L'ORA DEL PASTO. PIZZALI, IL CAMPIONE SENZA MEDAGLIA

STORIA | 28/12/2018 | 07:18
di Marco Pastonesi

E’ l’unico campione olimpico senza medaglia d’oro. Olimpiade 1956, Melbourne. Ciclismo su pista, inseguimento a squadre, qualificazioni, l’Italia abbinata al Sud Africa, Virginio Pizzali sfiorò la ruota di un compagno e cadde, ma l’Italia passò comunque il turno, Pizzali si fratturò la clavicola e concluse i Giochi all’ospedale, l’Italia (Leandro Faggin, Tonino Domenicali e Franco Gandini) lo sostituì con Valentino Gasparella e alla fine conquistò il titolo. Ma per lui, Pizzali, l’oro non c’è mai stato.


Oggi Pizzali compie 84 anni. Friulano di Mortegliano (“Come Ezio Pascutti, attaccante del Bologna e della Nazionale, nato tre anni dopo di me”), quinta elementare (“La scuola era un lusso”), la prima bici a 14 anni (“Un’Arbos”), garzone da un fornaio a 13 anni (“Portavo il pane in bici robusta con cesta davanti”), la passione per il ciclismo a 14 anni (“Scoppiò quando vidi Gino Bartali vincere il Tour de France del 1948 in un cinema all’aperto a Tricesimo”), le prime acrobazie a 15 anni (“Sul ponte sul Natisone guidavo un triciclo, in curva, piegandomi su due ruote”), e subito la vocazione (“In bici a Castelmonte, in salita con un amico, a mezzo chilometro dalla vetta presi una curva all’esterno e lo staccai”), la trasformazione a 16 anni (“A Castions feci modificare la bicicletta da sportiva a corsa, però mantenendo le gomme fini invece dei tubolari”), nonostante il lavoro (“Mi alzavo alle tre di notte, o di mattina, sabato e domenica compresi”), nonostante tutto (“Un giorno mi accodai a tre corridori, in salita non mi staccarono, a Tolmezzo ingaggiammo una volata, la vinsi, mi domandarono chi fossi e da dove venissi”).


Adesso si direbbe che Pizzali fosse un predestinato. La rivelazione nel 1951: “Ultima gara della stagione a Ragogna, ci arrivai in bici da casa con lo zainetto, poi una novantina di chilometri, la fuga a quattro dopo un solo chilometro, arrivammo al traguardo e vinsi, poi tornai a casa in bici”. La conferma nel 1952: “In bici da casa alla stazione di Udine, in treno da Udine a Padova, in bici da Padova ad Abano, poi una novantina di chilometri con una salita che i professionisti facevano al Giro del Veneto, ero davanti quando forai, cambiai la gomma a tempo di record, inseguii, domandai a un giudice quanti corridori ci fossero davanti, mi disse che se avessi vinto mi avrebbe regalato duemila lire, un euro di oggi, ma allora era una cifra enorme, li ripresi a una ventina di chilometri dal traguardo, l’arrivo nella pista di atletica, vinsi anche un coppa, poi ancora bici, treno, bici e a casa alle nove di sera”. L’occasione nel 1953: “Giro del Friuli in quattro tappe, nella quarta aiutai un mio compagno a vincere e mi piazzai terzo, Costante Girardengo volle conoscermi, mi propose di diventare professionista nella sua squadra, ringraziai ma dissi di no, avevo letto ‘Prendi la bici e vai’ di Giuseppe Ambrosini, si raccomandava di non bruciarsi da giovani”. La seconda occasione nel 1954: “Terzo su 36 corridori, due per regione, al Trofeo Gardiol al Vigorelli, velocità, Antonio Maspes mi propose di andare all’Excelsior di Milano, gli risposi che ci sarei andato anche a piedi”. E con la maglia dell’Excelsior stabilì un primato del mondo: “11”2 nei 200 metri lanciati, al Vigorelli”.

