IVAN SOSA, QUESTA È LA NOSTRA VERITA'

LETTERA APERTA | 21/09/2018 | 10:32

Il caso Ivan Sosa - con un passaggio prima annunciato alla Trek Segafredo e poi rimesso in discessione con tanto di cambio di procuratore - sta suscitando molte attenzioni. Al riguardo riceviamo e vi proponiamo integralmente questa nota firmata dall'avvocato Marco Angelini, da Paolo Alberati, Maurizio Fondriest e Andrea Bianco: è la ricostruzione della carriera di Sosa e dei fatti delle ultime settimane.


 


Da qualsiasi parte la si guardi, la vicenda Ivan Sosa purtroppo è molto triste, il finale sa di comportamento eticamente deplorevole, di tradimento alle spalle.

Era novembre del 2015 quando, dopo aver portato Egan Bernal ancora Juniores a gareggiare e vincere da noi in Italia, residenza per un mese a casa Alberati a Catania, ragazzo scoperto e suggerito dal prof. Andrea Bianco, (italianissimo di Lido di Iesolo ma trapiantato in Colombia da 18 anni) tecnico UCI e commissario tecnico della Nazionale Colombiana di Mtb per 11 stagioni, vista la bontà dell’operazione, ci siamo messi subito alla ricerca di un altro ragazzo da affiancare ad Egan, in dirittura di arrivo con un contratto quadriennale in Italia con l’Androni-Sidermec.

In novembre in Colombia si corre il nostro “Giro della Lunigiana”, che loro chiamano la “Vuelta al Porvenir”, insomma la corsa per la categoria Juniores più prestigiosa del Sudamerica, già vinta da Quintana e Uran, richiedemmo così subito ad Andrea di visionare la corsa e proporre un passaggio in Italia al miglior grimpeur della corsa, circostanza per la quale poi in Italia ci saremmo occupati noi. E così con il quarto posto finale nella classifica generale e la vittoria della “etapa reina”, lo scalatore più interessante fu Ivan Ramiro Sosa Cuervo.

Non fu facile trovargli sulla fiducia un posto in Italia in un team U23, alcuni ci avevano chiesto Bernal a settembre ma lui era già volato verso altri lidi, non si fidavano che ne avessimo trovato un altro meritevole di una chance.

Ci credette Renzo Maltinti, così il giovane DS della sua squadra Leonardo Scarselli ci telefonò a fine gennaio che si poteva fare, lo potevano tesserare per la stagione 2016 ma il budget era al lumicino, quindi potevano garantirgli vitto e alloggio più che decorosi (il ritiro Maltinti ad Empoli è proprio grazioso) e un minuscolo rimborso spese. Ma il volo aereo, almeno di andata, dovevamo metterlo noi.

Fu così che Paolo Alberati si incaricò del costo e fece il biglietto per il ragazzo.

Ivan accettò, partenza quasi all’oscuro dai duemila metri di Pasca (Cundinamarca), primo volo aereo della sua vita subito intercontinentale, arrivo nel cuore della notte all’aeroporto di Pisa, qualche (pochi) convenevoli e qualche giorno dopo era già nella mischia della Firenze – Empoli. Nella neve del gelido febbraio italiano.

Poche parole, molto concreto, Ivan conquistò subito la simpatia di tutti: i primi mesi ebbe un inizio un po’ stentato, su percorsi pianeggianti Ivan faceva fatica coi suoi 52 chilogrammi, ma mostrò subito carattere nel sapere prendere il suo posto nel gruppo, anche a volte con i gomiti un po’ larghi, per farsi spazio nonostante il suo peso piuma.

Ma ad aprile sfiora già la prima vittoria, nell’arrivo in salita di Badiola alza le braccia però troppo presto, senza accorgersi che da sotto il fianco sinistro gli spunta Ciccio Romano e lo brucia sul traguardo.

