VUELTA AL TACHIRA, SAVIO RITROVA I VECCHI AMICI...

PROFESSIONISTI | 16/01/2019 | 14:21

La vittoria il primo giorno, l’ennesima in Venezuela, con Benfatto e poi tanta sfortuna. La Vuelta al Tachira dell’Androni Giocattoli Sidermec a tre quarti del percorso si può riassumere così.


L’acuto del velocista padovano, il primo corridore italiano a vincere nel 2019, poi i problemi e il conseguente ritiro per Leonardo Fedrigo, le forature dello stesso Benfatto nel giorno in cui era atteso al secondo sprint, la foratura e l’incidente a Kevin Rivera che corre con un polso dolorante. Ecco il quadro della situazione.


«Come sempre andiamo avanti pur tra qualche difficoltà e problema non certo previsto. Proveremo a tirare fuori il meglio da questi ultimi giorni di corsa anche se Rivera, che era il nostro uomo di classifica, soffre per il problema al polso e arrivi per velocisti in pratica non ce ne sono più» spiega, comunque, con ottimismo il team manager Gianni Savio che in Venezuela è sempre costantemente il personaggio più ricercato dai media. Per storia, per vittorie, per carisma. Così, come successo già in anni passati, le trasferte sudamericane diventano anche l’occasione per il manager torinese per incontrare suoi vecchi corridori. Ieri l’altro Savio alla partenza della tappa, mettendo insieme Benfatto e i sudamericani Serpa e Rujano, ha ricostruito un po’ di passato e presente dell’Androni Giocattoli Sidermec.

Il colombiano Josè Serpa ha vestito la maglia Androni Giocattoli Sidermec per diverse stagioni, vincendo tra le altre corse un Giro del Friuli e un Tour de Langkawi. Il venezuelano Josè Rujano, scoperto proprio da Savio, con la maglia dei campioni d’Italia vinse due tappe al Giro del 2011, solo per ricordare gli ultimi acuti. Tutti e due, a 39 e 36 anni, sono ancora al via della Vuelta al Tachira, dove in un quadretto vincente hanno posato per una foto che racconta passato e presente vincente dell’Androni Giocattoli Sidermec.

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