Da dilettante, Pizzali è stato campione italiano nell’inseguimento a squadre (1955 e 1956). Da professionista (Lygie, Ignis, Fides e Termozeta-Dei), è stato campione italiano stayer (1958, 1959, 1961 e 1962). Che vita: “Tre anni a Parigi, da emigrante, in un albergo a ore a Montparnasse frequentato da – oggi si direbbe - escort. Mi chiedevano dove andassi, che cosa facessi, rispondevo che avevo un solo grande amore, il ciclismo”. Che corse: “Nel 1959, dietro motori, una decina di riunioni aspettando il Tour, la finale al Parco dei Principi a Parigi, trentamila spettatori in piedi mentre attaccavo il campione del mondo, lo spagnolo Guillermo Timoner, finché gli feci perdere la scia della moto, lui si fermò e scese dalla bici”. Che storie: “Nella cabina venne a trovarmi l’autista del commendatore Borghi, il patron dell’Ignis, era a Parigi con la moglie e voleva che passassi la serata con loro al Lido sui Campi Elisi, ‘Non ho da vestirmi’ mi giustificai, l’autista mi disse che potevo andare anche così, andai, una cena da gourmet, ma quando stava per cominciare lo spettacolo domandai al commendatore se poteva farmi accompagnare in albergo perché l’indomani sarei dovuto andare a Bruxelles per una riunione, lui prima non ci poteva credere, poi mi abbracciò”. Che ricordi: “All’inizio, in tasca, non avevo che una pagnotta, la pucciavo nell’acqua di una fontana, andavo a pane e acqua. A Parigi ci andai con una valigia legata con lo spago”. Che arte: “Faccio collage. Collage di ispirazione ciclistica. Esposti anche in mostre”. Che sogni: “Sogno ancora quella medaglia d’oro di Melbourne. Giovanni Malagò, il presidente del Coni, mi ha detto che non può. Se non può lui, chi altri?”. Che pazienza: “Vorrà dire che passerò alla storia come l’unico campione olimpico senza l’oro”.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Virginio Pizzali
28 dicembre 2018 17:26 canepari
ancora adesso ultraottantenne, è’ gioviale, simpatico, insomma una persona squisita. Da dilettante voleva correre su strada...poi ha fatto l’inseguimento ed è diventato tra i migliori stayer mondiali. Nel 1957 l'UCI decide di organizzare a Lipsia il Criterium mezzofondo per dilettanti (un vero e proprio mondiale ma unico e mai più replicato nella storia del ciclismo,) e lui si impone indossando come premio, una maglia bianca contornata con i colori dell'iride. Alla ruota di Pellizzari, fece un giro del Vigorelli in 16”e 2/5, alla media di più di 86 Km/ora.. Il commendator Borghi non se l'era lasciato sfuggire e l’aveva messo sotto contratto.
Ai Mondiali professionisti stayer del 1959, il suo allenatore era l’ultrasettantenne Pasquier, e la coppia stava dando spettacolo. Quando era in testa a 14 giri dalla fine pressato da Timoner, mentre stava doppiando due concorrenti, toccava malamente il rullo, si disuniva e cadeva proprio quando sembrava ormai con l’oro in tasca. Un vero peccato.
Ciao Virginio!... E grazie Marco per questi tuoi ritratti.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La seconda tappa della Volta a Portugal Jogos Santa Casa ha avuto tutto, anche oltre il traguardo, e a un certo punto il corridore inizialmente annunciato come vincitore si è rivelato non esserlo. I velocisti sono sopravvissuti alle due brevi...


Kasia Niewiadoma ha scelto il palcoscenico più prestigioso per firmare una delle imprese più belle della sua carriera. Sul Mont Ventoux, nella tappa più attesa del Tour de France Femmes, la polacca ha attaccato quando mancavano dieci chilometri al traguardo,...


Elisa Longo Borghini conquista un terzo posto di grande valore sul Mont Ventoux e compie un altro passo importante nella classifica generale del Tour de France Femmes. La campionessa italiana ha chiuso la durissima frazione alle spalle della vincitrice Kasia...


Acciaccati, feriti, dimezzati… ma la capacità di vincere non la perdono mai. Jan Christen e la UAE Team Emirates-XRG hanno vinto la quinta tappa del Giro di Polonia 2026, regalandosi un sorriso dopo la brutta giornata di ieri. Per il...


Parla  polacco la settima, temutissima, tappa del Tour de France Femmes 2026: Kasia Niewiadoma (Canyon Sram) conquista il successo sul Mont Ventoux e la maglia gialla di capoclassifica dopo una azione solitaria di costruita negli ultimi 9 chilometri della frazione che ne...


Ruote veloci alla ribalta nella quarta tappa della Vuelta a Burgos, la Palazuelos de Muñó - Briviesca di 178 km. Ad imporsi è stato infatti il britannico Matthew Brennan della Visma | Lease a Bike che ha avuto la meglio solo...


Parla svizzero la quinta tappa del Tour de Pologne 2026, la Opole - Kocierz Resort di 218 km, grazie alla stoccata in salita di Jan Christen. Frazione dallo sviluppo scontato, visti i tanti chilometri di pianura che hanno portato ai...


Anche se sei un asso del pedale e vai in bici da una vita, a volte devi fare i conti con l’imprevisto. È accaduto a Romain Bardet che ha pedalato nei giorni scorsi sul Mont Ventoux con suo figlio Angus. Il...


La Solution Tech NIPPO Rali ha chiuso in maniera perfetta la quattro giorni di gara al Tour of Kahramanmaraş. Con lo sprint vincente di Dusan Rajovic al termine della Yeşilgöz-Kahramanmaraş di 110, 8 chilometri la formazione italiana ha infatti...


Ieri Kim Le Court Pienaar ha regalato un vero e proprio spettacolo nella sesta tappa del Tour de France. L'atleta delle Mauritius in forza al team Ag Insurance ha prima inseguito e poi ha vinto sul traguardo di Tournon sur...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra