tradizione lattiero casearia di alta qualità. Si pedala per altri quattro chilometri, per poi rifiatare pochi minuti su un falsopiano prima di affrontare l’ultimo durissimo tratto: 7 chilometri che sembrano non finire mai. Una salita che nel finale, verso quota 2000 m, non offre alcuna frescura, nessuna ombra, ma che, all’arrivo, regala una grande soddisfazione.



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