Vorrebbe subito riprovarci, ma anche se la Toscana è tutt’altro che piatta, gli mancano le sue lunghe salite colombiane. Per la verità gli manca anche un po’ la famiglia, non è previsto infatti un volo di rientro a breve e allora Alberati decide di pagargli ancora lui un biglietto, per staccare un po’ dalla routine delle corse e del ritiro e lo ospita a casa sua alle pendici dell’Etna per tre settimane.

Ivan ritrova il calore familiare, ma trova familiari anche le lunghe salite dei pendii del Vulcano. Le comincia a scalare con sempre maggiore convinzione, Alberati si sbalordisce nel vederlo salire con una naturalezza matura (ha ancora 18 anni appena compiuti) e soprattutto si stupisce nel vederlo battere record in salita appartenenti a un certo Damiano Caruso… già professionista affermato da diverse stagioni.

Alberati lo segue in bici e in auto in allenamento e lo consiglia con attenzione, ma lo coccola anche con le crostate della moglie. A Ivan torna il mordente necessario per rientrare alle corse e infatti appena rimette il numero sulle spalle a fine giugno 2016, alla prima corsa a cui partecipa la Schio-Ossario del Pasubio con un lungo arrivo in salita domina, staccando nel finale Zaccanti e Orsini, compagni di squadra in Colpack.

Ivan Sosa è un ciclista molto interessante, ma ancora troppo giovane per essere messo sotto procura perché non Professionista, così si decide di fargli firmare il contratto di procura con l’Avvocato Marco Angelini collaboratore di fiducia di Paolo Alberati. Ad un ragazzo così giovane si deve lasciare tutto il tempo necessario per crescere e i due anni di contratto che limitano l’attività di un procuratore UCI sono troppo pochi per spronarlo a chiedergli subito risultati, quindi la soluzione del contratto di procura con il Legale appare subito la più adeguata.

L’eco dei suoi successi infatti risuona già oltreoceano, il Colombia si comincia a parlare di Ivan Sosa e nella selezione per il prossimo Tour de l’Avenir insieme al talento Egan Bernal già vincitore di alcune corse minori tra i Pro nonostante i suoi 19 anni, prende posto anche Ivan Sosa.

Gianni Savio che aveva già sentito parlare da tempo da Alberati di questo Sosa, chiama al telefono e chiede di farlo valutare in un centro specializzato per un test. Il risultato sembra poco convincente, come si sa non tutti i giorni gli atleti possono essere al cento per cento. Così Savio si deve fidare di Alberati che di test a Sosa ne ha fatti più di uno e risulta un motore con tanti cavalli, un altissimo Massimo Consumo di Ossigeno, non convenzionale e oltre 6,5 watt pro chilo nella potenza critica dei 6 minuti e una struttura naturalmente magra.

Ha appena 18 anni, uno già così fortissimo ha addirittura grandi margini di miglioramento. Ancora non fa la barba, ha il volto di un bambino, ma il motore promette molto bene.

Savio si fida ancora una volta di Alberati, che dopo Bernal gli affida nelle mani e in squadra un potenziale campione, da crescere insieme.

Ma ora c’è da convincere Maltinti che ad agosto è meglio lasciarlo correre in Nazionale il Tour de l’Avenir piuttosto che la corsa che viene organizzata in Toscana dalla sua stessa società.

Vi è un piccolo braccio di ferro, Alberati acquista per il ragazzo (che con le sue finanze non può) un altro biglietto aereo per Catania (e ritorno) e lo porta di nuovo ad allenarsi per l’Avenir sulle salite arcigne dell’Etna. I pomeriggi li passa in casa a giocare coi suoi bambini, la notte prende posto nella camera dei suoi figli, che per l’occasione quando i corridori sono in casa Alberati, vanno a dormire nel lettone coi genitori.

Maltinti comprende, lo strappo si ricuce ben presto: Sosa va all’Avenir da gregario di Bernal che chiude quarto in classifica generale: il ragazzo cresce bene e quando torna a fine stagione in Colombia il ricordo che ha lasciato in terra di Toscana è dei migliori.

La stagione 2017 si apre ben presto, a gennaio c’è da correre in Venezuela la Vuelta al Tachira e Sosa alla prima corsa da Pro vince subito la maglia di miglior giovane, conquistando per alcune tappe anche quella di miglior grimpeur.

I mesi invernali del 2017 Ivan li passa in Sicilia sempre ospite di Alberati insieme all’altro acquisto Androni Kevin Rivera, a Torino nel ritiro della squadra febbraio e marzo è ancora rigido, in Sicilia ci si può allenare bene.

Il 2017 è l’anno del primo stipendio importante per il ragazzo, l’anno dell’apprendistato ma nelle corse è sempre concreto e importante per la squadra. Termina la stagione e Alberati che nel frattempo è stato affiancato nella guida tecnica e nella sua attività di crescita dei corridori da Maurizio Fondriest, si reca in Colombia per alcuni giorni per conoscere la famiglia del ragazzo, le sue origini, i suoi sogni, i suoi obiettivi.

Si riusciva ad ottenere per il contratto di Sosa depositato in UCI una finestra, una clausola concordata con Gianni Savio che prevedeva che «se nel corso del 2018 Ivan Sosa avesse ottenuto una “proposta importante” da parte di un Team Pro Tour, questa doveva essere portata a conoscenza del Team Androni entro e non oltre il 30 giugno. A quel punto il team Androni-Sidermec poteva riservarsi di eguagliarla oppure lasciare libero il ragazzo di cambiare team, dietro il ricevimento di un premio di valorizzazione da versare entro il 1 agosto 2018».

Ivan riporta dall’Italia una MTB Bottecchia e gran parte dell’inverno su suggerimento dei suoi tecnici della squadra e consulenti di procura sportiva, ai quali si è aggiunto anche Maurizio Fondriest che ora collabora anche lui con l’Avvocato Angelini, Alberati e Bianco, si allena su quella bici divertente. Anche il 2018 è un anno che inizia presto, ma stavolta nella Vuelta al Tachira Sosa ottiene la sua prima vittoria da Pro in una tappa dura, da scalatori puri, che domina col compagno di squadra Kevin Rivera terzo sul traguardo.

In virtù della clausola ottenuta è già dalla Tirreno Adriatico che il procuratore  di Ivan tramite i suoi collaboratori consegna il curriculum del ragazzo ai più importanti Team Manager delle squadre Pro Tour presenti, raccomandando loro di tenerlo sott’occhio .

La preparazione invernale proposta dai tecnici, (anche un po’ di palestra in programma, visto che c’è da far sviluppare e maturare un fisico ancora acerbo) sembra essere proprio azzeccata, tant’è che nella già più prestigiosa Oro y Paz Ivan è sempre protagonista coi migliori scalatori al mondo, sesto nella classifica finale vinta da Egan Bernal su Nairo Quintana e Rigoberto Uran.

C’è però da programmare un secondo picco di forma, da ottenere tra fine aprile per il Tour of the Alps e tenerla fino a fine giugno per la Adriatico Ionia Race, così i suggerimenti dei suoi consulenti si orientano su questo obiettivo.  Tutti abbiamo ben presente le prestazioni di Ivan in Trentino e soprattutto la maglia di leader indossata davanti ad un certo Chris Froome. Poi la caduta in maglia di leader, la convalescenza in casa Fondriest, la visita podologica a cui lo sottopone Maurizio, i plantari che gli fa preparare, un nuovo assetto biomeccanico portato a termine nello studio del campione del mondo di Cles e l’inizio dei contatti con squadre Pro-Tour interessate al ragazzo di Pasca.

Maurizio Fondriest concorda con Guercilena un test presso il Centro Mapei per Sosa già per il 24 aprile , quindi insieme si recano nel varesotto per l’appuntamento e visti i risultati importanti usciti dai macchinari Mapei si comincia a mettere giù una strategia di allenamento e gare per la stagione 2019 e 2020.

