GATTI&MISFATTI. MA COSA VI HA FATTO?

GIRO D'ITALIA | 16/05/2019 | 18:19
di Cristiano Gatti

A quanto pare, la festa è doppia: l’Italia torna al Giro d’Italia, prendendosi tappa e maglia, in più tutti quanti si levano finalmente dai piedi Primoz Roglic. L’antipatico, l’indesiderato.


Ma sì, è dal primo giorno, dalla sua trionfale cronometro di Bologna, che lo sloveno va di traverso a un sacco di gente.


Improvvisamente svanita tutta la predisposizione retorica nei confronti del ciclista medio, per intenderci la stessa che ha portato la grancassa a celebrare con taniche di simpaticismo le gesta dei giapponesi (mi dissocio: li raccontano come amabili fenomeni da baraccone, meritevoli del nostro affetto superiore, ma meriterebbero semplicemente rispetto vero).

Per Roglic non c’è margine. Ogni occasione è buona per rigirargliela contro. Quando capita che magari dopo una tappa problematica ritardi il suo arrivo in sala stampa, come succede a tutti i leader di tutti i grandi giri, subito si racconta che faccia il prezioso, che sia nervosetto, che riveli tutta la sua spocchia.

Che cosa strana. Solitamente, se e quando un volto nuovo prende la scena in una grande occasione, tutti si danno da fare per costruire il nuovo personaggio. Per rivelarne le qualità, per raccontarne i lati migliori. Con Roglic non c’è niente da fare. Lo vedono imbronciato, accigliato, ascendente seccato. Lo vedono poco cordiale, sfuggente, vagamente montato.

Personalmente non so bene che cosa abbia fatto di male questo sloveno per meritarsi tutto questo circolo di carogne alle calcagna. Mi limito a dare una testimonianza in più sperando valga qualcosa, non essendo io né parente né socio né compagno di merende di Primoz. Senza tanto farla lunga: è un tipo disponibile, educato, umile, tranquillo. A domanda risponde, a saluto saluta. Esteriormente non personeggia con i segni distintivi del tempo, tatuaggi barbe baffi orecchini, a livello di carattere si presenta mansueto e riservato. Tutto qui. Magari non è quel genere di mattacchione che tiene subito in piedi la compagnia fischiando alle miss e lanciando lo schiaffo del soldato, ma questo – bisogna pur ammetterlo – non è requisito fondamentale per essere persone degne. Quanto al corridore in sé, c’è una grande fretta di vederlo spacciato: in tanti lo vedono già chiaramente declinante, dopo la partenza sprint, troppo sprint, della primavera. Sul traguardo di Frascati, peraltro unico leader di classifica a farsi trovare in testa dopo la caduta, lo dipingono in chiara difficoltà nella volata, non vedi come s’è staccato subito quando Carapaz ha accelerato (opinione personale: con molta intelligenza, ha lasciato fare ai cacciatori di tappa, ma la pedalata era una meraviglia).

E in ogni caso: quello che è, quello che sarà, lo scopriremo quanto prima, soprattutto all’arrivo della cronometro di domenica, San Marino. A seguire, sulle Alpi. Per il momento, mi sembrava il caso di accoglierlo almeno con un minimo di curiosità, come un benvenuto al nuovo che viene avanti e che piano piano bisogna scoprire. Qui invece siamo arrivati alle conclusioni – ostilità e gelo – prima ancora di cominciare.

Non è fenomeno del tutto nuovo, peraltro: c’è chi nasce con la camicia e vive subito in mezzo alle carinerie generali, poi c’è chi nasce senza neppure la canottiera e deve andare avanti tra le gomitate nei denti. Roglic è delle seconda specie, evidentemente. Non avendo la camicia, deve procurarsi comunque qualcosa da mettersi. Magari una maglia. Magari rosa. Alla faccia di chi gli vuole male.  

Copyright © TBW
COMMENTI
Ma
16 maggio 2019 18:44 Line
perché nessuno parla della caduta di oggi come e avvenuta ? il var dorme , perciò i commissari e meglio che cambino lavoro

mah
16 maggio 2019 19:08 ConteGazza
sicuramente domenica vincerà la crono. Speriamo Vincenzo perda al max 1:30. Bisogna aspettare il trittico Venerdì 24, Sabato 25 e Domenica 26 e ne sapremo di più. Per non parlare poi della ripartenza del Martedì dopo il giorno di riposo con la tappa regina! Più che di Roglic e Yates io mi preoccuperei di tutti gli altri (scalatori veri e gente di fondo)

x Line
16 maggio 2019 20:32 noodles
il tuo mi pare un commento pesantemente allusivo. che sarebbe successo in quella caduta ? qualcuno delle squadre che ambisce alla vittoria lo avrebbe fatto cadere di proposito ? premetto che non ho visto le immagini

Parole sante
17 maggio 2019 09:18 runner
Sono d'accordissimo: in Italia preferiamo sempre i cosiddetti "fenomeni da baraccone". Chiacchieroni, spacconi (alla Cipollini o alla Sagan, tanto per essere chiari...). I Roglic, i Rebellin, i Gotti..., gente umile, educata e riservata non fanno notizia e non piacciono. Poi, magari, sono anche più forti e più brave persone....Ma oggigiorno, cosa importa?

Chi c’è l’ha con Roglic???
17 maggio 2019 09:53 Monti1970
Non vedo questo odio nei confronti di Roglic. Forse Gatti di notte fa strani sogni? Io per ora ho seguito tutto il Giro,in tv, no ho sentito nessuno parlare male di Roglic.
Forse Gatti è sintonizzato su altri canali?

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Uno scatto da velocista, anche se in questo caso Roberto Pella, ex-presidente della Lega, ma pur sempre onorevole della Repubblica, vice-presidente Anci e sindaco di Valdengo, propone la sua comunità come sede per ospitare i campionati italiani cronometro per le...


Applausi per la regina Marlen. La svizzera Reusser, campionessa del mondo in carica, ha  conquistato il suo quinto titolo continentale contro il tempo pedalando i 22 chilometri del percorso ad oltre 41 KM/h e  facendo fermare le lancette sul crono...


Un campione olimpico per la Jayco AlUla: Oliver Bleddyn farà il salto nel gruppo WorldTour firmando il suo primo contratto da professionista per le stagioni 2027 e 2028. Il ventiquattrenne australiano ha trascorso gli ultimi due mesi come stagista e...


Andate in archivio le edizioni femminile e maschile della Tre Valli Varesine, ecco le nuove classifiche maschili e femminili di Coppa Italia delle Regioni 2026 con Giulio Pellizzari ed Eleonora Gasparrini ancora primi ma non mancano le novità. UOMINI: Al...


La Spagna domina la mattinata delle cronometro agli Europei: dopo i successi in entrambe le prove Juniores, e con la sola "interruzione" del dominio-Vinke tra le Under 23, la crono uomini U23 incorona Hector Alvarez! Il talento di casa Lidl...


Procedimento estinto: si chiude il primo atto del contenzioso promosso dalla la Lega del Ciclismo Professionistico contro la Federazione Ciclistica Italiana. L'oggetto principale del ricorso riguardava la richiesta di sospensione cautelare e l'annullamento delle delibere federali n. 46 dell'11/06/2026 e n. 140...


I Paesi Bassi tornano a scrivere il proprio nome sull'albo d'oro della cronometro Under 23 femminile agli Europei, dopo la vittoriosa Van Anrooij del 2022: sui 22.1 chilometri sloveni di Sencur, Nienke Vinke parte per ultima col dorsale 1 e...


Continua la campagna acquisti della Pinarello Q36.5 con un nuovo arrivo, quello di Ethan Hayter. Il britannico, classe 1998, ha firmato un cointrato biennale con il team svizzero: è reduce da una Vuelta di Spagna corsa da protaginistam nella quale...


A meno di 20 km da dove è nato, lui pinerolese di Osasco venuto alla luce a Savigliano, volta pagina sul traguardo di Bra. Jacopo Mosca, dopo dieci anni sulla ribalta del ciclismo professionistico, sette dei quali con la maglia...


Una decina di giorni dopo il titolo mondiale nella crono junior e quello in linea Benjamin Noval Suarez è tornato a lasciare il segno, ma questa volta la lotta è stata sul filo del rasoio. Lo spagnolo ha conquistato il titolo continentale...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra