GATTI&MISFATTI. PUNTURE DI VESPA, E PUFF DI VENTOLIN

GATTI&MISFATTI | 07/05/2018 | 18:05
di Cristiano Gatti       -

Non c’è come il giorno del riposo e della riflessione per riposare e riflettere. Personalmente ne approfitto per togliere dal frigo, dove l’avevo riposta in attesa del momento giusto, una questione per niente secondaria, rimasta sullo sfondo dell’avvio israeliano, eppure di un’attualità estrema. A rilevarla con la solita sensibilità è Cosimo Cito, della “Repubblica”, uno dei giornalisti che ancora vanno in giro con gli occhi aperti e il cervello sempre acceso: è lui che dedica un doveroso focus al poveraccio della Lotto punto dalla vespa durante la ricognizione della crono iniziale.

La questione è la solita: causa reazione allergica, l’odioso insetto lo gonfia come Simona Ventura dopo un soggiorno in chirurgia plastica, eppure il corridore non può curarsi con la banalissima crema al cortisone. Come facciamo tutti, peraltro, nella vita civile. Il problema è che in questo caso servirebbe la famosa Tue, che non è una crema, ma l’autorizzazione al trattamento, per evitare di cadere nel doping.

Come scelta personale, come scelta di squadra, lo sfigurato Armée decide di evitare la trafila burocratica, tenendosi il dolore, il fastidio e i nuovi connotati. In un gruppo, in uno sport, in un mondo sovrappopolato di gente malata che gareggia ai massimi livelli con certificati medici, loro vogliono restare comuni e normali: corrono soffrendo, se c’è da soffrire, finchè possibile. Mai e poi mescolarsi a quelli che vanno in giro con le autorizzazioni mediche più o meno sospette.

Sommo rispetto per la scelta, complimenti per la scelta. Tanto per non dimenticare, così fece lo stesso Nibali alla Vuelta del 2013, lui rimettendoci la vittoria a beneficio di Matusalemme Horner. Ma è la questione ideale che resta al centro. Ancora una volta i garantisti di retroguardia strepitano d’indignazione: ma come, siamo al punto che un poveraccio non può nemmeno spalmarsi la crema sulla puntura di un insetto? Ma che roba è l’antidoping? Sì, è il classico caso da cavalcare subito alla grande, per dire quant’è inverosimile e assurda la lotta contro i bari. E’ l’occasione migliore per sparare sugli eccessi e sui furori di tutte le battaglie fanatiche e integraliste. Ma come si fa, ma siamo ridicoli…

Per me, è solo il classico caso per dire invece a che punto ci abbiano condotto trent’anni di schifo. Al punto che neppure una puntura di vespa è più curabile senza scatenare un vespaio. A prima vista appare chiaramente surreale che per spalmarsi la cremina serva un certificato, che un corridore e una squadra debbano sentirsi in dovere di rinunciarci per evitare qualsiasi forma di diceria. Ma il surreale della faccenda non nasce adesso, su un caso tanto stupido: viene da lontano, da casi molto più pesanti e più imperdonabili. La complessità della materia si manifesta alla perfezione, in tutto il suo splendore, proprio in casi come questo, nei casi estremi. Sì, siamo proprio al punto che non si può curare una puntura senza farsi venire il mal di pancia, in senso etico. Ma la colpa non è delle regole: la colpa è di chi le ha rese necessarie con trent’anni di trucchi da bassa macelleria. Poi si sa com’è la regola: deve vigilare su tutto, dal caso eclatante al caso acrobatico, dal gravissimo al lievissimo. Ed è molto difficile dire fino a che punto. Resta però evidente che i farabutti giocano proprio su questo crinale: se liberalizzi la cremina, perché allora non liberalizzare il Ventolin per chi ha l’asma, su su fino a un rabbocchino di Epo per chi si sente un po’ anemico….

Logico, non può funzionare così: la norma arriva per fare la guerra a un fenomeno pericoloso, e pazienza se diventa persino grottesca nei casi più labili e più estremi. Però non bisogna cadere nell’errore di depotenziare l’antidoping solo perché si è arrivati al confine estremo. Regole e limiti servono.  Ovviamente il più possibile precisi e rigorosi. Faccio un esempio a caso: se la regola dice che il malato d’asma può spararsi una certa quantità (abbondante e generosa) di puff, chi viene pescato con una quantità doppia dovrebbe inevitabilmente finire fuori. Dimostri pure scientificamente la propria innocenza, se ne è capace: ma nell’attesa stia fuori.

Non vado troppo oltre, non spendo inutili parole. Può essere anche paradossale che un corridore punto da vespa debba chiedere autorizzazione per spalmarsi la crema, se questo è il risultato di una guerra lunghissima e durissima. Ma mi sembra molto più paradossale che qualcuno rischi di vincere il Giro d’Italia correndo con una nuvola nera sopra la testa. Una nuvola tossica, una nuvola gassosa di Ventolin, in dosi da cavallo.
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COMMENTI
ventolin
7 maggio 2018 19:16 ERIO
pensa fosse successo a Ventolin, la Sky lo avrebbe ricoperto di cremina, tanto era un fatto "privato"...

IPOCRISIA A TONNELLATE
7 maggio 2018 20:23 ewiwa
Per me è tutto normale visto che al tempo di Armstrong il presidente di allora dell'unione ciclistica incassò senza colpo ferire 100.000 dollari donati dall'americano quale contributo alla lotta al doping!!!!!! e così si prendeva impunemente qualsiasi sostanza e vinceva osannato dai giornalai quale campione ineguagliabile ben sette TOUR!!!!!
Come posso meravigliarmi di Froome e della cremina....volete che continuo?

Facciamo un pò di chiarezza....
7 maggio 2018 23:43 pincopallo
La lista WADA, al punto 2. Sostanze e Metodi proibiti in competizione, alla voce S9. Glucocorticoidi, recita esattamente così: Tutti i Glucocorticoidi (Cortisone) sono proibiti quando somministrati per via orale, endovenosa, intramuscolare e rettale. Sono quindi solo ed esclusivamente queste le modalità di utilizzo di questi farmaci che necessitano della esenzione (TUE). Ed era esattamente quello di cui avrebbe avuto bisogno lo sfortunato atleta della Lotto per trattare efficacemente le conseguenze della puntura di vespa (esattamente come accadde a Nibali alla Vuelta del 2013). Invece l'uso dermatologico (crema), ma anche auricolare, nasale, inalatorio, oftalmico, ecc (cioè l'uso topico), non necessita di alcuna autorizzazione.
Saluti

8 maggio 2018 00:16 simo
Il paragone tra un broncodilatatore, cioè un prodotto da banco come il Ventolin, e l'epo, un farmaco per cure ospedaliere (dall'emodialisi in poi..), mi sembra forzatissimo.
Al solito, per sparare sul (solito) pianista.
E il caso Armée è appunto un pretesto ed è - ahinoi - vecchio (..).
Basterebbe ricordare, per esempio, Jonathan Vaughters al Tour 2001.
E quello era un altro ciclismo: decisamente peggio di questo.

x ewiwa
8 maggio 2018 06:38 siluro1946
Continui pure, ci facciamo qualche risata in più. Armstrong vinceva i Tour perché era il più forte.

gianca59329
8 maggio 2018 09:15 geo
Sottoscrivo. Confermo l'uso di sostanze anche lecite ma ingiustificate per il tipo di gare (giovanissimi, esordienti, allievi ecc)

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