Con Ivan si parla di aprire un contatto con Sky, ove già sta correndo l’amico Bernal, sembra la strada più “facile” da percorrere, però Ivan valutando la possibilità di diventare di fatto comprimario, chiede di poter provare la strada da battitore libero, che al momento in Sky rischierebbe di sentirsi un po’ chiuso, quindi dà l’ok al suo procuratore Angelini di trattare con altre squadre.

La proposta più interessante sembra quella della Trek Segafredo, i fattori tecnici e umani e non ultimo una importante offerta economica, pari o superiore a quella delle altre ricevute, portano a propendere per la squadra di Luca Guercilena.

Il 17 maggio, rispettando i tempi del contratto Androni-Sidermec la Trek Segafredo propone la prima offerta per Ivan Sosa, ma quando verso fine giugno Savio comunica che intende equipararla e quindi tenersi ancora il ragazzo per il 2019, la Trek il 29 giugno rilancia con una cifra ancor più importante e Savio a quel punto deve alzare bandiera bianca e con una pacca sulla spalla da galantuomo qual è, dà il via libera a Ivan Sosa.

Ivan viene sempre informato di ogni passo della trattativa, teme infatti che Gianni, per il quale nutre molta stima (ricambiata), riesca a trattenerlo ancora nella sua squadra Professional, mentre Sosa sogna il salto nel Pro Tour.

Così quando Alberati condivide on-line con Sosa la comunicazione ufficiale nella quale la Androni-Sidermec rinuncia ad eguagliare il nuovo rilancio Trek, Ivan invia al suo procuratore e ai suoi collaboratori un messaggio di felicitazione per l’ottima riuscita della trattativa: Ivan è molto felice di andare in Trek.

La Trek-Segafredo a questo punto riceve dalla Androni la fattura di pagamento per ottenere la liberatoria per Sosa e su questa fattura entro i termini previsti emette il pagamento della importante somma per ottenere la liberatoria di Sosa.

A questo punto l’ufficio legale Trek prepara il contratto per Sosa, che nel frattempo ha vinto anche la Vuelta a Burgos e addirittura di sua spontanea volontà, senza che il precedente accordo lo prevedesse, la squadra americana decide di ritoccare l’ingaggio del ragazzo verso l’alto, in virtù della nuova valorizzazione ottenuta coi nuovi successi. Alberati si reca al Tour de l’Avenir per seguire il ragazzo in corsa e mostra il contratto appena arrivato al procuratore, con in più la bella notizia dell’aumento dell’ingaggio: Sosa si dimostra sorpreso e molto felice per questa gradita novità!

Il contratto consta di 25 pagine in lingua inglese e così Alberati e Sosa lo leggono insieme il 24 agosto in Francia e insieme, chiamando Guercilena, chiedono alcune ore e soprattutto la revisione del Procuratore Avvocato Marco Angelini per portare a termine la firma.

Si richiede anche una versione in spagnolo per poter comprendere bene il significato delle pagine del contratto e la Trek accorda alcuni giorni per completare l’operazione.

 Il 27 agosto, il giorno dopo la conclusione del Tour de l’Avenir Ivan Sosa trasmette un video nel web, ripreso dal profilo della Federazione Colombiana di Ciclismo, nel quale si dice felice di essere diventato un corridore della Trek – Segafredo e non vede l’ora che inizi la nuova stagione nelle file del team americano: https://www.facebook.com/FedColombianadeCiclismo/videos/2649565988394231/

Le due società Androni e Trek intanto emettono un comunicato congiunto nel quale portano a conoscenza della conclusione della trattativa.

Nel frattempo nascono anche le prime comunicazioni da parte del team al nuovo futuro corridore, relative a tagli e di scarpe e abiti, disponibilità per possibili voli aerei negli States per un corretto Bike Fitting nella casa madre Trek e Sosa dà la sua disponibilità a recarsi in ambasciata per ottenere il visto di viaggio verso gli USA. 

Fino ai giorni nostri, quando lunedì 3 settembre Sosa chiama Alberati per consigli sull’allenamento, un suo punto di vista per il finale di stagione e  l’avvicinamento al mondiale, parlano insieme sul soprattutto su come recuperare energie in vista del rush finale. Ma venerdì 7 settembre giunge nella mail dell’avvocato Angelini procuratore del corridore una comunicazione dell’avvocato Pavone, che assiste il sig. Giuseppe Acquadro, nella quale si sostiene che la procura del ragazzo in capo all’Avvocato Angelini è già scaduta e che sostanzialmente il Sosa non desidera proseguire negli intenti già manifestati di firmare il contratto Trek.

La mail viene letta domenica 9 settembre e appena sentito al telefono il ragazzo dichiara che ha ricevuto dal procuratore Giuseppe Acquadro la promessa di un contratto di importo superiore rispetto a quello già concordato e acquistato dalla Trek e che pertanto non intende mantenere gli impegni già presi.

Martedì 11 settembre Alberati (in aereo), Fondriest in auto e l’Avvocato Angelini in treno si recano insieme da Ivan Sosa per parlarci personalmente e spiegargli de visu che ciò che stava commettendo andava contro le norme previste nel suo contratto con l’Androni depositato in Uci e contro la parola già espressa in video quale consenso al contratto con la Trek e sostenuto soprattutto da un raider’s agent, Giuseppe Acquadro, che in quel momento non lo poteva neanche rappresentare

Il suo diniego al dialogo è palese e scioccante, sembra quasi ipnotizzato, sembra quasi non riconoscere i suoi interlocutori e la situazione prende ogni minuto in più le sembianze di una drammatica farsa.

Il 17 settembre infine giunge una comunicazione mail da parte del corridore, che dichiara di revocare il mandato all’avvocato Angelini.

Ogni commento ulteriore a questo punto sembra superfluo.

Quanto scritto Vi è stato presentato per avere esposti i fatti nudi e crudi, per i quali abbiamo tutta la documentazione dettagliata di quanto esposto e quanto fatto, messaggi email, vocali e whatsapp, in grado di mettere a Vostra disposizione in ogni momento.

Avv. Marco Angelini

Dott. Paolo Alberati

Maurizio Fondriest

Andrea Bianco

 

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COMMENTI
in sintesi
21 settembre 2018 14:01 Leonk80
gli hanno hanno offerto un contratto migliore e non vuole più firmare quello della Trek. se c'è responsabilità precontrattuale si potrebbe aprire un contenzioso, alla fine si accorderanno per evitare una causa dagli esiti lunghi e incerti. ovviamente quanto pagato dalla trek a savio gli verra restituito dalla nuova squadra.

cominciamo bene
21 settembre 2018 15:01 marchetto
Ricostruzione dei fatti molto precisa, ora sarebbe interessante sentire l'altra campana...non so chi potrà aver ragione certo che dispiace vedere che soli 19 anni, con il primo contratto già in tasca si comincia subito a farsi condizionare pesantemente solo dai soldi; è vero che non sappiamo di che cifre si tratti, per cui se la nuova squadra offre molto di più ci può stare l'indecisione, ma dopo aver dato la propria parola, anche scritta, e con una vita davanti per correre cosa gli impedisce di rispettare l'accordo, correre con la trek, mica l'ultima delel squadre, e poi casomai cambiare? anche solo per rispetto di quelli che lo hanno portato fino a lì? mah... un atteggiamento del genere, anche se può essere solo il frutto di pessimi consigli e cattive compagnie, certo non aiuta a creare serenità e a ffarsi apprezzare giù della bici, aspetto questo che al giorno d'oggi è sempre più importante...

purtroppo oggi........
21 settembre 2018 17:04 9colli
il mondo del ciclismo, stà diventanto sempre più "" assomigliante "" al calcio, cioè un vero schifo !!!

Società
22 settembre 2018 16:45 FrancoPersico
Comunque vada a guadagnarci ci sono Savio e Sosa. Tutti gli altri beffati. L'amicizia e la stima sono valori rari in questa società dove il denaro prevale ormai su tutto. Sarei curioso di sentire le altre campane anche se quanto descritto è chiaro e, direi, toccante.

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